Save the date

Per deputati, senatori, amministratori locali.

Insomma, per chi si occupa della cosa pubblica, per ridurre l’impronta ecologica e pretendere normative più sensate ed ecologiche.

Deprediamoli a casa loro

E’ quasi un anno che siamo andati a votare ma siamo ancora lì, frastornati e sconfitti.

Subiamo la retorica che si fa vomito della peggior classe dirigente di sempre (per dirla con un pò più di stile di quanto non abbia sintetizzato perfettamente un grande chirurgo).

Sappiamo bene che la verità è un’altra. Conosciamo per filo e per segno il brogliaccio delle balle che vanno recitando da qualche anno. Le balle che ci stanno recintando, che ci tolgono il fiato e la voglia, che ci fanno credere di essere accerchiati, minoranze, bande di sciocchi buonisti illusi.

Deprediamoli a casa loro, è ciò che facciamo. Non genericamente e non sempre e solo gli altri. Ma scientificamente, oggi, noi italiani.

Andatevi a guardare dove opera l’ENI, tanto per fare un nome. In che zona dell’Africa. Chiedetevi da dove arrivano le materie prime che compongono gran parte dei nostri gingilli elettronici, o la fonte dell’energia che in gran parte sprechiamo.

Guardate questa cartina, sovrapponetela ai tanti focolai di guerra da cui queste donne e uomini fuggono.

Fate due più due, perdio. No, non fa tre, e nemmeno cinque. Ma quattro coglioni capicorrente che ancora giocano a misurarsi l’uccello. Mentre il Mediterraneo va a fuoco.

Hanno ammazzato un sindaco

Ammazzare un sindaco è come accoltellare se stessi. E’ la rabbia e la violenza indiscriminate di questi tempi bui.

E’ la follia che arma la paura, è il lupo che caccia chi dona tempo ed energie alla tua comunità.

Paweł Adamowicz 1965-2019

L’Italia che resiste

Sabato a Trento, presso la spettacolare cornice del Museo della Scienza, abbiamo messo in piedi un programma pazzesco.

Si comincia alle 11.00 con la proiezione del documentario “Sogni Comuni. Viaggio nelle amministrazioni virtuose”, diretto da Alessandro Scillitani con Paolo Rumiz. A seguire incontro con Luca Mercalli e lo stesso Scillitani per parlare di buone pratiche e sosteniobilità.

Infine, alle 12.45, andranno “in scena” le cerimonie di premiazione della Borsa di Studio “Dario Ciapetti” e il Premio Comuni Virtuosi. Storie belle, concrete, positive, reali. Uno spaccato di Italia che funziona, che esiste e resiste nonostante tutto.

L’ingresso è libero, vi aspetto lì!

Ciò che si narra, ciò che si dice

Ora, io rispetto davvero tutte le posizioni, anche quelle di chi è legittimamente convinto della giustezza di quell’opera, non la considero nemmeno una discriminante etica come molti di quelli che mi stanno scrivendo in queste ore, però ecco, io sono questo. Lo sono da sempre, e mi dispiace se le scaramucce tra il PD e il M5S hanno trasformato una questione ventennale, profonda e complessa, in un referendum pro o contro questo governo, che ovviamente mi fa schifo con o senza tav.

Questo è il risultato di aver espulso dal dibattito pubblico mainstream tutte le voci di intellettuali, democratici e persone più o meno autorevoli che negli anni hanno spiegato e continuano a spiegare le ragioni di quella contestazione: quello che rimane nella narrazione di questo paese è il SITAV come unico modo di intendere la sinistra, il progressismo e il buon senso, e il NOTAV come oscurantismo medievale, difesa dei 5 stelle e di questo governo. Una battaglia popolare di decenni ridotta con supponenza ad essere trattata come i NoVax o le scie chimiche.

Zero Calcare, un mito!