Manifesto per una candidatura sostenibile

eco candidato

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“VORREI CHE MARCO BOSCHINI FOSSE CANDIDATO DALLE FORZE DELL’UNIONE ALLA CARICA DI DEPUTATO”

La nostra società ha di fronte molteplici problemi e sfide. Nessuna di esse può essere ignorata da un amministratore pubblico. Per questo è indispensabile una continua relazione dell’amministratore o legislatore con la base, una continua presenza sul territorio e, nel contempo, una aperta attenzione ai problemi e sfide degli altri Paesi e Continenti in un mondo sempre più interdipendente, in cui il futuro o è tale per tutti o non lo è per nessuno.
In questa molteplicità riteniamo che meritino particolare attenzione alcune realtà che sarebbero un po’ come la chiave di volta del presente e del futuro di ognuno di noi come cittadini sia a livello personale, come anche a livello familiare e sociale.
Tre queste sfide cogliamo quella del consumo energetico per i suoi influssi sull’economia, sulle relazioni internazionali, sull’ambiente.

Il nostro sistema energetico è come un secchio bucato e nessuno si preoccupa di tappare la falla, ma continua ostinatamente a riempirlo a forza di nuove centrali, fantasmi nucleari, importazioni di oro nero.

I problemi energetici non vengono considerati dalle forze politiche con l’attenzione e l’impegno che sarebbero necessari. Noi invece pensiamo che debbano essere posti al centro della politica, e per questo siamo impegnati da anni per dimostrare che intervenire a favore dell’ambiente non solo è possibile e necessario, ma anche economicamente conveniente.

Decine di enti locali (ma anche associazioni ambientaliste, gruppi di acquisto, botteghe del commercio equo e solidale, comitati in difesa della madre terra contro le grandi opere, grandemente inutili) stanno sperimentando, con risultati sorprendenti, progetti concreti di risparmio energetico, di riduzione-riciclo e riutilizzo dei rifiuti, di tutela dei beni comuni come l’acqua, di mobilità sostenibile, di bioedilizia, di acquisti verdi nella pubblica amministrazione, di incentivi rivolti al territorio per l’introduzione di nuovi stili di vita.

Il vero problema è mettere insieme le esperienze, fare in modo che l’enorme patrimonio di buone prassi superi il confine apparentemente invalicabile della Politica nazionale per diventare paradigma con cui declinare una società basata sulla partecipazione e la sobrietà.

Per queste ragioni pensiamo che:

È assurdo che il comune di Padova stia adottando un piano di ristrutturazione energetico che riguarda gli immobili (municipio, scuole, palestre, impianti sportivi, musei, biblioteche, etc.) e la pubblica illuminazione nell’indifferenza della stampa e, cosa ben più grave, della classe dirigente nazionale; che questo progetto permetterà al bilancio del comune un risparmio di oltre 3 milioni di euro in pochi anni e una diminuzione delle emissioni di co2 e ancora sono pochissime le amministrazioni comunali che ne hanno seguito l’esempio.
È pura follia pensare che un tedesco spende circa 350 euro all’anno per riscaldare un appartamento di 50 metri quadri e un italiano circa 750 euro; per questo è necessario adottare la legge tedesca che non consente che gli edifici di nuova costruzione consumino più di 70 KWh di energia all’anno (in italia siamo a circa 200 KWh).
È possibile dimezzare i consumi di fonti fossili accrescendo l’efficienza energetica e utilizzando quei giacimenti nascosti di energia costituiti dagli sprechi e dagli usi impropri.
Il risparmio energetico favorisce l’utilizzo delle fonti rinnovabili, andando a coprire la quota di energia rimanente da produrre.
Lo strumento concreto per realizzare il cambiamento sono le ESCO, società che realizzano a proprie spese le ristrutturazioni energetiche dei loro clienti (comuni, province, regioni, stato…) richiedendo in cambio, per un numero di anni prefissato, i risparmi economici conseguenti ai risparmi energetici che riescono a ottenere. Queste imprese si assumono il rischio finanziario e più sono capaci di accrescere l’efficienza (ridurre le emissioni di co2) più guadagnano.

Io vorrei che chi si candida a governare l’Italia prendesse in considerazione alcune idee e progetti fatti in una strada, piazza, quartiere, territorio, e li spargesse a coriandoli per l’Italia intera.

Io vorrei che un parlamentare italiano conoscesse gli acquisti verdi, e fosse consapevole che se ogni amministrazione pubblica adottasse bandi per l’acquisto di prodotti ecologici e eliminasse gli sprechi economici e ambientali che si nascondono nelle pieghe dei bilanci e delle finanziarie, ci sarebbero meno discariche e più equità sociale.

Io vorrei che i miei politici sapessero che il comune di Bressanone ha sostituito le lampadine a incandescenza dei semafori con lampade a led, che durano novantottomila ore in più delle normali e consumano 12 watt contro 100, e che per questo il comune risparmia ogni anno 10000 euro per 10 impianti semaforici. E chissà cosa accadrebbe se lo stesso intervento venisse replicato negli oltre ottomila comuni italiani e sui chissà quanti semafori esistenti.

Io vorrei vedere dappertutto sportelli come l’Ecoidea della Provincia di Ferrara, un ufficio a disposizione dei cittadini per ricevere informazioni su fonti rinnovabili, risparmio energetico, nuovi stili di vita, incentivi e recapiti dei produttori biologici, dei gruppi di acquisto e dei negozi del commercio equo, degli agricoltori locali.

Io vorrei che una legge dello stato obbligasse gli enti locali ad adottare regolamenti di bioedilizia sull’esempio del comune di Carugate (MI), Vezzano Ligure (SP), e altri, dove per ogni nuovo edificio è necessario migliorare l’isolamento termico, montare doppi vetri, termostati, pannelli solari per la produzione di acqua calda, lampade a basso consumo energetico…

Io vorrei sentir parlare di ambiente non con enunciazioni di principio ma con la prova provata di progetti concreti, che si difendesse l’acqua come bene comune dell’umanità anche attraverso l’operazione di buonsenso fatta dal comune di Bagnacavallo (RA), dove l’amministrazione comunale ha distribuito ai nuclei familiari un kit con i riduttori di flusso e ha dimostrato, dopo un anno di sperimentazione, quant’acqua è possibile risparmiare utilizzando semplici tecnologie ecologiche che costano come un caffè e garantiscono un risparmio di milioni di tazzine piene d’acqua.

Io vorrei che progetti come il Piedibus per fare andare i nostri figli a scuola da soli, a piedi o in bicicletta, fossero una cosa in cui credere per davvero e un pezzo di quel puzzle chiamato mobilità sostenibile di cui molti però si riempiono ogni giorno la bocca con tante belle parole vuote…

Io vorrei che l’ambiente la smettesse di essere un pannello solare inaugurato sul tetto di una scuola a pochi giorni dalla domenica elettorale.

Marco Boschini

Marco Boschini è consigliere comunale a Colorno (PR) dal 1999, e assessore dal 2004 a: Pubblica Istruzione, Attività Formative ed Educative, Politiche Giovanili, Sport. E’ autore dei libri “Caro Sindaco New Global. I nuovi stili di vita nella politica locale” (EMI, 2004) e “Comuni Virtuosi. Nuovi stili di vita nelle pubbliche amministrazioni.” (EMI, 2005). E’ coordinatore dell’associazione dei Comuni Virtuosi, che ha lo scopo di diffondere su tutto il territorio nazionale buone pratiche legate all’ambiente e alla pace.

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“VORREI CHE MARCO BOSCHINI FOSSE CANDIDATO DALLE FORZE DELL’UNIONE ALLA CARICA DI DEPUTATO”