Il silenzio dei mass media (e dei partiti della sinistra…)

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Dopo due settimane di campagna elettorale virtuale è arrivato il momento di fare alcune considerazioni.
L’idea di autocandidarsi alle elezioni politiche del prossimo 9 aprile nasce dalla volontà di un gruppo di amministrazioni pubbliche, associazioni di volontariato, gruppi di acquisto, movimenti culturali, reti locali e singoli cittadini, di portare oltre la zona rossa della politica istituzionale le tante esperienze concrete e i progetti messi in pratica nei comuni italiani rispetto alla salvaguardia dell’ambiente, alla partecipazione sociale, all’introduzione di nuovi stili di vita.

Lo sforzo maggiore è stato quello di allestire il blog, riempiendolo dei progetti e dei riferimenti pratici delle cose che sosteniamo da anni: intervenire a favore dell’ambiente attraverso buone prassi quotidiane non solo è possibile e necessario, ma anche conveniente da un punto di vista economico.

Dalla ristrutturazione energetica della pubblica illuminazione fatta nel comune di Tezzano Rosa alla sostituzione delle lampadine dei semafori a Bressanone, passando per gli acquisti verdi di Ferrara e il risparmio idrico di Bagnacavallo, studi universitari, artisti, tecnici e amministratori hanno certificato la bontà degli interventi.

Da qui nasce la nostra proposta: chiedere alle forze dell’Unione che si candidano DOMANI a governare l’Italia, che questi progetti vengano OGGI replicati nelle centinaia di enti locali amministrati da giunte di centro sinistra. Cosa accadrebbe se gli interventi di risparmio energetico in corso di realizzazione nel Comune di Padova venissero ripresi a Roma, Napoli e Torino? E se si sostituissero tutte le lampadine dei semafori? Per quanto dovremmo moltiplicare i 10.000 euro risparmiati a Bressanone sulla spesa corrente del bilancio comunale?

Il nostro approccio è stato in queste settimane maledettamente pratico e concreto: abbiamo aperto un blog, lanciato una candidatura i cui primi firmatari sono personaggi del calibro di Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo, Padre Ottavio Raimondi della Editrice Missionaria Italiana, e ancora reti di comuni come l’associazione dei Comuni Virtuosi, Salvatore Amura della Rete del Nuovo Municipio, oltre a sindaci, consiglieri e assessori comunali e provinciali, rappresentanti del mondo dell’associazionismo e del volontariato locale.

Sono arrivate e stanno arrivando decine di adesioni da parte di singoli cittadini che ci stanno scrivendo da tutta Italia, entusiasti della proposta e dei progetti che di giorno in giorno presentiamo. Persone stanche di firmare una cambiale in bianco a segreterie di partito che pretendono di decidere in stanze chiuse (per pochi intimi, sempre quelli) programmi e liste di candidati, in una spartizione da primissima Repubblica…

Poi ci siamo mossi sul fronte della visibilità, inviando decine di mail alle redazioni dei più importanti quotidiani e organi di stampa nazionali: “la Repubblica”, “Corriere della Sera”, “La Stampa”, “Il Manifesto”, “Liberazione”, “L’Unità”, “L’Espresso”, “Diario”, “Micromega”. Abbiamo cercato di contattare le redazioni dei telegiornali RAI (1, 2, 3), oltre ai giornalisti dell trasmissioni che, a nostro giudizio, potevano essere interessate ad approfondire la questione: “Report”, “Che tempo che fa”, “Ballarò”, “Primo Piano”, “Parla con me”. A queste vie abbiamo aggiunto e lavorato molto sulla rete, inviando centinaia di mail alle redazioni dei giornali on line, delle tv satellitari, dei siti internet, delle associazioni ambientaliste e di movimento, ma anche delle riviste cosiddette minori (Arcoiris tv, Altreconomia, Megachip, etc.).

Bene, cioè male, nessun giornale si è fatto vivo. Ora, non pretendo certo che le cose che andiamo dicendo siano particolarmente dirompenti e interessanti, buone per un articolo o un’intervista. Ma la cosa che mi fa rabbia e per la quale non riesco a darmi pace è una domanda la cui risposta è compresa nel prezzo: ma è possibile che non ci sia stato nessuno, dentro le decine di uffici e redazioni e gruppi editoriali che non si sia posto il problema di capire, alzarsi e verificare la notizia anche solo per cestinarla non ritenendola degna di pubblicazione? E’ normale secondo voi che un giornale (una tv) possa fingere che un movimento di persone e reti (seppur piccolo e di “nicchia”) come il nostro non esista?
E ancora, è possibile che nessuno dalle direzioni nazionali dei partiti della sinistra (ai quali abbiamo inviato analoghi comunicati stampa, progetti, appelli e proposte) si sia preoccupato di prendere in mano il telefono anche solo per mandarci a quel paese?

L’unico giornale che ci ha degnati di uno sguardo è stato ed è “CARTA” che, non a caso, si è conquistato sul campo e negli anni quel ruolo di riferimento e “contaminazione” che tanti del movimento altermondialista gli riconoscono. A loro va il nostro sincero grazie per aver pubblicato l’appello di Jacopo Fo, per i suggerimenti affettuosi e il lavoro che fanno.

A tutti gli altri, invece, va il nostro augurio affinché l’anno che sta iniziando li veda più liberi e meno embedded. Più aperti e meno “distratti”. E un avvertimento: continueremo a inviarvi le nostre mail e i nostri progetti, le proposte e le esperienze, la prova provata che la rivoluzione del buon senso che proponiamo è possibile perché è già stata fatta. Solo, non si conosce!