Porta a porta (senza Vespa) a Montebelluna

rifiuti

Molto spesso i giornali e le televisioni attribuiscono onori e gloria a quei sindaci che, ospitando discariche e inceneritori nel proprio comune, sono riusciti a ridurre i costi dei servizi ai cittadini e a dimezzare l’Ici. Ma questo non è un atteggiamento né nuovo né virtuoso. Da sempre industrie inquinanti e infrastrutture invasive hanno ripagato i comuni e i sindaci, più o meno furbi, a suon d piscine, asili o campi da calcio. L’ambiente è una risorsa che si può vendere anche a caro prezzo, e l’Italia è piena di pessimi esempi a riguardo.

Grazie al cielo esistono però decine di amministrazioni comunali che, da diversi anni e in diversi modi, stanno sperimentando con successo progetti concreti che riducono la produzione pro capite dei rifiuti, abbattendo i costi per lo smaltimento degli stessi ed incentivando il più possibile la raccolta differenziata. Compostaggio, serate di ecologia domestica, siastema porta a porta, acquisti verdi. Tanti sono i comportamenti virtuosi che vanno nella direzione concreta del Riciclo, Recupero e Riuso.

Il Comune di Montebelluna (TV) ha introdotto nel 2003 il sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti, portando al 78,6 la percentuale di raccolta differenziata già nel 2004. Paese di 29.000 abitanti, fa parte del Consorzio TV3 (Treviso 3) che comprende 25 comuni, 200.000 abitanti per un totale di 70.000 utenze domestiche e oltre 10.000 non domestiche.

Prima dell’introduzione della raccolta porta a porta i rifiuti venivano gestiti attraverso il tradizionale sistema di raccolta a cassonetto: 1200 cassonetti e 500 piazzole ecologiche presenti in paese fino a tutto il 2002, con una produzione pro capite di rifiuti di 280,7 kg. all’anno.

Il sistema di raccolta porta a porta è stato “facilitato” attraverso 16 incontri informativi nei quartieri e nelle frazioni del paese; 1 mese di coesistenza dei due sistemi; la distribuzione di opuscoli di sensibilizzazione rivolti a tutte le categorie di soggetti coinvolti, facendo particolare attenzione ai bambini (con percorsi di educazione ambientale specifici nelle scuole del paese) e alle fasce “deboli” della cittadinanza.

I dati ci dicono che la raccolta differenziata è passata dal 49,6% del 2002 al 78,6% del 2004. Una buona raccolta ha stimolato un comportamento virtuoso da parte della cittadinanza, evidenziato da una produzione pro capite di rifiuti da 280,7 kg. nel 2002 a 100 kg. nel 2004 (quasi 5000 tonnellate in meno di rifiuti prodotti in un anno!). Questo meccanismo ha anche permesso un recupero dell’evasione: 200 utenze domestiche (2%) e 510 non domestiche (28%).

Per quanto riguarda i costi, poi, si è passati da 1.012.020 euro di spese per smaltimento rifiuti (luglio 2002 – giugno 2003) a 252.783 euro (luglio 2003 – giugno 2004); con i costi di raccolta che hanno visto un incremento (nello stesso periodo) da 856.286,00 euro a 1.197.797,00. La differenza ha portato ad un beneficio economico per le casse comunali di 472.635,00 euro! In questo modo sono stati premiati i cittadini, attraverso una serie di risparmi in bolletta per le utenze domestiche intorno all’8% e intorno al 5% per quelle non domestiche.

Anche in questo caso vale lo stesso discorso: e se questo sistema venisse replicato anche altrove? Ci sarebbe bisogno di tutte le discariche e gli inceneritori e i termovalorizzatori che i pirana dello sviluppo hanno in programma di costruire?