Comuni equi e solidali!

caffé equo

Il commercio equo e solidale è un eccellente mezzo per informare e sensibilizzare i cittadini al problema degli squilibri economici e ambientali, ma anche e soprattutto per permettere loro di agire concretamente.
Le Pubbliche Amministrazioni giocano un ruolo fondamentale nell’azione di sensibilizzazione delle imprese e dei cittadini a favore di modelli di produzione e consumo equi e sostenibili.

Nasce da qui la campagna “Città Equosolidali”, che si rivolge ai cittadini e alle istituzioni (Comuni, Province, Regioni) per orientare le comunità locali verso gli acquisti di prodotti equosolidali. La campagna propone alle collettività di sensibilizzare i dipendenti pubblici e gli abitanti al commercio equo e solidale, attraverso azioni e iniziative concrete.
La campagna raccoglie l’esperienza dei “Green Public Procurement” (www.a21italy.it), gli acquisti verdi nelle pubbliche amministrazioni. La campagna è promossa da Fairtrade TransFair Italia, dal Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace ed i diritti Umani, e dal Coordinamento nazionale Agenda 21.

Come si diventa una città equosolidale
L’adesione dell’Ente locale viene sancita da una mozione di indirizzo, approvata dal Consiglio Comunale, Provinciale o Regionale, con cui l’Amministrazione si impegna a: inserire nei propri consumi i prodotti del commercio equo e solidale (ad esempio, utilizzo di caffè e bevande equo-solidali nei distributori automatici, di zucchero equo, ecc.); introdurre i prodotti equo-solidali nelle mense scolastiche, del personale e in altri luoghi della ristorazione collettiva gestiti dall’ente locale; sensibilizzare il proprio personale e i cittadini sul commercio equo e solidale.
Sono disponibili alcuni esempi di mozioni che il Consiglio può utilizzare per l’adesione alla rete al sito www.cittaequosolidali.it

Se pensiamo a quanti edifici pubblici ci sono oggi in Italia gestiti direttamente dagli enti locali, ci mettiamo dentro uno o più distributori automatici di bevande e merendine, ci rendiamo conto che un caffé non può fare la rivoluzione ma centinaia di migliaia sì: ad oggi, sono ancora pochissime le amministrazioni che hanno fatto questa piccola scelta di buonsenso.

Al sito www.equosolda.it trovate una cooperativa toscana che, appoggiandosi alle botteghe del commercio equo e solidale nei comuni che ne fanno richiesta, mette a disposizione le macchine in comodato gratuito.
Caro assessore all’ambiente, prova a pensarci: quanti distributori di caffé delle multinazionali ospiti, nel tuo comune, tra municipio e biblioteca e corridoio della scuola e palestra comunale? Cosa ti costa prendere in mano il telefono e sostituire quelle macchinette della morte con un distributore automatico dei prodotti del commercio equo e solidale?
Te lo dico io, niente!