D’Alema si dimette? E fassino?

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di Jacopo Fo

La strategia di D’Alema e Fassino si è schiantata contro la realtà. Per mesi hanno difeso l’indifendibile Consorte e i suoi magheggi. Ora piangono per la propria stoltaggine.
Se fossero stati politici intelligenti lo avrebbero scaricato nel 2002, quando Consorte, come racconta il numero 49/50 dell’Espresso (non di Libero), sapendo che le obbligazioni Unipol sarebbero salite organizza di comprarle in Svizzera, tramite un gruppo di intermediari specializzati in operazioni “sotto copertura”.
La Consob beccò Consorte e lo obblogò a risarcire i proprietari delle obbligazioni.

Attenzione si trattava di un reato gravissimo: uso di informazioni riservate per speculare in borsa. In Italia è considerato solo un illecito perseguito dal codice civile (non penale) e punito con una multa. Nel resto dell’Europa è un reato penale grave. In Usa ti fai sei anni di galera.
Quindi Consorte era gia stato beccato a fare il gioco sporco ma né i vertici delle Coop né D’Alema e Fassino avevano ritenuto opportuno scaricare il grande manager. E nessuno, che mi risulti, a sinistra ha alzato la voce contro Consorte. Solo la direzione della Coop Firenze (onore ha loro) ha avuto la capacità di rompere con Consorte e dissociarsi dalla successiva scalata a Banca del Lavoro.

Ed è a pertire da questa colpa acclarata di Consorte che va letto tutto quello che succede poi. Una volta che è stato scoperto a barare sulle obbligazioni Unipol e è stato assolto dai vertici del Partito, Consorte si è sentito di avere mano libera.
Gia da qualche tempo in realtà giocava con Fiorani, Ricucci e C. a fare un sacco di milioni di euro sfruttando informazioni riservate. Compravano sempre in orario un attimo prima che il titolo salisse in borsa. Giocavano sul sicuro perchè loro stessi manipolavano il mercato. E con questo giochino ci dicono i giudici, Consorte si è messo via almeno 40 milioni di euro. Ma c’è chi sospetta siano in realtà molti di più.
Qualcuno potrà dire:”Ma che ne poteva sapere il povero D’Alema che Consorte giocava sporco?”
Beh, un politico dovrebbe essere accorto e ben informato. Esserlo è il suo mestiere non un optional. Un politico è bravo se sa le cose che è il caso di sapere sennò è un coglione.

Ecco il massimo che potremmo concedere a Massimo D’Alema e Fassino è che siano i politici più coglioni della storia del mondo.
Come mai non gli è capitato di telefonare alla Coop Firenze e chiedere:” Ma perchè non volete fare affari con Consorte?” Onestamente credo che gli avrebbero risposto.
Oppure avrebbero potuto andare a fare quattro chiacchiere nei party alla moda (a volte è dura essere un politico) e sentire che si diceva in giro di Fiorani. Consorte si era alleato sistematicamente con un’orda di boiardi della peggior specie, tutta gente nota nell’ambiente per il pelo sullo stomaco e i metodi sporchi. Anche questo fatto da solo avrebbe dovuto indurre i dirigenti DS a prendere le distanze.
Ora è troppo tardi, Consorte e Gniutti (altro genio della finanza di sinistra ai vertici di Monte dei Paschi e Unipol) sono stati pesantemente incriminati: aggiotaggio, turbativa dei mercati e, notizia di oggi, associazione a delinquere.

A questo punto alla sfiga si aggiunge anche la beffa. L’unico punto sul quale credo all’innocenza di D’Alema è sul mutuo alla Banca Popolare di Lodi per pagarsi la barca. Ci dice Altroconsumo che lo hanno fregato con interessi e spese troppo alte.
Ma il tritacarne dell’informazione non dà scampo: il grande pubblico ha capito male, tutti sono convinti che la barca gliel’abbia comprata Fiorani. Povero D’Alema.

A questo punto resta solo una domanda: la direzione dei DS si dimetterà?
Come possono pensare di restare al loro posto dopo errori così immensi?
Ma D’Alema è sopravvissuto al disastro della bicamerale, alla decisione di non colpire Berlusconi con una legge sul conflitto d’interesse, alla vergogna nella complicità con Berlusconi nella truffa a Europa 7, perpetrata con l’appoggio dell’uomo di Bertinotti nella commissione di controllo televisiva (vedi articolo su questo blog: “Il signor Di Stefano non fa dormire Berlusconi” http://www.jacopofo.com/?q=taxonomy/term/10&from=20).
Potrebbe sopravvivere anche a questo tracollo di credibilità.
Ma in un paese normale si sarebbero dovuti dimettere tutti da mo’.
Sarebbe normale.
E sarebbe normale che il prossimo segretario uscisse dalla Coop Firenze, quelli che ragionano.
Vedremo.