L’eutanasia del buonsenso

gruppo d'acquisto

Mi chiama Francesca, dalla provincia di Milano, mi racconta della frustrazione che prova, ogni giorno, andando al lavoro. Strade congestionate dal traffico e da una cappa di smog, caos e clacson e asfalto che ti impediscono di respirare. Per non parlare del quartiere industriale alle porte del paese, una lunga e squallida distesa di capannoni e tir, grigia e senza spazio libero intorno. Schiacciata.

Voleva sapere se qualcuno, dal comune, si era fatto vivo per invitarmi a raccontare qualcuno dei progetti sul risparmio energetico, o sul consumo consapevole, perché ha girato la “Lettera a Romano Prodi” e il “Manifesto per un’autocandidatura sostenibile” all’assessore all’ambiente e al suo sindaco. Coalizione di centro sinistra, in un paesino dove non esiste un’associazione ambientalista, o un gruppo di acquisto, o una bottega equa e solidale, e dove quindi l’unica speranza concreta per intervenire è trovare un’amministrazione amica disposta a mettersi in gioco, a sperimentare per davvero buone prassi quotidiane.

Le dico che no, in effetti nessuno si è fatto avanti dal suo comune. Delusa, si sfoga per dieci minuti e mi racconta tutte le assurdità del fare politica nel suo paese, le scelte sbagliate in campo ambientale, la difficoltà di partecipare alle decioni dell’amministrazione, la chiusura dei partiti.

Cosa c’è che non funziona se una persona sta al telefono per mezz’ora con qualcuno (il sottoscritto) che non conosce, a duecento chilometri di distanza, per chiedere cosa può fare un cittadino incazzato che crede in certi valori ma che non sa, nel quotidiano, come tradurli in atti conseguenti, in scelte radicali e in nuovi stili di vita?

Sapete quante telefonate e lettere e mail ho ricevuto in questi due mesi? Immaginatevi decine e centinaia di persone pazzesche, piene di energie e progetti e idee spettacolari, là fuori, che sperimentano ogni giorno e in silenzio cose grandiose. Nell’indifferenza vergognosa dei mass media e nella stanca ottusità di certi partiti, che invece di aprirsi al cambiamento e alla concretezza, si lasciano travolgere da una forma inconsapevole di eutanasia. Del buonsenso.