Sconsigli per gli acquisti!

bottiglie

La lotta gli sprechi dovrebbe essere il pilastro fondamentale della politica ambientale ed economica mondiale. Ma sappiamo che le grandi trasformazioni si realizzano solo come risultato di un profondo cambiamento di mentalità e gli obiettivi apparentemente lontani possono essere raggiunti solo con l’effetto cumulativo di piccoli comportamenti individuali.
Questo progetto realizzato dalla Provincia di Ferrara ha lo scopo di ridurre la produzione di rifiuti in grandi strutture come mense, scuole, circoli culturali, sia di promuovere e diffondere tra i cittadini le buone pratiche ambientali attuabili nella vita di tutti i giorni : partendo dall’educazione alla riduzione allo spreco in ambito collettivo ci si propone di riportare i frutti dell’esperienza e degli esempi comportamentali nell’ambito domestico .

Sergio Golinelli
Assessore all’Ambiente. A21L e Cooperazione Internazionale
della Provincia di FERRARA

Più fontane, Meno bottiglie
Negli ultimi anni il rispetto dell’ambiente ed una politica più attenta delle risorse, il loro risparmio e utilizzo critico, sono entrati a far parte di alcune delle linee di pensiero globali. Tra tutte le risorse si prende in considerazione l’acqua, vista come il bene comune più importante, poiché senza acqua nessuna forma di vita è possibile.
Come forse già noto, il consumo di acqua minerale in bottiglia sta progressivamente aumentando in tutti i paesi occidentali, ed in particolare in Italia, che con un consumo medio pro – capite di 182 litri/anno, è diventato il principale consumatore di acqua minerale a livello mondiale.
Questo aumento del consumo di acqua in bottiglia, con conseguente aumento dei rifiuti, risulta essere ingiustificato; infatti viene facilmente dimenticato che dal punto di vista normativo le acque in bottiglia non danno affatto nel complesso maggiori garanzie di salubrità rispetto all’acqua di rubinetto, tanto che per alcune sostanze inquinanti la normativa italiana stabilisce per le acque minerali naturali addirittura dei limiti di concentrazione di inquinanti meno restrittivi di quelli previsti per le acque potabili. Senza contare il fatto che per le acque minerali le analisi complete vengono effettuate a scadenza quinquennale, mentre i laboratori che eseguono i controlli sulle acque potabili effettuano la loro analisi con periodicità per lo più giornaliera.

Bevo ma quanto inquino?
Questa tendenza al consumo di acqua in bottiglia genera una notevole fonte di inquinamento e di spreco delle risorse, soprattutto per quanto riguarda la produzione e lo smaltimento di un’enorme quantità di bottiglie di plastica, e dalle emissioni in atmosfera per il trasporto su gomma. Infatti il consumo di acqua imbottigliata produce circa un milione e mezzo di tonnellate di plastica all’anno: per produrle bisogna bruciare e trasformare una quantità di petrolio almeno doppia. E già a questo stadio l’acqua minerale contribuisce a inquinare l’atmosfera e ad accrescere l’effetto serra.
L’acqua in bottiglia viene trasportata in camion e per nave, e quindi a petrolio. Ecco un secondo contributo all’inquinamento e all’effetto serra. Un terzo contributo viene poi dalla necessità di smaltire il milione e mezzo di tonnellate di plastica, attraverso impianti di riciclaggio o inceneritori.
In questo caso quindi assistiamo ad un’assoluta inconsapevolezza del fatto che spesso il godimento di un prodotto presentato ai consumatori nelle forme più convenienti per il mercato, crei danni globalmente superiori al beneficio immediato che sembra apportare al suo diretto fruitore.

Oltre ad adoperarsi per il risparmio, per migliorare i comportamenti ambientalmente corretti, ogni cittadino quindi, nei confronti di questa risorsa, può adoperarsi per un consumo più critico, che non solo vuol dire risparmio, ma riduzione dei rifiuti e rispetto del valore intrinseco dell’acqua come elemento fondamentale e bene comune, bisogno fondamentale a cui ogni essere vivente deve avere diritto, non merce costosa e causa di inquinamento, ma bene liberamente accessibile.

Sostituire quindi, punti d’acqua comuni a cumuli di rifiuti.
Nell’intento di promuovere un uso sostenibile della risorsa idrica destinata al consumo umano, allo scopo di dare incisività alla prevenzione della produzione dei rifiuti da imballaggio, la Provincia di Ferrara, tramite il Servizio Risorse Idriche e Tutela Ambientale, ha avanzato la proposta di costruire delle offerte “alternative” di acqua da bere, destinate ad uso umano, a vari livelli, che consentano ai cittadini di adoperarsi concretamente per una minore produzione di rifiuti. Con questi intenti si è ipotizzato lo sviluppo di un approvvigionamento, sperimentale di acqua da bere in comunità, rappresentato da colonnine refrigeranti allacciate alla rete idrica, che erogano acqua potabile, controllata, in cui ciascuno, senza dover necessariamente ricorrere all’acqua minerale in bottiglie monouso in plastica, può rifornirsi tramite un proprio contenitore riutilizzabile.
Sotto quest’ottica il progetto ha avuto inizio prendendo contatti con comunità come scuole, circoli culturali, centri anziani, mense scolastiche, luoghi di accoglienza che si sono resi disponibili ad indicare la loro posizione riguardo il consumo di acqua da bere, ai fini di valutare le azioni specifiche da attuare, i partner e gli obiettivi del progetto.
Il progetto inoltre ha previsto un ciclo di incontri informativi sul tema acqua e sul tema rifiuti, con il contributo dello sportello Ecoidea della Provincia di Ferrara, al fine di sensibilizzare i cittadini della comunità che hanno aderito al progetto e gli studenti riguardo i temi ambientali connessi per l’incentivazione di un comportamento ambientalmente responsabile.