Perché non andrò al Parlamento!

parlamento

Quando ho raccontato l’esperienza del Comune di Trezzano Rosa ai miei colleghi di giunta, la prima reazione è stata di incredulità. Era impossibile che un comune potesse ristrutturare tutta la rete di pubblica illuminazione di un intero paese senza spendere un euro ed anzi risparmiando contemporaneamente risorse da reinvestire in educazione ambientale. Ma come, dicevano, se davvero esistesse un sistema come quello delle Energy Service Company (società che fanno del risparmio energetico la propria mission aziendale) che garantisce efficienza energetica, benefici ambientali e abbattimento dei costi ogni Comune in Italia lo avrebbe già messo in pratica! E’ impossibile, ci sarà qualcosa sotto.

Aspettandomi quel tipo di reazione – è la stessa con la quale mi scontro ogni volta che presento il progetto nelle mie conferenze in giro per l’Italia – metto sul tavolo il capitolato d’appalto prodotto dal Comune in questione, il contratto, le delibere di approvazione, le bollette energetiche del comune prima e dopo la ristrutturazione energetica, la presentazione in power point fatta dall’amico e assessore all’ambiente di Trezzano Luciano Burro. Le loro granitiche convinzioni (o preconcetti culturali…) cominciano a vacillare, ma non sono ancora sufficienti per convincerli della bontà della proposta.

Nemmeno di fronte alle difficoltà che ogni anno, ogni anno maggiori, troviamo nel far quadrare il bilancio, tra i tagli dello Stato e i costi per mantenere un buon livello di servizi per i cittadini in costante aumento. Con la voce per il riscaldamento e l’illuminazione degli immobili comunali (scuole, palestre, impianti sportivi, biblioteca, etc.) sempre più cara e pesante.

Provo allora ad affrontare la cosa da un’altra prospettiva. Illustro la proposta al Responsabile dell’Ufficio Tecnico, convinto che almeno lui saprà di cosa sto parlando. Mi lascia raccontare l’idea, visiona interessato la documentazione di supporto e alla fine, con mio grande stupore, pronuncia poche parole: “Bella iniziativa, il problema è che non abbiamo previsto fondi per ristrutturare i mille punti luce di Colorno…”. Ma come, ti ho appena spiegato per filo e per segno come funziona, c’è la prova provata che Trezzano Rosa non solo non ha tirato fuori un euro ma c’ha pure guadagnato e tu mi dici che non abbiamo previsto i soldi a bilancio?!

Cerco di prenderla con filosofia, e di “tirare” i tecnici e i politici dando visibilità al paese, di fronte alla possibilità di fare bella figura un politico doc non si tira certo indietro… Nel giro di poche settimane porto a Colorno gente come Beppe Grillo, Maurizio Pallante, Jacopo Fo, organizzo un convegno in cui si confrontano decine di amministratori che proprio su queste cose stanno sperimentando concretamente progetti formidabili ottenendo risultati sorprendenti, ma niente.

Ancora oggi sto ancora aspettando che il mio comune si decida ad avviare un piano di ristrutturazione energetica complessivo. Mi si dice che forse saremo pronti a metà di quest’anno, magari anche qualche settimana prima.

Ma al di là di questo, l’impressione che mi sono fatto in questi anni è che certi discorsi i “politici” proprio non riescono a capirli. Non ci arrivano. E non lo fanno per cattiveria, la maggior parte di loro almeno. Non è che sono contro l’ambiente, o contro la concretezza e il buonsenso. Semplicemente, parlano e vivono un linguaggio diverso. Sono estranei senza saperlo.

Parlano di corridoio 5 e alta velocità e sviluppo come il parroco di paese ripete stancamente l’omelia domenicale. Fa parte di un dogma inconfutabile e incontrovertibile.

Ecco perché non è possibile che qualcuno che non fa parte della “truppa” possa essere arruolato. Cioè forse arruolato sì, nel senso di embedded, sedotto e schierato. Ma qualcuno che possa come un virus intromettersi nell’ingranaggio e magari, semplicemente, staccare la spina, questo no. Troppo rischioso. Non scherziamo.

In queste settimane ho avuto il piacere e il privilegio di entrare in contatto con centinaia di persone (via mail, fax, telefono, messaggi sul blog), gruppi locali e associazioni impegnate in vere e proprie lotte per la sopravvivenza di spazi pubblici, territori “sostenibili”, partecipazione. Ho incontrato amministratori locali (sindaci e assessori, ma anche consiglieri comunali e cittadini) che stanno portando avanti progetti concreti spesso disarmanti, per la loro semplicità e forza, all’insaputa della politica “alta” e nel silenzio accecante dei mass media.

La mia esperienza, in questo senso, è stata più che positiva. Ho imparato nuove strade, facce, iniziative, che insieme agli amici dei Comuni Virtuosi cercheremo di far conoscere sempre più, sperando di estenderne anche altrove la sperimentazione.

Ciò che mi lascia interdetto è il silenzio totale dei partiti della sinistra. Nessuno si è fatto vivo anche solo per mandarci a quel paese, troppo impegnati a sfogliare liste per spartirsi poltrone e promesse e consulenze per i cinque anni prossimi venturi…

Nessun problema, lo sapevamo che sarebbe andata a finire così. Per quanto mi riguarda continuerò a lavorare e sperimentare, a mettere in comune tutto quanto è possibile condividere, concretamente, con tutti quanti hanno voglia di fare rete.
Questo blog può essere uno degli strumenti possibili per far girare le informazioni e le idee. Per una lenta e gioiosa rivoluzione del buonsenso.