Tanto per cambiare

berlusconi

Berlusconi vomita parole infuocate, la sua tourneé per televisioni è una danza folle e una corsa spericolata contro il tempo.
L’obiettivo è chiaro: far parlare di sé, ogni giorno una sparata più grossa dell’altra, e togliere così l’attenzione sul suo governo fallimentare.

Questo è il giudizio dei fassini di turno. In parte condivisibile, se non altro per quanto riguarda il caos mediatico creato strategicamente dal premier. Ma siamo sicuri che il Governo abbia fallito nella sua mission? E le leggi che si sono approvati sulla giustizia? E i guadagni dell’azienda di “famiglia”? E la fedina penale lucidata a suon di prescrizioni e leggi ad personam? E le privatizzazioni spericolate? E la distruzione dei diritti nel mercato del lavoro? E la riforma della scuola? E quella costituzionale?

Come si può far finta di non vedere che questi signori hanno finito di smontare pezzo per pezzo lo Stato?
Quand’è che la sinistra la smetterà di raccontare che Berlusconi non ha fatto nulla e proporra invece proposte alternative concrete, concretamente alternative?

Perché in fondo il problema di fondo è proprio questo: siamo sicuri che le idee che legano i due schieramenti rispetto a tanti temi centrali siano poi così diverse? Ma l’avete letto il programma sull’energia dell’Unione? E vi ricordate chi ha istitutito i CPT? E i co.co.co.? E anche sulla guerra, qualcuno si ricorda chi era presidente del consiglio nel 1999 durante l’intervento in Kossovo?

Forse sarebbe il caso di fare un pò di chiarezza, almeno per poter scegliere dalla parte giusta, così, tanto per cambiare