Copia e incolla. Una delibera sui GPP

acquisti verdi

Ecco un esempio di delibera di giunta per l’attivazione della procedura sugli acquisti verdi. Se qualche amministratore passa da queste parti provi pure a leggere e… vai con il copia e incolla!

GIUNTA Provinciale di XXX
Verbale n° xx
Adunanza xx xxxx

Oggetto: definizione della politica degli appalti di lavori, forniture e servizi della Provincia di XXXXX

PREMESSO CHE
L’art. 6 della versione consolidata del Trattato che istituisce la Comunità Europea (G.U.C.E. C 325 del 24.12.2002) afferma che “le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione delle politiche ed azioni comunitarie di cui all’art. 3, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile”.
Tra gli strumenti indicati nella Comunicazione della Commissione Europea sulla Politica Integrata di Prodotto, COM 2003/302, per migliorare le performance ambientali dei beni e dei servizi, occupa un ruolo importante il cosiddetto Green Public Procurement (GPP). Con questo termine si fa riferimento ad un sistema di acquisti di prodotti e servizi ambientalmente preferibili adottato dalle amministrazioni pubbliche. Il GPP può giocare un ruolo fondamentale dal lato della domanda, per sostenere la produzione di beni e servizi ambientalmente preferibili e fungere da traino nel processo di orientamento delle scelte di consumo in chiave sostenibile.
Nella Comunicazione della Commissione Europea “Sul diritto comunitario degli appalti pubblici e le possibilità di integrare considerazioni di carattere ambientale negli appalti pubblici”, COM 2001/274 del 4.7.2001, si chiarisce come la legislazione vigente permetta già oggi di tenere conto degli aspetti ambientali nelle procedure di acquisto degli enti pubblici; in particolare si afferma che ” .. se impongono requisiti relativi alla protezione ambientale più severi di quelli prescritti dalle norme o dalle leggi, gli enti aggiudicatori possono ispirarsi ai criteri per l’assegnazione dei marchi ecologici nel definire le specifiche tecniche in materia ambientale… ”.
La Decisione n. 1600/2002/CE del 22.7.2002 che istituisce il Sesto Programma Comunitario di Azione Ambientale, stabilisce all’art. 3.6 che “è necessario promuovere una politica di appalti pubblici «verdi» che consenta di tener conto delle caratteristiche ambientali e di integrare eventualmente nelle procedure di appalto considerazioni inerenti al ciclo di vita”.
Il Regolamento CE 1980/2000 relativo al sistema comunitario di assegnazione di un marchio volontario di qualità ecologica, stabilisce all’art. 10 che “per incoraggiare l’uso di prodotti contrassegnati dal marchio di qualità ecologica, la Commissione e le altre istituzioni della Comunità nonché le altre autorità pubbliche nazionali dovrebbero, fatto salvo il diritto comunitario, dare l’esempio quando stabiliscono i propri requisiti per prodotti”.
La Corte di Giustizia Europea, nella causa C513/99, con sentenza del 17.9.2002, ha stabilito che il principio della parità di trattamento non osta a che siano presi in considerazione nell’appalto criteri collegati alla tutela dell’ambiente, per il solo fatto che esistono poche imprese che hanno la possibilità di offrire un materiale che soddisfi i detti criteri.
A livello nazionale il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha auspicato che la pubblica amministrazione si impegni a “istituzionalizzare l’integrazione degli aspetti ambientali nelle procedure di acquisto” ponendo l’obiettivo di “modifica dei capitolati di acquisto di beni e servizi, inserendo i requisiti ambientali senza contravvenire alle norme comunitarie” (Deliberazione n. 57/2002 del CIPE su “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia”).
Il D. Lgs. n. 22/97, noto come “Decreto Ronchi”, stabilisce che le autorità competenti adottino iniziative dirette a favorire, in via prioritaria, la prevenzione e la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti anche mediante: “la determinazione di condizioni di appalto che valorizzino la capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione dei rifiuti” (art. 3) e che “prevedano l’impiego dei materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato dei materiali medesimi” (art.4).
Il suddetto D. Lgs. 22/97, art. 19 comma 4, con il decreto attuativo 203/2003, richiede che gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo.
La Legge 9 gennaio 1991, n. 10 “Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia” istituisce all’art. 19 la figura del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia e il Decreto ministeriale 27 marzo 1998 “Mobilità sostenibile nelle aree urbane”, all’art. 3.1, quella del responsabile della mobilità aziendale.
Il medesimo decreto sulla mobilità sostenibile dispone l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di prevedere una quota del 50% di veicoli a minimo impatto ambientale nel rinnovo annuale del proprio parco auto veicolare entro il 31 dicembre 2003.

CONSIDERATO CHE
Per contribuire alla diffusione di una cultura ambientale negli acquisti della Pubblica Amministrazione e nella promozione dei sistemi di etichettatura ecologica dei prodotti/servizi (es. Ecolabel Europeo), è necessario introdurre anche in Italia un sistema di Green Public Procurement, già utilizzato da altri paesi nord-europei.
Il settore pubblico, infatti, può:
a)ridurre in maniera significativa gli impatti ambientali, acquistando prodotti e servizi verdi, grazie alla consistenza degli acquisti che a livello europeo costituiscono circa il 12% del PIL;
b)accrescere la disponibilità e la competitività dei prodotti e servizi più verdi sia nelle gare di appalto per l’acquisto di prodotti che per la stipulazione di contratti di lavori e servizi;
c)influenzare il comportamento dei cittadini privati, ma soprattutto delle istituzioni private e delle imprese, e spingerli verso acquisti più sostenibili.
Per promuovere acquisti ambientalmente sostenibili al proprio interno, dal 1999 xxxxx ha introdotto nei bandi di gara per l’acquisto di beni e servizi, criteri ambientali che favoriscono le aziende che dimostrano di possedere anche certificazioni ambientali rilasciate da sistemi pubblici.
La Provincia di xxxx ha partecipato, in qualità di Ente Pilota, nel xxx ad un progetto promosso dall’xxxx (adesso xx) denominato “xxxxxx” ed ha finanziato la realizzazione di un ipertesto denominato “Guida al Green Public Procurement”.
Il processo di Agenda 21 Provinciale, attivato con DxxP n. xxxx/xxx del xxxxx/x, è pervenuto, attraverso un articolato percorso di concertazione in sede locale e provinciale, alla definizione del Piano d’Azione per la Sostenibilità, adottato dal Forum Provinciale di Agenda 21 il 18 gennaio xxxx e approvato dal Consiglio Provinciale con Deliberazione n. 226-92005 del 22/10/2002.
All’interno del suddetto Piano è previsto un obiettivo di promozione dei consumi più sostenibili e l’ampliamento delle attività economiche legate a prodotti e servizi ad alto contenuto di innovazione ambientale e più specificatamente la diffusione di prodotti e servizi ambientalmente più sostenibili (ASSE x, OBIETTIVO GENERALE, OBIETTIVO SPECIFICO X del Piano d’Azione per la Sostenibilità).
Sempre all’interno del Piano d’Azione sono presenti schede azione tendenti a declinare in progetti le azioni concordate attraverso la concertazione di Agenda 21 (denominate schede xx), una di queste è relativa agli acquisti pubblici ecologici (Scheda xxx).
La XXXX di XXXX e l’XXXXX XXXXX, nell’ambito del Programma di Interventi Ambientali Provinciale, approvato dalla Regione xxxx con Determinazione Dirigenziale n. XXX dell’X/X/200X, hanno promosso il progetto “XXXX XXXX XXXX (XXX)” in attuazione di quanto previsto dal Piano d’Azione per la Sostenibilità in riferimento al processo di Agenda 21 provinciale.
Le attività proposte hanno come fine ultimo la qualificazione ambientale dei produttori nella filiera produttore-distributore-consumatore pubblico e l’utilizzazione del GPP come strumento attuativo di sistemi di gestione ambientale, di Agende 21 locali e della diffusione dei sistemi di etichettature ecologiche dei prodotti. L’obiettivo è quindi quello di utilizzare in modo sinergico strumenti volontari al fine di perseguire un miglioramento ambientale continuo.
Il progetto XXX intende diffondere i principi del GPP anche attraverso la produzione di linee guida operative per assistere le pubbliche amministrazioni nella predisposizione di appalti pubblici ambientalmente preferibili.
Il criterio scelto dalla Provincia di XXXX per individuare i soggetti pilota partecipanti al progetto XXX è stato quello di privilegiare gli enti che sul territorio provinciale, hanno intrapreso percorsi di Agenda 21 o di certificazione ambientale, o gli enti a partecipazione pubblica che a livello statutario promuovono lo sviluppo sostenibile.

DELIBERA:
di perseguire i seguenti obiettivi:
1.Limitare, sostituire o eliminare progressivamente l’acquisto di prodotti tossici, pericolosi, difficilmente smaltibili o comunque a significativo impatto ambientale;
2.Preferire prodotti/servizi a più lunga durata, facilmente smontabili e riparabili, ad alta efficienza energetica, ottenuti con materiali riciclati/riciclabili, recuperati o da materie prime rinnovabili, e che minimizzano la produzione di rifiuti;
3.Promuovere nelle proprie scelte di acquisto la diffusione di tecnologie ecologicamente compatibili, tecniche di bio-edilizia, sistemi di produzione a ridotto impatto ambientale e sistemi pubblici di etichettatura ecologica dei prodotti (es. Regolamento CE 1980/2000) che tengono conto dell’intero ciclo di vita dei prodotti/servizi che si intende acquistare;
4.Inserire nei criteri di aggiudicazione elementi ambientali che comportino un vantaggio economico all’amministrazione, valutato tenendo conto dei costi sostenuti lungo l’intero ciclo di utilizzo del prodotto/servizio.

Al fine di perseguire gli obiettivi sopra esposti l’amministrazione provinciale si impegna, compatibilmente con le specificità locali, le esigenze particolari e la normativa di settore (sia di regime di diritto pubblico che privato), a:
a.inserire nelle procedure di acquisto di beni e servizi i criteri ambientali contenuti nella sezione operativa del Manuale GPP del progetto LIFE 02 ENV/IT/000023;
b.continuare la ricerca di criteri di preferibilità ambientale da inserire nelle procedure di acquisto (anche relativamente a nuove tipologie di prodotti e servizi) e mettere a disposizione degli altri enti le esperienze acquisite;
c.tenere conto dell’impatto ambientale nell’organizzazione di eventi e convegni
d.verificare, di volta in volta, la possibilità di inserire la certificazione ambientale EMAS (Regolamento CE 761/01) o ISO 14001 come mezzo di prova per valutare la capacità tecnica di un impresa a realizzare l’appalto con requisiti ambientali;
e.verificare la possibilità di predisporre procedure interne di qualificazione anche ambientale dei propri fornitori;
f. prevedere momenti di sensibilizzazione del proprio personale in particolare degli uffici acquisti sugli impatti ambientali dei prodotti maggiormente utilizzati;
g.condividere e promuovere forme centralizzate di acquisto che tengano conto dei criteri ambientali;
h.promuovere le buone prassi di acquisti pubblici ecologici sul territorio di competenza;
i.di istituire un gruppo di lavoro per la gestione delle attività connesse con l’implementazione di un sistema finalizzato all’integrazione degli aspetti ambientali e sociali nell’attività contrattuale per l’acquisizione di forniture e servizi e l’esecuzione di lavori composto da tecnici interni e da tecnici esperti in acquisti verdi esterni.
j.di prevedere un piano di formazione per funzionari e dirigenti secondo il Piano di formazione seguito nel progetto GPPnet LIFE 02 ENV/IT/000023 sugli acquisti pubblici sostenibili, le etichettature ecologiche, sull’introduzione dei criteri ecologici nei bandi di gara;
k.di inserire tra i temi connessi con la politica degli appalti dell’ente tra gli argomenti oggetto di eventuali stage e tirocini formativi universitari
l.adottare un Piano di azione per il GPP.