Via alle olimpiadi

torino 2006

Le olimpiadi sono cominciate, evviva.
Dietro alla retorica istituzionale vale la pena farsi un giro nei numeri e dietro le quinte della macchina organizzativa. Per questo il primo consiglio è di andarsi a leggere i reportage sui giochi realizzati da “Altreconomia” nel numero di gennaio e di “Carta” della scorsa settimana. C’è poi un libro, “Il libro nero delle Olimpiadi” (Fratelli Frilli editore), di Stefano Bertone e Luca Degiorgis, co-fondatori del comitato No Olimpiadi (www.nolimpiadi.8m.com).

Infine una curiosità, che rappresenta lo spreco e l’ottusità di chi ci governa: è stato svelato il braciere olimpico di Torino 2006, curato da Pininfarina, che custodira’ cinque fiamme, una per ogni cerchio olimpico. Si tratta di una torre di 57 metri, alta quanto un edificio di 20 piani, formata da 5 tubi lanciati verso l’alto. Il fuoco brucerà 8 mila metri cubi di gas all’ora, per un totale di 2,8 milioni di metri cubi.

Da un breve calcolo è venuto fuori che, in base a questi dati l’impianto emetterà in 2 settimane la bellezza di circa cinquemilacinquecento tonnellate di CO2.
In base al mercato delle emissioni l’impianto rientrerebbe tra i soggetti obbligati al monitoraggio delle emissioni esattamente come una piccola centrale di teleriscaldamento.
Gli 8 mila metri cubi di gas all’ora, corrispondono a un totale di 2,8 milioni di metri cubi in quanto rimarrà acceso ininterrottamente per 15 giorni (la durata delle Olimpiadi). Per dare un’idea, ed allo scopo di informare, il gas utilizzato potrebbe soddisfare il fabbisogno medio di 2800 famiglie per un anno.

Ma si sa, l’immagine è tutto!