Democrazia partecipata

fassino

L’altra sera ho assistito (in differita di qualche ora) allo spettacolo “Ballarò“.
Interpreti: Mastella, Fassino, Tremonti, La Malfa (più varie comparse di giornalisti, professori, sondaggisti…). Regia: Giovanni Floris.

Il copione è sempre quello, stesse parole, pause, espressioni. Stessi scontatissimi atteggiamenti, battute e battibecchi. Una replica di altre mille repliche tutte uguali, e prevedibili.

Tra le tente parole vuote si parla di grandi opere e, quindi, di TAV. Si trasmette un servizio che mette insieme i tanti no che nei tanti territori si stanno sommando a ponti, gallerie, rigassificatori, bruciarifiuti…

Fassino intepreta il ruolo dell’uomo di sinistra. Dice che il Governo Berlusconi ha sbagliato a mandare le forze dell’ordine a pestare nonne e preti in Val di Susa. E che loro, una volta eletti, hanno intenzione di parlare con la gente per far capire che l’alta velocità si farà. Che è strategica per lo sviluppo del Paese. Che l’Italia non può restare indietro. E via per un’ora e mezzo con battute di questo tenore, sempre le stesse, stupidamente miopi alla realtà.

Ecco, la differenza (almeno sulle grandi opere) tra la destra e la sinistra è che la destra autorizza e finanzia un’opera sbagliata, inutile, dannosa per l’ambiente e manda i poliziotti per impedire il blocco dei cantieri; la sinistra autorizza e finanzia un’opera sbagliata, inutile, dannosa per l’ambiente e ci considera dei bambini sciocchi da convincere a tutti i costi…

Mica una grande alternativa, a conti fatti!