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rifiuti

Nei prossimi giorni il consiglio comunale di Parma sarà chiamato a discutere il progetto di costruzione di un inceneritore nella zona nord della Città.
Il WWF è fortemente contrario a tale progetto per una serie di motivi che vorremmo brevemente sottoporre alla vostra attenzione.

Il quadro normativo europeo ed italiano per la gestione dei rifiuti prevede la riduzione alla fonte, il riutilizzo, il riciclo di materia e solo alla fine lo smaltimento. Costruire un inceneritore significa, nei fatti, contravvenire a quest’ordine di priorità avendo, come sappiamo, lavorato assai poco in un’ottica di corretta politica ambientale. Ad esempio, sul tema della raccolta differenziata, che è di competenza locale, Parma sconta un ritardo di molti anni, che la porta ad essere inadempiente rispetto all’ obiettivo del 35% fissato dalla legge. Anche il 56% che il Piano Provinciale Gestione Rifiuti fissa per il 2012 è un dato da considerarsi insufficiente, indicativo di una scarsa attenzione a questo tema cruciale. Esperienze di raccolta “porta a porta” ( l’eliminazione dei cassonetti stradali) concretamente attuate in realtà simili a Parma dimostrano che si può in
pochi mesi arrivare a percentuali di raccolta differenziata del 65 – 70% e oltre.

Il conferimento dei rifiuti all’inceneritore è tutt’altro che la soluzione definitiva del problema. Resta infatti circa un 25% di ceneri residue oltre ai fumi dispersi in aria. Si tratta di sostanze fortemente inquinanti e pericolosissime per la salute, che necessitano di discariche speciali, con notevole aggravio di costi economici e ambientali.

Gli inceneritori, anche quelli di ultimissima generazione, sono tutt’altro che innocui per l’ambiente e la salute. Dai camini, nonostante i sistemi di filtraggio, escono centinaia di sostanze chimiche, per lo più impossibili da rilevare e monitorare. Queste sostanze, accumulandosi nel terreno e nelle acque entrano nella catena alimentare, con rischi facilmente immaginabili per la salute dell’uomo.

Contrariamente a quanto si crede, la raccolta differenziata “spinta” costa assai meno del sistema attualmente in uso a Parma. In molti comuni dove è stata posta in essere, oltre ad essere stata accettata positivamente dalla popolazione, ha permesso di abbassare le tariffe per le famiglie, con un ovvio riscontro di consenso per le Amministrazioni.

In conclusione, riteniamo che la discussione sulla costruzione di un impianto di smaltimento non abbia senso fino a quando non siano stati attivati con decisione quei processi di riduzione e raccolta differenziata
previsti dalla normativa. In Emilia Romagna esiste ad oggi una capacità di smaltimento più che sufficiente (circa 1 milione di tonnellate annue) alla sola condizione che le Amministrazioni rispettino la legge. Non c’è l’
esigenza di costruire un altro inceneritore in una delle aree più inquinate del pianeta come è, lo ricordiamo, la pianura padana.

Avviare un progetto di raccolta domiciliare richiede un anno di tempo, un inceneritore mette un’ipoteca trentennale sulla salute dei parmigiani e sulle produzioni agroalimentari che sono una della basi del nostro sistema economico.

WWF Parma