Un trapano per cambiare il mondo!

emilia romagna

Ieri sono intervenuto ad un convegno organizzato dal “tavolo della pace” della Provincia di Bologna, al quale hanno partecipato tra gli altri Mauro Bonaiuti e Francesco Gesualdi. Il filo conduttore della serata era quello di capire cosa si può fare, concretamente e subito, per cambiare il nostro stile di vita ed iniziare a decrescere coinvolgendo tutti gli attori sociali di una comunità: singoli cittadini, associazionismo, ente locale, imprese.

Mauro Bonaiuti ha tracciato un percorso possibile, “dando i numeri” del sistema economico attuale: un sistema giunto ormai al capolinea, senza più risorse da sfruttare e spazio da occupare. Poi sono intervenuto io, e ho cercato di raccontare ad un pubblico fatto soprattutto di consiglieri comunali e assessori dei 60 comuni della provincia bolognese, che cosa dovrebbe fare un buon amministratore che si dice a favore dell’ambiente e della partecipazione attiva dei cittadini per migliorare le condizioni del territorio amministrato. Ho raccontato l’esperienza dei comuni virtuosi, portando progetti pratici (numeri e documenti) a sostegno delle mie tesi. E non mi sono fatto scappare certo l’occasione di dire, di fronte alla Presidente della Provincia e a una decina di consiglieri provinciali di varia estrazione politica (DS, An e Forza Italia) che fino a quando la classe dirigente nazionale non capirà che è necessario rallentare, darsi un sistema alternativo, insomma smetterla con lo sviluppo insostenibile e con le grandi opere, si riuscirà ad incidere ben poco con le nostra piccola rivoluzione del buonsenso…

Poi è intervenuto un imprenditore “etico“, che ha parlato di un’azienda in cui il rapporto dipendente-datore di lavoro è un rapporto umano, concreto, legato allo stare insieme e ad uno spirito vero di squadra, o meglio ancora di famiglia. Che quando ha rilevato l’azienda la prima cosa che ha fatto è stata quella di ridurre l’orario di lavoro (un’ora in meno al giorno e stop al sabato) e che il mese successivo il fatturato non solo non era calato ma aveva subito una leggera accelerazione. Questo perché i dipendenti recuperano tempo per gli affetti, la famiglia, e di conseguenza il tempo che passano al lavoro sono più sereni e felici e lavorano moolto meglio!

Infine ha preso la parola Francuccio Gesualdi, del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, di cui è appena uscito per la EMI “Guida al vestire critico” (www.emi.it). Ha parlato di responsabilità e coerenza, di sobrietà e di rete, sottolineando che bisogna parlare con il nostro vicino di casa, il nostro collega di lavoro, e con fatica convincerlo che è possibile cambiare, costruire un sistema economico diverso, e un mercato equo.

Ha fatto l’esempio del trapano, cioè di quanta roba inutile compriamo per non usare quasi mai e gettare alla prima occasione, e di quante cose invece potremmo dividere con gli altri. L’esempio del trapano è chiaro, provate a fare un sondaggio nel vostro condominio. Risulterà quasi sicuramente che oltre l’80% delle famiglie ne posseggono almeno uno. Ma quante volte viene usato effettivamente? Non si potrebbe averne uno a disposizione per tutti? E’ sempre la stessa storia, è chiaro che un trapano al posto di 10 non fa una gran differenza. Ma se ci fosse un unico trapano per ogni condominio italiano al posto di uno per appartamento qualcosa cambierebbe, o sbaglio?