Desio a crescita zero

E’ possibile ipotizzare un Pgt a crescita zero in un grande Comune? Si, è possibile. Desio, Comune con oltre 40 mila abitanti in provincia di Monza Brianza lo ha fatto. La giunta comunale insediatasi nel 2011 e guidata dal Sindaco Roberto Corti ha approvato una variante nel novembre dello scorso anno che ha radicalmente modificato il Pgt predisposto, approvato e reso operativo dalla giunta precedente. “Un Pgt” ci dice il Sindaco Corti, “di estrema espansione che prevedeva oltre 1,5 milioni di metri quadri di aree trasformabili, da agricole a edilizie. Un’enormità se si pensa che si trattava del 10% del territorio del Comune, già urbanizzato per il 68%”.

Quali sono i criteri di base di questa variante?
Siamo partiti da un concetto di fondo: il suolo è una risorsa finita e non si può pensare di continuare a utilizzarlo per soddisfare bisogni momentanei senza avere prospettive. Dobbiamo guardare avanti, oltre il nostro mandato. Per perseguire questo concetto abbiamo definito i confini della città: tutto ciò che oggi è edificato sul territorio segna il confine della città, oltre il quale non si deve andare. Ridefinendo il territorio urbano effettivamente costruito, molte fra le aree che si volevano trasformabili e che si trovano all’esterno di questo confine sono state escluse e sono tornate alle loro origini, per lo più agricole. Stiamo parlando di quasi 1,4 milioni di metri quadri.

Dunque a Desio non si costruisce più?

Si recupera. Partiamo da alcuni dati di fatto. Le statistiche di Ance (l’associazione nazionale costruttori edili: ndr) segnalano il collo delle concessioni edilizie per quanto riguarda il nuovo, mentre c’è, seppur lieve, una crescita delle concessioni per il recupero edilizio. Desio ha porzioni importanti di zone da riqualificare anche nel centro storico, per esempio le corti, e concessioni edilizie che devono ancora partire. Ha dunque capacità insediativa disponibile non utilizzata e non ha quindi necessità di espandersi. E’ sufficiente recuperare le arre centrali degradate. La città si riqualifica dall’interno attraverso il recupero di queste realtà.

La mancanza di costruzioni nuove però significa riduzione degli oneri di urbanizzazione.

E’ una visone miope. Per troppo tempo si è pensato agli oneri come allo strumento per la copertura della spese corrente. Meglio averne meno ma utilizzarli per fare investimenti. Il bilancio preventivo 2010 di Desio prevedeva che il 75% degli oneri andasse a coprire la spesa corrente. Si vendeva territorio per pagare le spese. Sarebbe come se vendessimo una porzione della nostra casa per pagare le bollette. E spesso gli oneri vengono utilizzati per coprire spese che si potrebbero tagliare o rendere più efficienti.

In questo periodo, tuttavia, i Comuni sono assoggettati a norme che minano la capacità di investimento.

Certo, gli Enti Locali e in particolare i Comuni sono considerati dalla Stato centrale alla stessa stregua delle vacche da mungere. Siamo gli unici che portano contributi positivi allo ‘sbilancio’ dello Stato e siamo gli unici ad accantonare somme per pareggiare i debiti di altre amministrazioni che non hanno fatto cure dimagranti come i Comuni fanno da tempo. Per il Patto di Stabilità, l’obiettivo di saldo positivo di Desio per esempio passerà da un anno con l’altro da 2 a 3 milioni di euro. Abbiamo disponibilità, ma non possiamo utilizzarla. Come posso aggiustare i tetti delle scuole se rischio di sforare il Patto? Più in generale, come possiamo rilanciare l’economia se chi ha disponibilità non può investire? Gli amministratori centrali dovrebbero fare il Sindaco per un po’, forse si renderebbero conto della situazione.

Torniamo al Pgt. Su quali direttrici si muoverà il nuovo Piano?

Abbiamo individuato due disegni. Uno riguarda la crescita della città che, come detto, andrà nella direzione del recupero dell’esistente. Lo faremo adottando azioni che lo possano favorire come per esempio incentivi volumetrici nel caso di demolizioni e successive ricostruzioni, oppure con sconti sugli oneri se vengono rispettati certi criteri come il risparmi energetico.Il disegno più grande riguarda la conservazione del verde. In questo senso metteremo a disposizione del Plis Brianza Centrale e del parco Grugnotorto Volloresi 350 ettari di aree non edificate esterne al perimetro della zona urbanizzata per connettere i due parchi. Si verrà a creare così un parco di oltre 1500 ettari, un vero polmone verde in una zona altamente urbanizzata e abitata. Sul fronte ambientale, poi, riportare le aree alla loro origine agricola ha due finalità importanti. Da una parte, le terre permeabili consento la ricarica della falda che interessa tutta la Provincia. Dall’altra, le aree possono trasformarsi in un punto di partenza per i rilancio dell’attività agricola e lo sviluppo di nuove imprenditorialità.

La prima fase della variante, cioè la salvaguardia del territorio con la semplificazione delle norme riguardanti la sistemazione dell’esistente e le regole per il recupero, si è conclusa. Ora si passerà ad avviare il percorso partecipato del Pgt che si concluderà tra maggio e giugno. A dimostrazione che un grande Comune può fare un Piano a crescita zero.