Ripensare le case

Grazie alla innovazione, alle tecnologie, agli incontri e alle relazioni, possiamo in questo momento di cambiamento obbligato anche dal terremoto, ripensare e riprogettare i nostri Appennini. “Ripensare le case: autocostruzione, antisismicita’ e compatibilita’ ambientale” e’ il primo di cinque moduli formativi che la neonata Associazione di Promozione Sociale EXPLORE ha presentato sabato 18 Febbraio al Centro Panta Rei di Passignano sul Trasimeno. Gli altri moduli, che saranno sviluppati durante tutto il 2017, riguardano la land art, i cibi ‘con’ e i cibi ‘senza’, l’eta’ dell’adolescenza e l’invecchiamento sano e attivo. Il programma completo puo’ essere visualizzato al sito: www.apsexplore.com.

Riguardo al 1* modulo (2-5 Marzo 2017), l’intento è quello di mettere l’esperienza ed il know-how, maturati in 20 anni nella costruzione di Panta Rei, a disposizione dei territori colpiti dal terremoto. Fornire cioe’ uno strumento alternativo alle comunità autoctone per la progettazione e la costruzione partecipate di strutture anti-sismiche, a basso impatto ambientale, ed eco-compatibili. A questo proposito, riserviamo sette posti per la partecipazione gratuita al Corso a persone residenti nei comuni delle zone terremotate di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio.

L’utilizzo di materiali naturali che il territorio offre (terra, canapa, lana, calce, paglia ed altri) fanno si’ che le case ‘parlino’ del territorio, delle persone che le hanno sognate, progettate e costruite, ed offre l’opportunità di cambiare l’approccio alla costruzione con modalità innovative. Questi materiali, che spesso vengono considerati uno scarto di un processo agricolo, diventano una risorsa nel processo edile. Si tratta di materiali leggeri ed elastici capaci di rispondere ai movimenti sismici senza riportare danni strutturali, salubri sia in fase di costruzione sia durante la vita della casa.

La progettazione e la costruzione partecipate e l’uso di questi tipi di materiali permettono il coinvolgimento delle persone durante la realizzazione dei lavori. Quindi, non solo tecnici, artigiani, o imprese, ma tutta la comunità, può portare il proprio contributo alla ricostruzione.

In quest’ottica la ricostruzione diventa momento di rilancio dell’economia locale, aggregazione sociale, esperienza di intreccio di vite e relazioni, occasione di costruzione di qualcosa che va oltre gli edifici stessi che rimangono a testimonianza di come un altro mondo, in questo mondo, sia possibile.

Questa nuova concezione dell’abitare diventa motore di interesse capace di stimolare la riattivazione di flussi turistici, didattici e culturali che contribuiscono al continuo e costante arricchimento di questi territori in una dimensione di sviluppo sostenibile.

PER APPROFONDIRE