Mamma mi è partito il relè dell’indignazione

Mi chiedo come sia possibile continuare a tollerare, in silenzio, tutto questo. In che punto del quadro elettrico del nostro sentirci parte di una comunità è saltato un relè? Non riesco a spiegarmi altrimenti, se non pensando ad un cortocircuito, la questione delle spese militari nel nostro Paese, che continuano ad aumentare anno dopo anno nell’indifferenza dei più.

Peggio. Non sopporto l’ipocrisia di istituzioni che ci ripetono ogni giorno, come una cantilena asfissiante, che non ci sono risorse per nulla ma poi per qualcosa non solo saltano fuori, ma aumentano.

Come scrive Francesco Vignarca per Avvenire: “sommando tutto, e sottraendo invece la quota dei fondi Difesa destinati alla sicurezza interna, il totale delle spese militari italiane per il 2018 arriva a superare i 25 miliardi di euro: un miliardo in più rispetto al 2017 (+4%) e circa due miliardi in più rispetto al 2015 (+9%)”. Che a pensarci bene è una cosa pazzesca, soprattutto se ci sforziamo per un momento di visualizzare come vanno vestiti gli ospedali che ci curano, le scuole che ci educano, i tribunali che ci giudicano…

E allora barcollando vado alla ricerca di un elettricista che sappia dove mettere le mani, e sistemi tutto. Cadendo nel consueto errore di aspettare che il cambiamento piova dall’alto. Sarà invece un’alluvione, a sorprenderci esausti in mezzo al guado, spazzando via quell’ultimo riflesso di indignazione rimasto.