Tanto per cambiare

berlusconi

Berlusconi vomita parole infuocate, la sua tourneé per televisioni è una danza folle e una corsa spericolata contro il tempo.
L’obiettivo è chiaro: far parlare di sé, ogni giorno una sparata più grossa dell’altra, e togliere così l’attenzione sul suo governo fallimentare.

Questo è il giudizio dei fassini di turno. In parte condivisibile, se non altro per quanto riguarda il caos mediatico creato strategicamente dal premier. Ma siamo sicuri che il Governo abbia fallito nella sua mission? E le leggi che si sono approvati sulla giustizia? E i guadagni dell’azienda di “famiglia”? E la fedina penale lucidata a suon di prescrizioni e leggi ad personam? E le privatizzazioni spericolate? E la distruzione dei diritti nel mercato del lavoro? E la riforma della scuola? E quella costituzionale?

Come si può far finta di non vedere che questi signori hanno finito di smontare pezzo per pezzo lo Stato?
Quand’è che la sinistra la smetterà di raccontare che Berlusconi non ha fatto nulla e proporra invece proposte alternative concrete, concretamente alternative?

Perché in fondo il problema di fondo è proprio questo: siamo sicuri che le idee che legano i due schieramenti rispetto a tanti temi centrali siano poi così diverse? Ma l’avete letto il programma sull’energia dell’Unione? E vi ricordate chi ha istitutito i CPT? E i co.co.co.? E anche sulla guerra, qualcuno si ricorda chi era presidente del consiglio nel 1999 durante l’intervento in Kossovo?

Forse sarebbe il caso di fare un pò di chiarezza, almeno per poter scegliere dalla parte giusta, così, tanto per cambiare

Classe oro

decrescita

di MAURIZIO PALLANTE
tratto da www.carta.org

Più di un terzo di tutte le fonti fossili che importiamo viene utilizzato per riscaldare gli edifici, una quota analoga per produrre energia elettrica nelle centrali termoelettriche, un po’ meno di un terzo per i trasporti. Ma gli edifici vengono riscaldati solo cinque mesi all’anno, per cui la loro incidenza sul totale delle emissioni di Co2 ha un peso specifico maggiore di quanto non risulti dai valori assoluti.
Se si considerano anche i loro consumi di energia elettrica per l’illuminazione, gli elettrodomestici, gli apparecchi elettronici e, in misura sempre crescente, il condizionamento estivo, il patrimonio edilizio da solo assorbe più della metà di tutte le fonti fossili.

Come viene utilizzata questa energia? La metà viene sprecata. E non occorrono chissà quali innovazioni tecnologiche per evitarlo. Se si applicasse la legge 10/91, il consumo degli edifici non potrebbe superare i quattordici litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno. In realtà in molti casi si superano i venti litri. Da tempo la normativa edilizia adottata dalla Provincia di Bolzano, una delle più fredde d’Italia, non consente di superare un consumo annuo di sette litri di gasolio al metro quadrato. Dalla metà a un terzo dei consumi medi nel resto d’Italia.

Eppure, applicando la simbologia in uso nella classificazione degli elettrodomestici, un edificio con quelle caratteristiche viene inserito nella classe C. La peggiore. Nella classe B ci sono gli edifici che hanno un consumo inferiore ai cinque litri, nella classe A quelli con un consumo inferiore ai tre litri. Il top è la classe oro, che corrisponde allo standard delle case passive tedesche: edifici senza impianto di riscaldamento con un consumo energetico di 1,5 litri al metro quadrato all’anno.
Per raggiungere questi obiettivi si deve intervenire a tre livelli. Primo: realizzando una accurata coibentazione dei muri perimetrali, del sottotetto e del pavimento a contatto col suolo. Secondo: installando finestre con telai coibentati e vetricamera termoisolanti, doppi o tripli in relazione alle caratteristiche climatiche della zona. Inserendo dei gas rari, in particolare l’argon, al posto dell’aria nella vetrocamera e utilizzando vetri bassoemissivi la capacità di coibentazione delle vetrature supera quella dei muri. Terzo: utilizzando, dove è necessario, sistemi di ventilazione meccanica con scambiatori di calore per i ricambi d’aria.

Con le normative edilizie adottate, in Alto Adige si sono sviluppate le attività produttive e le professionalità artigianali che consentono di ridurre il consumo energetico. Ad esempio i doppi vetri evoluti sono diventati di default, si sono moltiplicate le aziende che producono materiali per la coibentazione, che producono e o installano impianti di riscaldamento a pavimento, o a parete, a bassa temperatura abbinabili a pannelli solari termici, pannelli solari e fotovoltaici, pompe di calore, mattoni e componenti per l’edilizia speciali.

L’ufficio Casa Clima della Provincia, promuove ogni anno una fiera dell’edilizia ad alta efficienza energetica, a cui partecipano centinaia di espositori in decine di convegni. All’interno della Fiera è stata montata una casa di classe oro, o passiva, a due piani, dotata di impianti energetici a fonti rinnovabili e con alcuni spaccati che consentono di vedere la coibentazione dei muri, la struttura del sottotetto, gli impianti di riscaldamento a bassa temperatura nel pavimento, la coibentazione dei cassonetti delle tapparelle, dei telai delle finestre e dei vetri. Cioè fatti, non parole.

Perché non andrò al Parlamento!

parlamento

Quando ho raccontato l’esperienza del Comune di Trezzano Rosa ai miei colleghi di giunta, la prima reazione è stata di incredulità. Era impossibile che un comune potesse ristrutturare tutta la rete di pubblica illuminazione di un intero paese senza spendere un euro ed anzi risparmiando contemporaneamente risorse da reinvestire in educazione ambientale. Ma come, dicevano, se davvero esistesse un sistema come quello delle Energy Service Company (società che fanno del risparmio energetico la propria mission aziendale) che garantisce efficienza energetica, benefici ambientali e abbattimento dei costi ogni Comune in Italia lo avrebbe già messo in pratica! E’ impossibile, ci sarà qualcosa sotto.

Aspettandomi quel tipo di reazione – è la stessa con la quale mi scontro ogni volta che presento il progetto nelle mie conferenze in giro per l’Italia – metto sul tavolo il capitolato d’appalto prodotto dal Comune in questione, il contratto, le delibere di approvazione, le bollette energetiche del comune prima e dopo la ristrutturazione energetica, la presentazione in power point fatta dall’amico e assessore all’ambiente di Trezzano Luciano Burro. Le loro granitiche convinzioni (o preconcetti culturali…) cominciano a vacillare, ma non sono ancora sufficienti per convincerli della bontà della proposta.

Nemmeno di fronte alle difficoltà che ogni anno, ogni anno maggiori, troviamo nel far quadrare il bilancio, tra i tagli dello Stato e i costi per mantenere un buon livello di servizi per i cittadini in costante aumento. Con la voce per il riscaldamento e l’illuminazione degli immobili comunali (scuole, palestre, impianti sportivi, biblioteca, etc.) sempre più cara e pesante.

Provo allora ad affrontare la cosa da un’altra prospettiva. Illustro la proposta al Responsabile dell’Ufficio Tecnico, convinto che almeno lui saprà di cosa sto parlando. Mi lascia raccontare l’idea, visiona interessato la documentazione di supporto e alla fine, con mio grande stupore, pronuncia poche parole: “Bella iniziativa, il problema è che non abbiamo previsto fondi per ristrutturare i mille punti luce di Colorno…”. Ma come, ti ho appena spiegato per filo e per segno come funziona, c’è la prova provata che Trezzano Rosa non solo non ha tirato fuori un euro ma c’ha pure guadagnato e tu mi dici che non abbiamo previsto i soldi a bilancio?!

Cerco di prenderla con filosofia, e di “tirare” i tecnici e i politici dando visibilità al paese, di fronte alla possibilità di fare bella figura un politico doc non si tira certo indietro… Nel giro di poche settimane porto a Colorno gente come Beppe Grillo, Maurizio Pallante, Jacopo Fo, organizzo un convegno in cui si confrontano decine di amministratori che proprio su queste cose stanno sperimentando concretamente progetti formidabili ottenendo risultati sorprendenti, ma niente.

Ancora oggi sto ancora aspettando che il mio comune si decida ad avviare un piano di ristrutturazione energetica complessivo. Mi si dice che forse saremo pronti a metà di quest’anno, magari anche qualche settimana prima.

Ma al di là di questo, l’impressione che mi sono fatto in questi anni è che certi discorsi i “politici” proprio non riescono a capirli. Non ci arrivano. E non lo fanno per cattiveria, la maggior parte di loro almeno. Non è che sono contro l’ambiente, o contro la concretezza e il buonsenso. Semplicemente, parlano e vivono un linguaggio diverso. Sono estranei senza saperlo.

Parlano di corridoio 5 e alta velocità e sviluppo come il parroco di paese ripete stancamente l’omelia domenicale. Fa parte di un dogma inconfutabile e incontrovertibile.

Ecco perché non è possibile che qualcuno che non fa parte della “truppa” possa essere arruolato. Cioè forse arruolato sì, nel senso di embedded, sedotto e schierato. Ma qualcuno che possa come un virus intromettersi nell’ingranaggio e magari, semplicemente, staccare la spina, questo no. Troppo rischioso. Non scherziamo.

In queste settimane ho avuto il piacere e il privilegio di entrare in contatto con centinaia di persone (via mail, fax, telefono, messaggi sul blog), gruppi locali e associazioni impegnate in vere e proprie lotte per la sopravvivenza di spazi pubblici, territori “sostenibili”, partecipazione. Ho incontrato amministratori locali (sindaci e assessori, ma anche consiglieri comunali e cittadini) che stanno portando avanti progetti concreti spesso disarmanti, per la loro semplicità e forza, all’insaputa della politica “alta” e nel silenzio accecante dei mass media.

La mia esperienza, in questo senso, è stata più che positiva. Ho imparato nuove strade, facce, iniziative, che insieme agli amici dei Comuni Virtuosi cercheremo di far conoscere sempre più, sperando di estenderne anche altrove la sperimentazione.

Ciò che mi lascia interdetto è il silenzio totale dei partiti della sinistra. Nessuno si è fatto vivo anche solo per mandarci a quel paese, troppo impegnati a sfogliare liste per spartirsi poltrone e promesse e consulenze per i cinque anni prossimi venturi…

Nessun problema, lo sapevamo che sarebbe andata a finire così. Per quanto mi riguarda continuerò a lavorare e sperimentare, a mettere in comune tutto quanto è possibile condividere, concretamente, con tutti quanti hanno voglia di fare rete.
Questo blog può essere uno degli strumenti possibili per far girare le informazioni e le idee. Per una lenta e gioiosa rivoluzione del buonsenso.

Premio per la pace

pace

Il Comune di Cavriago, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Reggio Emilia, il Comune di Reggio Emilia e la Fondazione “Scuola di Pace di Monte Sole promuovono il “Premio per la Pace Giuseppe Dossetti”, con l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura della pace, intesa come cultura dei diritti della persona, della solidarietà sociale, della democrazia e del dialogo tra i popoli.

Il premio, è rivolto a cittadini o associazioni della Regione Emilia-Romagna che negli ultimi tre anni abbiano compiuto “azioni di pace” coerentemente con i principi affermati da Giuseppe Dossetti nella sua vita.

Le candidature al premio, a cui dovrà essere allegata un’adeguata documentazione comprovante l’attività svolta a favore della pace e dei valori che hanno improntato l’azione di Don Dossetti, dovranno pervenire entro il 28 febbraio 2006 alla segreteria del premio, presso il Centro Studio e Lavoro “La Cremeria” di Cavriago (Via Guardanavona 9, 42025 Cavriago (RE), email: info@csl-cremeria.it, telefono: 0522/576911, fax 0522/575869). Per i progetti inviati tramite posta ordinaria farà fede il timbro postale.

Al vincitore sarà consegnato un premio in denaro di € 5.000 nel corso della cerimonia che si svolgerà a Cavriago nella primavera del 2006.

Un insostenibile sottosviluppo!

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UN INSOSTENIBILE SOTTOSVILUPPO
Il Comune di Colorno, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Colorno e Fairtrade hanno avviato un progetto di educazione all’interculturalità ed al commercio equo e solidale rivolto agli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado.

L’amministrazione comunale ha attivato nel corso dell’ultimo anno una serie di progettualità rivolte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso i temi della sostenibilità ambientale, del rispetto dei diritti Nord-Sud del mondo, della partecipazione attiva della comunità. Attraverso corsi di formazione, guide sui consumi, incentivi per tecnologie eco-compatibili, l’obiettivo è quello di introdurre in paese nuovi stili di vita basati sul risparmio energetico, una minore produzione di rifiuti, l’utilizzo di beni e consumi del commercio equo e solidale, del mondo del biologico e della produzione locale.

Attivare un progetto in collaborazione con l’Istituto Comprensivo è un investimento coerente che guarda al futuro: la costruzione di una società migliore cercando di far conoscere ai nostri ragazzi gli squilibri economici che regolano i rapporti tra i nord e i sud del mondo, sottolineando lo stretto legame esistente tra le nostre pratiche quotidiane e le loro condizioni di vita di altri abitanti del pianeta.
Per la Scuola secondaria di 1° grado, il progetto si pone in continuità con precedenti attività di educazione interculturale, esperienze di dialogo a distanza e di solidarietà con realtà socio-culturali lontane dall’esperienza degli alunni, la cui conoscenza è sembrata un valido mezzo di crescita civile ed umana.

GLi obiettivi che si pone il progetto sono: comprendere ed analizzare l’interdipendenza Nord/Sud del Mondo; conoscere gli squilibri territoriali ed economici esistenti; conoscere le alternative e le possibili soluzioni alla situazione; diffondere informazioni e sensibilizzare i più giovani ai temi del Commercio Equo e Solidale; essere consapevoli del ruolo e dell’importanza che molte delle nostre pratiche quotidiane rivestono in relazione al problema posto; approfondire il problema del lavoro minorile nei Paesi meno sviluppati; sensibilizzare famiglie e realtà locali sulle tematiche indicate.

Gli obiettivi verranno raggiunti attraverso iniziative e proposte formative molto concrete: trattazione degli argomenti di interesse, approfondendo quanto in parte già previsto dai programmi scolastici (agricoltura e monocoltura, prodotti del Sud e consumi del Nord, abitudini alimentari, aspetti botanici, tecnici e merceologici di tè-caffè-cacao-mais-cotone, letture e testi inerenti, disegni-manifesti- slogans); percorsi di formazione attraverso moduli di attività rivolti alle singole classi terze dell’Istituto Comprensivo di Colorno, a cura di Fairtrade-Trans Fair Italia; prove di merendina equa e solidale, con assaggi al termine dei percorsi formativi in classe (Fairtrade – Trans Fair Italia); utilizzo di palloni equo solidali durante una partita tra squadre oppure in occasione della Giornata dello Sport a chiusura dell’anno scolastico; collaborazione con il Gruppo Fotografico Color’s Light di Colorno con proiezione di diapositive relative a spazi economici e realtà sociali analizzate, anche con testimonianze dirette degli autori dei diatapes; visione di film inerenti alle tematiche affrontate e successivo dibattito; incontro pubblico sul commercio equo e solidale e lo sviluppo sostenibile con rappresentanti di realtà territoriali e con la partecipazione dei ragazzi.

Il progetto è in corso di realizzazione e terminerà con la fine dell’anno scolastico.

Vittoria per l’acqua

napoli

di Jacopo Fo (www.jacopofo.com)
Con Grillo e Zanotelli a Napoli, vittoria per l’acqua
Stasera ho avuto la gioia di incontrare Grillo e Alex Zanotelli a Napoli, a piazza Dante, un paio di migliaia di persone riunite a festeggiare la vittoria ottenuta dal movimento contro la privatizzazione dell’acqua.

Bassolino, ha detto Grillo, ha fatto una doppia capriola all’indietro bloccando il suo stesso progetto quando si è reso conto che la mobilitazione inziava a diventare tosta e capillare e i sindaci dei piccoli comuni hanno iniziato a ritirare le adesioni alla privatizzazione. Ora si tratta di ottenere che, come in Puglia, si crei un grande consorzio pubblico per l’acqua della Campania. (Sul quale bisognerà vigilare).

Grillo e Zanotelli hanno sottolineato che questa vittoria, che pareva impossibile solo pochi mesi fa, è stata ottenuta grazie ai comitati di base, ai gruppi locali, alle piccole associazioni. Un movimento che ha già mostrato la sua forza in Val di Susa bloccando la Tav e che ora cercherà di bloccare il ponte sullo Stretto di Messina.

Quando incontro Zanotelli o Grillo mi commuovo sempre perchè mi fa proprio piacere che esista gente così.
Stasera poi loro e i compagni del Meet Up di Grillo di Napoli mi hanno fatto l’onore di farmi parlare davanti a quella folla. Così ho avuto la possibilità di urlare un paio di cose che mi bruciavano da tempo.

Napoli non ha avuto le Primarie come Milano. Questo perchè i napoletani sono esseri inferiori. Tanto che ad Acerra, grazie alle discariche di rifiuti tossici della camorra, in alcune zone, secondo le analisi chimiche della Asl, c’è quasi il doppio della diossina che c’era a seveso. Ma a Acerra non hanno sgombrato la zona, non l’hanno recintata e non sono arrivati gli omini con le tute anticontaminazione. Lasciano creapare la gente e Bassolino e De Palma non intervengono.

E questa è una vera follia che si fa finta di non vedere nonostante Sandro Ruotolo, uno dei giornalisti italiani che hanno più fegato, abbia trasmesso su rai 3, un documentario spietato. Attenzione, grazie all’inquinamento e alle discariche abusive alcune zone della provincia di Napoli hanno un incidenza dei tumori molto più alta del resto dell’Italia e anche la mortalità è da record!

E ho anche raccontato dell’incapacità dei politici di capire. Quando ho incontrato il sindaco Jervolino, ho contato nel suo studio 17 lampadine a incandescenza e ho provato a spiegarle che sostituendo ogniuna di quelle 17 lampadine con lampadine ad alto rendimento e durata che permettono di ridurre dell’80% i consumi dell’elettricità si risparmierebbero 150 euro (per 17). Ma lei mi guardava e non capiva di cosa parlassi.

E non mi ha capito neanche quando le ho detto che a Napoli come in quasi tutta l’Iatalia c’è un esercito di operai che passano la vita a svitare e avvitare le lampadine dei semafori che durano solo 2000 ore. Mentre in Germania, ma anche a Bolzano o a Padova hanno scelto di usare lampadine che durano 80-100 mila ore e che fanno risparmiare l’88% dell’energia.

E ho ricordato che Napoli ha un livello di criminalità spaventoso e che la Jervolino e Bassolino non posono permettersi di minimizzare. La Jervolino arrivò a dire ai giornalisti che anche a Genova ci sono gli scippi. Ma a Napoli ci sono più scippi che a Genova, Milano e Roma messe assieme e ci sono il doppio degli omicidi di tutta la Gran Bretagna.
Insomma, non è che ho parlato per metafore…

Progetto Pa.I.S, Partecipa il Sociale

skate park

La Provincia di Parma con il progetto “Pa.ì.S – Partecipa il Sociale”, progetto di e-democracy, cioè di Democrazia Elettronica, che utilizza le nuove tecnologie per promuovere processi decisionali aperti e trasparenti, connotando il sistema di Internet secondo una funzione di taglio maggiormente partecipativo e non più solo informativo, partecipa alla selezione di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale pubblicato dal Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie sulla Gazzetta Ufficale n. 86 del 13 aprile 204, sostenuto, inoltre, da un cofinanziamento da parte del CNIPA.

L’intero contenuto essenziale del progetto si basa sul concetto di Democrazia Partecipativa, uno strumento sempre più importante e strategico per la vita delle Pubbliche Amministrazioni, che devono orientare la propria attenzione ai bisogni concreti e reali dei cittadini, coinvolgendoli in prima persona. Attraverso i sistemi di democrazia partecipativa le istituzioni si aprono ai singoli cittadini, rendendoli partecipi delle decisioni, che non vengono più semplicemente “calate dall’alto”.
Ogni ente coinvolto dal progetto (Collecchio, Fidenza, Colorno) seguirà le stesse modalità per l’attuazione, nel proprio ambito, di una sperimentazione di e-democracy, incentrata, tuttavia, su progetti specifici, che vedranno la partecipazione dei cittadini alla fase di discussione e la loro espressione finale attraverso un sondaggio delibeartivo. L’attività svolta si realizzerà sia in ambito reale, attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali come assemblee, sia a livello virtuale, grazie a strumenti digitali come i forum.
Ogni Comune ha stabilito un oggetto specifico sul quale far partecipare i cittadini, che saranno coinvolti totalmente nella discussione, con possibilità di votare nelle assemblee e sul portale internet, sperimentando l’e-vote. Per ogni Comune è a disposizione una figura di facilitatore, con funzione di agevolare e stimolare la discussione in ogni suo contesto, supportando il lavoro dell’amministrazione. L’Assessorato alle Politiche Sociali e Sanitarie ha, inoltre, messo a disposizione degli enti locali la competenza e la professionalità di un discreto numero di dipendenti dell’assessorato e di collaboratori al fine di garantire un coordinamento puntuale delle singole azioni.

Le tre azioni sono fra loro interconnesse e basate sulla stessa tematica, i Giovani, e su obiettivi di servizio comuni. L’argomento scelto è uno dei punti su cui ci si è maggiormente fermati all’interno del lavoro dei Piani di Zona: il bisogno di aggregazione dei giovani, considerati, non in un’ottica patologica, bensì come persone in grado di sognare, progettare e desiderare.
Target di riferimento dell’intero progetto sono, infatti, i giovani, nella fascia d’età compresa fra i 14 e i 25 anni, che dovranno essere protagonisti attivi nella realizzazione del progetto destinato e pensato per loro.

L’amministrazione comunale di Colorno, in seguito alle numerose richieste ricevute da parte di diversi giovani, ha deciso di realizzare uno Skate Park, che possa diventare luogo di aggregazione, con possibilità di autogestione da parte dei frequentatori, sviluppando senso civico, partecipazione e responsabilità.

Chiuso il televoto!

Ciao,
oggi vi scrivo poche righe, più che altro per anticipare un pezzo che sto preparando in cui racconterò per filo e per segno tutto ciò che è successo da quando, un giorno di qualche settimana fa, ho deciso di lanciare la provocazione di un'”autocandidatura sostenibile” per il Parlamento Italiano.

Questo post di anticipazione serve solo per annunciare la “chiusura del televoto“, tra pochi giorni sapremo chi sarà eliminato dalla casa dei nababbi della politica nazionale, in questa sorta di grande fratello tra i partiti che si sta giocando proprio in queste ore, nel silenzio complice dei mass media, mentre nuvole di fumo si alzano per protestare contro la presenza in video del “nostro” presidente del consiglio.

La verità è che se ne stanno chiusi, da qualche settimana, in una qualche stanza di un qualche palazzo, a scannarsi per una poltrona in più, a dividere e moltiplicare promesse di lottizzazioni, incarichi manageriali per quegli esponenti e quei partiti che avranno meno, dalla tornata elettorale. Questo è il dato vero, la realtà.

Questa è l’unica cosa di cui in queste ore, a destra e a sinistra poco importa, la politica romana (e padana…) si sta occupando. Il resto, l’ambiente, la guerra, la recessione, è solo un ronzio fastidioso che scacciano con un colpo di mano…

La Provincia di Milano acquista verde

Acquisti Verdi della Provincia di Milano – Un contributo per la sostenibilità ambientale.

L’acquisizione di comportamenti che favoriscano a tutti i livelli la sostenibilità ambientale è una necessità irrinunciabile anche per gli enti pubblici. La Provincia di Milano, la prima in Italia ad affiancare all’iscrizione al proprio Albo Fornitori on line la sottoscrizione di un Codice etico che premia i comportamenti virtuosi delle aziende in ambito ambientale e sociale, ha avviato un progetto di Acquisti Verdi, con lo scopo di convertire il proprio sistema di forniture per orientarlo verso prodotti dal ridotto impatto ambientale.

Gli assessori al territorio, parchi e Agenda 21 Pietro Mezzi e ai sistemi informativi, provveditorato ed economato Giorgio Calò hanno definito un percorso per ottenere questo obiettivo. Attraverso un bando di gara è stata selezionata una società che nei prossimi 15 mesi analizzerà il flusso degli acquisti, individuerà la filiera di prodotti e preparerà i bandi di appalto per le forniture che dovranno rispondere ai requisiti di sostenibilità.

Le caratteristiche del Progetto Acquisti Verdi saranno presentate Giovedì 2 febbraio h 10.30 presso la Sala degli Affreschi, via Vivaio 1, Milano.

La sinistra di Ferrante

ferrante

Con tutto il rispetto,
oggi sono molto incavolato con i cittadini di Milano! Mi chiedo come sia possibile che un’intera città possa farsi sfuggire l’occasione (storica) di un cambiamento reale, di un’inversione di rotta totale. Di una speranza vera!

Con tutto il rispetto,
sono molto incazzato con i vertici (ottusi) del centrosinistra milanese (e nazionale…!), che hanno scelto di candidare un prefetto a sindaco della città (esclusa rifondazione e un pezzo dei verdi). Ma come si fa, dico io, a non cogliere (non voler cogliere) la straordinaria occasione di avere Dario Fo che si mette in gioco, alla sua età, per amore della sua città. E non fare di tutto per sostenerlo, aiutarlo, candidarlo!

Oggi sono molto incavolato, e triste, ma in fondo non mi stupisco perché è sempre la stessa storia che si ripete: uno come Dario Fo è meglio non averlo tra i piedi, troppo poco prevedibile, governabile.

Troppo libero!