Punto primo. Una legge per il risparmio energetico

risparmio energetico

La prima cosa che farei se fossi eletto sarebbe promuovere una legge per abbattere i consumi energetici delle famiglie italiane.

Se si rispettasse la normativa in vigore [legge 10 del 1991], in Italia il riscaldamento degli edifici assorbirebbe 140 chilowattora al metro quadrato all’anno. In realtà se ne consumano molti di più. In Germania, dove fa più freddo, non si possono superare i 70 chilowattora al metro quadrato all’anno. Lo stesso valore è stato imposto dalla Provincia di Bolzano.

Ma in Germania e nella provincia di Bolzano ci sono imprenditori edili, professionisti e tecnici che costruiscono edifici con consumi energetici minori. I più efficienti mantengono una temperatura interna di 20 gradi centigradi con un consumo inferiore a 15 chilowattora al metro quadrato all’anno.

Un decimo del limite massimo previsto dalla legge italiana!

Se al centro della politica economica nazionale si ponesse la ristrutturazione degli edifici esistenti per ridurre i loro consumi energetici agli standard vigenti in Germania, si risparmierebbe dalla metà ai due terzi delle fonti fossili attualmente utilizzate per il riscaldamento, che rappresentano circa un terzo di tutte le importazioni. In prospettiva questa scelta farebbe diminuire di circa il 20 per cento i consumi globali di fonti fossili, a parità di comfort termico.

La ristrutturazione del patrimonio edilizio comporterebbe pertanto sia una forte riduzione nei consumi di una merce che incide molto pesantemente sulla bilancia commerciale, e di conseguenza una riduzione significativa del Prodotto interno lordo, sia una forte crescita occupazionale nei settori tecnologici che accrescono l’efficienza energetica dell’edilizia. Questa decrescita farebbe crescere l’occupazione in quantità altrimenti non ottenibili. In pratica si attiverebbe un gigantesco trasferimento di denaro dall’acquisto di fonti fossili al pagamento di redditi monetari in lavori che diminuiscono le emissioni climalteranti e migliorano la qualità dell’aria.

Oltre a essere quantitativamente rilevante, questa occupazione avrebbe anche straordinarie connotazioni qualitative, ben diverse rispetto all’esportazione di armi.

Il programma di Franca

franca rame

Intervento di Franca Rame alla conferenza stampa
del 4 marzo 2006-CIRCOLO DELLA STAMPA MILANO

“Mamma, devi candidarti al Senato.” “Ma che dici Jacopo, sei impazzito? Con
tutto quello che ho da fare! E poi chi vuoi che mi voti? Sei fuori!”
Jacopo me l’ha ripetuto per tre mesi, tanto che quindici giorni fa, per
convincermi ha fatto un sondaggio su internet e sono arrivate un mare di
adesioni, di “Forza, vai!” “Hai visto? Che ti dicevo mamma?”
Manco farlo apposta, in quel momento mi telefona Leoluca Orlando che mi
propone di presentarmi capolista al Senato. Sono scoppiata a ridere. È
un’ossessione!
“Ma che dici? Io senatrice?”
“Pensaci! Richiamo domani.”
Interdetta e preoccupata, ho iniziato a fare inchiesta… il primo
interpellato Nando Dalla Chiesa, prima che lo silurassero: “Parlo contro il
mio interesse, perché mi porterai via voti, ma vai. In Senato si possono
fare cose importanti.”
Oddio… che faccio? “Pronto… Beppe… sono Franca… Mi è stato proposto…”
“Che bello! Vai! Mandami subito una lettera, la metto sul mio sito.”
“Grillaccio, sei fuori di testa anche tu!”
Poveri, ricchi, conoscenti, giornalisti, intellettuali, Flores D’Arcais,
Pancho Pardi, Marco Travaglio e tanti altri, tutti a dirmi: “Ti è stata
data l’opportunità. CANDIDATI!”
“Siamo in guerra! Non puoi restartene a casa a guardare dalla finestra quel
che sta succedendo”.
“I grandi partiti dell’Ulivo, Ds e Margherita, hanno impedito che si
presentassero le liste civiche, che avrebbero portato un valore aggiunto a
tutto il centrosinistra, ma loro si sono chiusi a riccio. Vai, ce la farai!”
Ieri sera, mentre preparavo questo intervento e Dario era davanti alla TV,
con il volume come fossimo al festival de L’Unità, ogni tanto rendendomi
conto che ormai era fatta, scoppiavo a piangere. Sissignori, a piangere.
Andavo da mio marito e tra i singhiozzi:
“Ho 77 anni il 18 luglio… ho lavorato come una belva umana per tutta la
vita… devo terminare i testi per la Fabbri… ho altri lavori urgenti da
portare a termine… non ce la farò… mi sento inadeguata… ho paura!”
“Ma sei pazza? Non t’ha mai fatto paura niente nella vita… che mi vai
raccontando adesso? Stai anche diventando bisnonna! Basta piangere
Franchina! Ti vedesse la tua nipotina Jaele… ’Che vergogna nonna piangere
alla tua età!’ (( non si devono chiudere le virgolette è sempre Dario che
parla)) Ti vogliono in 6 regioni! Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia,
Toscana, Umbria… ma cosa vuoi di più! Presentati… Pre-sen-ta-ti!”
Un gran sospiro e…

Eccomi qua!
Mi candido, prima di tutto, perché le donne non abbondano in politica.
Credo che in queste elezioni anche un solo voto possa essere decisivo
e voglio anch’io dare il mio contributo a far finire quest’epoca
tragicomica, più tragica che comica…
viste le difficoltà del campare, che molti cittadini vivono.
“Perché Di Pietro?” – mi si chiede da ogni parte. Di Pietro rimane il
simbolo di una stagione, quella di Mani Pulite, che ha dato speranza a
Milano e a tutta Italia. Porta avanti da anni discorsi corretti… sulla
giustizia, sui diritti civili e altro.
Spero, con la mia candidatura, di convincere qualcuno tra i molti di
sinistra che sono in dubbio se votare o no perché delusi da una certa
politica. L’altro motivo per il quale mi candido è che se venissi eletta
cercherei di realizzare un sogno di tanti italiani: fare finalmente
chiarezza sui conti dello Stato, gli sprechi, ecc.

A questo punto, facciamo un salto indietro:1992-94 “Settimo: ruba un po’
meno! n° 2” monologo su Tangentopoli… n° 2 perché nel ’64 Dario e io avevamo
messo in scena una commedia, “Settimo: ruba un po’ meno!”, su tangenti e
truffe di quegli anni. Quando è scoppiata Tangentopoli, Dario ha esclamato:
“Ci hanno rubato l’idea senza pagarci i diritti d’autore!”
Tangentopoli… Cos’è la vita… dopo tanti anni eccomi al fianco di chi ha
contribuito in prima persona a quella rivoluzione.
“Settimo…” è un monologo su Tangentopoli, dicevo, e gli sprechi del nostro
Stato, scritto da Dario e da me. Si è fatta una grande ricerca.
Quello che maggiormente ci ha sconvolti è stato scoprire a quanto ammontasse
il nostro debito pubblico che a quel tempo era 2 miliardi di milioni e
rotti… Chissà perché lo chiamano debito “pubblico”… è un termine
improprio… è un eufemismo… noi cittadini non c’entriamo nulla con quei
denari spesi, sperperati e buttati!
Due milioni di miliardi! Mettendo in fila i biglietti da 100 mila
potremmo fare 2.214 volte Milano – Palermo.
Ma come eravamo arrivati a quel debito indecente? I dati che seguono li ho
rilevati dalla stampa: La Repubblica, L’Unità, Europeo, Panorama,
L’espresso… e da vari libri, di S. Messina, G. Barbacetto, on. Raffaele
Costa.
Costi di Montecitorio… detto anche Bengodi!
In un anno (1991) sono stati spesi: 23 miliardi di carta… hanno disboscato
l’Amazzonia.
4 miliardi, spuntini e pranzi!
8 miliardi, posta e telefono!
Viaggi deputati: 10 miliardi!…
Riscaldamento: più di 7 miliardi!… Che a Roma, tutti lo sanno, il clima è
mite… nei grandi alberghi non c’è quasi mai riscaldamento… non serve! A
Montecitorio, un caldo! Tutti nudi!
Trasloco e facchinaggio: oltre 2 miliardi!…
Dentro a Montecitorio eh! Da una stanza all’altra. Cambian Partito… si
portan via la scrivania.
9 miliardi: servizio pulizia, lavanderia… e disinfestazione!
Che non serve… la disinfestazione… Non serve… Son tutti lì!
600 milioni di carta igienica!…
Un milione e 643 mila lire al giorno
di carta igienica! Bisogna riconoscere che i nostri parlamentari mangian
tanto… ma funzionano d’intestino che è un piacere!
A Palazzo Madama la musica non era diversa.
Pomicino… il Cirino… quello del Mastella.
Raffaele Costa racconta che quando era ministro del Bilancio ha stanziato
contributi vari, per miliardi… Vi citerò i più stravaganti: tra i più
fortunati, i cani: 2 miliardi per l’acquisto di collari per cani… ma i di
cani chi? Contributi a 65 monsignori, 30 curie vescovili e 16 ordinari
diocesani, affinché possano costruire chiese, abbazie e santuari.
Contributo… – ci deve essere una storia d’amore e abbandono, dietro… –
contributo alla “Casa secolare delle zitelle di Udine”!
Contributi all’associazione che cura i rapporti culturali tra Trieste e la
Mongolia!
Questi non ricordo da chi siano stati elargiti… (fonte sempre Raffaele
Costa)
30 miliardi per il progetto “Leopardi nel mondo”…
Il poeta o i felini?
Abbiamo a Roma due bei palazzotti dove ha sede l’Ispettorato Gestione Enti
Disciolti. Pensavo a un refuso. No, proprio disciolti!
In Italia avevamo a quel tempo…, indagherò su oggi, 50.000 enti di cui
634 decretati inutili, ufficialmente disciolti ma in realtà ancora
esistenti.
300 impiegati, costo annuo di soli stipendi: 12 miliardi.
Ve ne indico qualcuno di questi Enti: la G.I.L. Gioventù Italiana del
Littorio…
L’Ente Tre Venezie che si occupava, ancora, dei beni degli altoatesini che
nel ’44 optarono per il Terzo Reich… Che son tutti morti gli altoatesini,
ma l’Ente è lì!!
L’Ente Orfani di Guerra…
E per finire l’Ente per la distribuzione dei medicinali offertici dagli
americani alla fine della guerra del ’45… che se mandi giù un cachet…
TAK morto secco!
Negli anni successivi, con la sinistra al governo, checché dica Berlusconi,
il debito pubblico è stato ridotto… oggi, pare stia scoppiando.
DA “IL COSTO DELLA DEMOCRAZIA”
di CESARE SALVI
E MASSIMO VILLONE, di cui vi consiglio la lettura… vi cito solo un dato
interessante e sconosciuto ai più: Camera 630 parlamentari
Senato 321 senatori, per un totale di 951 persone.
Mi viene da dire: “Costano molto e sono anche troppi! L’America ha 100
senatori… Quanti ne dovrebbe avere la Cina, con 1 miliardo e 250 milioni di
cinesi?”
Sempre da “IL COSTO DELLA DEMOCRAZIA:
Stipendio dei parlamentari italiani:Indennità mensile 12.434 euro
Diaria 4.003
Totale spesa ANNUA Camera: 124.263.720. Senato: 63.315.324
Belle cifrette, no!?

Cosa mi piacerebbe realizzare se mai venissi eletta, con l’aiuto di tutti
quelli che saranno d’accordo con me?
Al primo posto la riduzione del debito pubblico, non certo con tagli alla
spesa pubblica e ai servizi come ha fatto il centro-destra e svendendo beni
dello stato, ma focalizzando l’attenzione sugli sprechi della Pubblica
Amministrazione, che si traducono in spese assurde a carico dei
contribuenti.
Con tutto quel mare di euro che (forse) riceverò come senatrice, potrò
chiedere l’aiuto di molti valenti consulenti. Interpellerò i cittadini,
raccoglierò consigli, che verranno vagliati e alla fine spero di poter
arrivare a proporre cambiamenti semplici, fattibili e concreti.
Partendo magari da piccole cose, come quando anni fa scoprimmo che la
Cooperativa Puliscoop di Forlì (pulizia parchi, strade ecc,) usava il
biodiesel, olio di colza, per i suoi mezzi di trasporto.
Se venisse usato questo propellente vegetale l’inquinamento di tutto il
nostro Paese diminuirebbe, ecc., ecc.. Non mi dilungo su questo argomento
perché Dario nella sua campagna per le primarie ne ha parlato ampiamente.
(www.dariofo.it)

Ancora: la bolletta energetica dello Stato Italiano, secondo tutti gli
ingegneri e i docenti universitari che abbiamo interpellato, potrebbe essere
dimezzata solo se si usassero i criteri di efficienza energetica,
obbligatori da tempo, già in funzione in Germania, Austria, nei Paesi
Scandinavi e anche nel Trentino Alto Adige (vedi www.alcatraz.it). Si tratta
di una somma di denaro enorme che potrebbe essere spesa per dare a tante
persone oggi escluse da diritti fondamentali la possibilità di avere una
casa, l’assistenza sanitaria o la salute… che non è poco!

Poi c’è un altro punto sul quale vorrei battermi: l’efficienza della legge
contro i reati. Oggi in Italia non vi è certezza della pena. Tutto il
meccanismo giudiziario è costruito intorno alla possibilità di invalidare le
sentenze usando cavilli.
Addirittura chi è riconosciuto colpevole di truffa, può patteggiare la
condanna senza aver prima restituito il denaro estorto.
E chi manda in rovina migliaia di famiglie, o si arricchisce manipolando il
mercato, viene punito con una multa.
Visto che ci piacciono tanto gli americani perché non iniziamo a imitarli
sulle cose buone? Negli Stati Uniti come nel resto dei paesi moderni la
manipolazione del mercato viene punita con pene severissime. In Usa sono 6
anni di prigione.
Loro Al Capone lo condannarono per evasione fiscale. Da noi, oggi, Al
Capone per quegli stessi reati, tra condoni e prescrizione, falso in
bilancio e sanatorie, se ne andrebbe a casa con un buffetto sulla guancia,
tutto un sorriso.
Ovviamente quando parlo di pene detentive non posso ignorare lo stato delle
prigioni oggi in Italia.
Da un articolo di Ernesto Galli Della Loggia: “Corriere della Sera” del 3
marzo:
“…15 mila detenuti in soprannumero (un sovraffollamento mai registrato
negli ultimi 10 anni), il 27% di essi è tossicodipendente e il 20% è affetto
da patologie del sistema nervoso e da disturbi mentali.

Il 20% delle 2.800 detenute soffre di patologie tipicamente femminili come
tumore dell’utero, della mammella, ecc…”
A fronte di questi dati c’è quello della diminuzione della spesa sanitaria
per ogni cittadino detenuto.
Dobbiamo garantire ai reclusi condizioni di vita umane e la possibilità di
rifarsi una vita.
Ed è un investimento utile: la stragrande maggioranza dei detenuti che
possono qualificarsi professionalmente in carcere e che seguono programmi di
reinserimento difficilmente si macchierà di altri crimini.
Al contrario i detenuti che non ricevono nessuna possibilità e nessuna
formazione torneranno nella stragrande maggioranza a delinquere.
Questo ce lo dicono le statistiche ufficiali del Ministero di Grazia e
Giustizia.
Quindi creare prigioni umane non è una spreco di denaro ma un investimento
che va ad agire contro la pratica del crimine riducendola.
Ma d’altra parte è assurdo creare un carcere bestiale e poi permettere ai
furbi con un buon avvocato di evitare qualunque conseguenza dei loro reati.
Vogliamo abbassare le tasse? Iniziamo da qui: riduciamo gli sprechi dello
Stato italiano, facciamo funzionare la burocrazia e puniamo veramente tutti
i reati finanziari, le truffe, la corruzione, l’evasione fiscale e il falso
in bilancio.

Per concludere, se sarò eletta, non mi siederò sullo scranno del Senato… sì,
resterò sempre in piedi… se non otterrò il mio primo obiettivo operativo:
l’istituzione di un Osservatorio Permanente sugli “sprechi” che non sarà
certamente un Ente Inutile.
EXTRACOMUNITARI: Acquisizione della cittadinanza come strumento giuridico di
integrazione.
Legge organica sul diritto di asilo.
Che nessun rifugiato politico venga trattato come sono stati trattati
quelli di via Lecco.
In comune, a Milano qualcuno ha il cuore di pietra. Vergogna!
Diritti costituzionali: Libertà di espressione
Giu’ le mani dalla RAI! Libera satira in libero Stato! Un governo che non
permette l’ironia e la satira ha sempre qualcosa di sporco da nascondere.
Questo, per cominciare.
Se ce la faremo, vedrete che staremo tutti un po’ meglio. Sì, vorrei proprio
vedervi sorridere!

Se volete sapere tutto su di me, di noi, del nostro lavoro, impegno
politico, andate sul nostro sito www.dariofo.it o www.francarame.it oppure
www.jacopofo.com. Ci sono oltre 2 milioni di
documenti… avrete di che divertirvi.
Un bacio a tutti
Franca

Appello:
sostieni Franca diffondendo i manifesti della sua candidatura!
Vedi
http://www.jacopofo.com/?q=node/984

Abbasso i SUV!

suv

Grandi, grossi e ingordi. Proprio mentre negli Stati Uniti le vendite calano, in Europa non passa la febbre per i Suv, gli Sport Utility Vehicles, i gipponi mastodontici che sempre più spesso ingombrano strade e marciapiedi.

Lo scorso anno nel vecchio continente ne sono stati venduti quasi un milione, l’11% in più rispetto al 2004. Pericolosi e inquinanti (fino al 70% in più di emissioni rispetto ad un’auto tradizionale) quei camion da città hanno anche il difetto di consumare litri di benzina, bruciati per lo più per spostare quintali di lamiera nel già congestionato traffico cittadino. Un difetto non da poco, considerando il prezzo del petrolio e la maggiore urgenza nel ridurre consumi e aumentare l’efficienza energetica.

Per questo motivo, Wolfgang Sachs, noto ricercatore del tedesco Wuppertal Institute (www.wupperinst.org), ha proposto che ne venga vietata la vendita per legge, perché “nessun Governo di buon senso può autorizzare auto ad alto spreco”. Ma come il petrolio, anche il buon senso può essere una risorsa scarsa.

I gipponi per le nostre strade sono un’offesa all’ambiente, uno schiaffo all’efficienza energetica, un simbolo del nostro folle e insostenibile modello economico. Per questo, se divento deputato, mi impegno a fare in modo che l’idea di Sachs possa tramutarsi in legge dello Stato.

All’appalto!

marco e dario

Nella foto Marco Boschini con Dario Fo, ospite dell’associazione Cantieri Sociali a Colorno nel giugno del 2003

Bene, adesso posso dirlo. Grazie all’appoggio straordinario di Jacopo Fo, dopo mesi di silenzi, raccolta firme, messaggi e dibattiti L’Italia dei Valori ha deciso di candidarmi alla Camera dei Deputati nelle prossime elezioni del 9 aprile, come indipendente in Emilia Romagna.

Con Franca Rame candidata al Senato (oltre all’amico Sandro Sbarbati, già sindaco di Monsano e ideatore dell’associazione dei Comuni Virtuosi) i cittadini dell’Emilia Romagna avranno la possibilità di scegliere per il cambiamento, o per il Partito del Risparmio (come l’ha definito Jacopo sul suo blog, www.jacopofo.com).

In questo fine settimana raccoglierò le idee che da lunedì saranno, ogni giorno, sul blog (marcoboschini.it). Un programma sintetico, chiaro, concreto, con le cose che farei se diventassi deputato. Lo slogan della mia campagna elettorale sarà:

“All’appalto!” , ovvero come cambiare la gestione delle istituzioni introducendo in tutti gli ordini e gradi dello Stato italiano gli acquisti verdi, il risparmio energetico, la lotta agli sprechi, la mobilità sostenibile, la finanza etica e la consociazione degli acquisti, la partecipazione. In una parola, la sobrietà!

Per sostenere la mia candidatura puoi versare un contributo di idee sulla mail corrente: sonosubitodaleichiocciolayahoopuntoit

Marco Boschini

P.S. (per tutti i gruppi di acquisto, le botteghe del commercio equo e solidale, le associazioni di volontariato, i gruppi ambientalisti e i comitati locali): in questi due anni ho girato l’Italia raccontando quanto si sta facendo in alcuni Comuni a favore dell’ambiente con progetti concreti e buone prassi quotidiane.
Sono quindi disponibile a venire a raccontare per tutta la regione (e non solo) i progetti che si stanno sperimentando in giro per l’Italia (e che trovate in questo blog e al sito dei Comuni Virtuosi, www.comunivirtuosi.org).

Contattami per organizzare nel tuo paese (quartiere, frazione, città) un incontro sul risparmio energetico! Sarò ben contento di partecipare!

Una persona normale!

italia dei valori

Ricevo una mail dall’amico Michele, e la giro sul blog perché potrebbe essere presa a modello e rilanciata verso tutti i nostri “contatti”, per un passa parola contagioso!

Oggi apprendo finalmente una buona notizia,

Capolista al senato in Lombardia (e in Emilia Romagna) per l’Italia Dei Valori è stata candidata, grazia a chi partecipa al blog di Jacopo Fo come me (scusate ma ogni tanto bisogna anche essere fieri di quello che si fa 😉 ), Franca Rame, e quindi finalmente si potrà votare qualcuno di “Normale”.

Per chi non la conoscesse, oltre ad essere la moglie di Dario Fo (;)), è una signora minuta e gentile che si è sempre fatta un mazzo tanto per i diritti sociali, le donne e ultimamente soprattutto l’ambiente (è lei che ha stressato Jacopo a tal punto da fargli aprire il primo distributore di biodisel in Italia, e che l’ha spronato a fare quello che ha fatto al comune di Padova, e cioè contribuire a far ottenere un rispiarmio energetico pari a 1,5 milioni di euro, per non parlare dell’inquinamento. (http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=2413))

Franca ha iniziato questa avventura ieri con queste parole.

“Mi candido perchè queste elezioni sono troppo importanti, perchè penso che tanta gente schierata a sinistra potrebbe scegliere di nuovo di disertare le urne in mancanza di candidati credibili”

“Rinuncerò al mio stipendio di parlamentare, lo utilizzerò per fare chiarezza sugli enormi sprechi che ci sono nei conti dello Stato. Per 50 anni mi sono occupata dei conti della nostra compagnia: sono esperta e non ho mai fatto falsi in bilancio”

che dire, ERA ORA.

più informazioni le potete trovare qui:

www.francarame.it
www.jacopofo.com
www.antoniodipietro.com

P.S. L’italia dei valori ha candidato anche Marco Boschini in Emilia, Marco è l’ideatori dell’associazione no profit Comuni Virtuosi, dove i comuni iscritti si scambiano informazioni, opinioni e testi di delibere, creando quindi una rete di buon senso e buona gestione,

per conoscerlo meglio:
marcoboschini.it
www.comunivirtuosi.it

Franca si è buttata, ora sta a noi prenderla in braccio e portarla a sedere in senato, Agiamo con SENSO.

Un altro sviluppo

la decrescita

Venerdì 10 marzo ore 21 Sala Hotel Kursaal di Cattolica (Piazza 1° Maggio)

Un altro sviluppo è possibile e necessario

Relatori: Maurizio Pallante (esperto di politica energetica e tecnologie ambientali), on. Marco Rizzo (Parlamentare Europeo dei Comunisti italiani), Moderatore: Alessandro Bondi (capogruppo consiliare Arcobaleno).

Verrà presentato il libro di Maurizio Pallante “La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal Pil” (Editori Riuniti, dicembre 2005″).
Organizza: Coalizione Arcobaleno di Cattolica

IL LIBRO
“La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal Pil” (Editori Riuniti, dicembre 2005)

I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l’avvicinarsi dell’esaurimento delle fonti fossili e le guerre per averne il controllo, i mutamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, l’aumento dei rifiuti, le devastazioni e l’inquinamento ambientale. Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti con l’ausilio dei mass media continuano a porre nella crescita del prodotto interno lordo il senso stesso dell’attività produttiva. In un mondo finito, con risorse finite e con capacità di carico limitate, una crescita infinita è impossibile, anche se le innovazioni tecnologiche venissero indirizzate a ridurre l’impatto ambientale, il consumo di risorse e la produzione di rifiuti. Queste misure sarebbero travolte dalla crescita della produzione e dei consumi in paesi come la Cina, l’India e il Brasile, dove vive circa la metà della popolazione mondiale. Né si può pensare che si possano mantenere le attuali disparità tra il 20% dell’umanità che consuma l’80% delle risorse e l’80% che deve accontentarsi del 20%. Forse è arrivato il momento di smontare il mito della crescita, di definire nuovi parametri per le attività economiche e produttive, di elaborare un’altra cultura, un altro sapere e un altro saper fare, di sperimentare modi diversi di rapportarsi col mondo, con gli altri e con se stessi.

Franca Rame al Senato

franca rame

Franca si candida al Senato!
di Jacopo Fo

Grazie ai molti che hanno incoraggiato Franca e anche grazie a chi ha votato e commentato il nostro sondaggio si è ormai arrivati alla decisione: Franca si candiderà in Lombardia e Emilia Romagna, come capolista, all’interno delle liste dell’Italia dei Valori di Di Pietro, come indipendente, insieme ad alcune persone provenienti dalle liste civiche che come saprete non sono state accettate dall’Unione.
Questo piccolo gruppo di candidati offrirà la possibilità di un voto diverso pur all’interno dello schieramento di centro sinistra.

Un modo per cercare di portare a votare anche chi è stufo di un certo modo di far politica a votare. Se Franca verrà eletta metterà al centro del suo impegno l’analisi degli sprechi dello stato e la razionalizzazione del sistema giudiziario (certezza della pena, basta con i cavilli che invalidano le condanne, lotta ai reati di truffa, corruzione, manipolazione del mercato azionario, reati finanziari e umanizzazione delle carceri).

Nei prossimi giorni, ovviamente, vi racconteremo tutti gli svuluppi. Intanto spero che questa notizia vi dia gioia e felicità.

Polli e marchette

bush e berlusconi

Dalle mie parti l’ospitalità di Bush al nostro Presidente Berlusconi si chiama marchetta. Un favore a poche settiname dalle elezioni politiche fatto a un leader che quelle elezioni rischia di perdere anche per aver tirato l’Italia dentro ad una guerra folle, ingiusta, che ha oltretutto introdotto il principio aberrante della guerra preventiva…

La cosa ancora più assurda, però, è dare credito e spazio alle solite polemiche sul regime. Gridare allo scandalo perché le televisioni hanno farcito servizi osannanti e aperture di telegiornali al nostro Silvio, mandando il discorso al Congresso americano addirittura in diretta tv. Immagino cosa avrebbero detto i cari compagni Fassino e Rutelli se, a ruoli inversi, i mass media non avessero dato il giusto spazio al Presidente del Consiglio Prodi ospite al congresso americano!

Ancora una volta abbiamo perso un’occasione per tacere. E’ evidente che tutto è stato studiato ad arte, che Berlusconi ha chiesto da tempo all’amico di merende Bush di fargli questo enorme regalo per aggirare la par condicio e cercare (speriamo invano) di recuperare un pò di consenso. Ma sottolinearlo pubblicamente, gridando ai quattro venti che il conflitto di interessi e la disparità delle forze in campo non fa che gettare legna sul fuoco e, in qualche modo, far parlare ancora più di lui.

Silvio. Il genio della comunicazione!

W Nairobi W

zanotelli

Nel marzo 2004 più di 300.000 persone vengono minacciate dal governo keniano di sgombero forzato: l’abbattimento delle baracche inizia secondo un piano di riurbanizzazione violento e senza alternative.

Un coordinamento Kenya-Italia si articola ed in poco tempo pervengono più di 6000 e-mail di denuncia al governo keniano, al municipio di Nairobi, a UN-Habitat ed altri riferimenti coinvolti. Grazie al coinvolgimento degli abitanti delle baraccopoli, di alcune ambasciate, ONG e chiese, e anche a questa iniziativa, che fa sentire il peso della mobilitazione internazionale inserita nella campagna globale Sfratti Zero, le demolizioni e gli sfratti forzati si interrompono. E’ una prima vittoria!

Dal blocco degli sgomberi si è passati ad una Campagna per la conversione del debito da parte dell’Italia verso il Kenya: soldi che dovrebbero essere destinati ad offrire una migliore sistemazione ai baraccati.

La Campagna si è pertanto costituita come una vero movimento perché Nairobi Viva.
W Nairobi W è composta da:
Kutoka Parish Network, rete di parrocchie della città di Nairobi con la partecipazione diretta dei missionari comboniani e dei missionari della Consolata; Commissione Giustizia e Pace dei Missionari Comboniani in Italia; International Alliance of Inhabitans; Associazione Tam Tam per Korogocho.

Ottenuto il risultato del blocco degli sgomberi, WNW lancia un nuovo appello che si prefigge l’obiettivo di incidere sui nodi strutturali che riducono la gente nelle baraccopoli: la regolarizzazione e la redistribuzione della terra, in parallelo a piani di miglioramento abitativo e urbanistico.
Si intende ottenere questo risultato collegandolo alla conversione del ‘debito’ estero del Kenya: una azione di giustizia vincolata da un controllo plurale e partecipato dei soldi che si libererebbero.

Gli strumenti che la campagna propone per questo obiettivo sono: la creazione di un fondo popolare per la terra e la casa: ci sono parecchie esperienze a riguardo; la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, in primis la popolazione delle baraccopoli; la realizzazione entro la fine dell’anno 2005 un incontro tra rappresentanti del governo keniano, italiano e di altri governi ‘creditori’, la municipalità di Nairobi, le comunità religiose coinvolte,la rappresentanza popolare e WNW. Tale incontro si svolga a Nairobi, promosso e coordinato da UN-Habitat.

La campagna ha fin’ora agito per:
una continua coscientizzazione e formazione sia in Kenya che all’estero: in Italia e all’estero circolano da mesi una mostra fotografica, libri e video sull’emergenza dello sfratto, testimoni invitati ad incontri pubblici, cartoline di pressione sul Ministero del Tesoro e sulla Conferenza Episcopale Italiana (stampate 150.000, quasi tutte esaurite), articoli e servizi sui vari quotidiani e settimanali importanti, trasmissioni radio e interviste televisive, pubblicazione su oltre 10.000 pagine web, tra cui i principali siti del movimento altermondialista; con questi strumenti WNW incontra direttamente centinaia di migliaia di persone e virtualmente molte di più.

In Kenya si realizzano mostre, manifestazioni ed eventi sul debito, teatro popolare, trasmissioni radio e video, interventi su giornali locali, attività sportive incentrate sul tema del debito. Anche la Commissione Episcopale Keniana interviene con una lettera pubblica contro il debito.

Parecchi comuni ed enti locali appoggiano la campagna, anche con delibere ufficiali; c’è la disponibilità a partecipare anche economicamente alla costituzione di un fondo misto per la riurbanizzazione di Nairobi. L’Unione delle Province Italiane aderisce ufficialmente alla campagna e varie Province (Venezia è capofila) lo stanno facendo in questi giorni. Sono coinvolte la Rete dei Comuni Solidali e la stessa ANCI.

Per la forza della pressione popolare, la campagna coinvolge direttamente la chiesa italiana e si stringe la collaborazione con la Fondazione Giustizia e Solidarietà. Inoltre, i referenti, si sono incontrati con il dott. Di Muzio, della Direzione Generale per la Cooperazione e lo Sviluppo (Ministero Affari Esteri),al quale è stato chiesto di prendere contatto con il governo del Kenya per favorire il processo di conversione dei crediti italiani nei confronti del Kenya; il ministro Spinedi, responsabile del Dipartimento Debito Estero, a cui si è chiesto di definire modalità e strumenti atti a favorire la conversione del debito keniano; ambasciatore italiano in Kenya De Maio a cui si è chiesto di sollecitare i diversi soggetti coinvolti al fine di avviare un tavolo di discussione che pervenga a risultati operativi.

Ci attendiamo da parte:
dell’ambasciatore italiano in Kenya un’azione politica, che parta dalla preparazione congiunta dell’incontro di fine anno tra tutte le istituzioni e le comunità coinvolte; auspichiamo che favorisca un processo di risanamento di una o due baraccopoli in un terreno di proprietà dello Stato, attraverso la cessione della titolarità della terra alle comunità interessate, come primo processo della conversione del debito del Kenya con l’Italia. Questa azione è intesa come sperimentazione di un processo più ampio, che implica la conversione del debito da parte degli altri paesi creditori e una conseguente riurbanizzazione a partire dal riconoscimento del diritto alla casa dei più poveri di Nairobi.

La campagna WNW si sente pienamente integrata nel grande movimento per la conversione del debito. In particolare appoggiamo la rete dei movimenti keniani, che sollecitano il loro governo perché chieda la conversione totale del suo debito. WNW sta mostrando al movimento contro il debito una pista efficace, delimitata, controllabile e concreta di conversione del debito in politiche sociali partecipate.

Rilanciamo con forza la campagna W Nairobi W! in Italia: la coscientizzazione e l’adesione degli enti locali e associazioni continuerà finché non ci saranno risultati credibili.

Per appoggiare e sostenere la campagna www.giovaniemissione.it

Il pestaggio di Sassuolo

sassuolo

Graziano Pattuzzi è il sindaco di Sassuolo. Viste le dichiarazioni rilasciate ai telegiornali mi son detto “Questo è il classico amministratore della Lega, che sfrutta un pestaggio vergognoso per scopi propagandistici”.

In realtà sono andato sul sito istituzionale e ho scoperto che il Comune di Sassuolo è amministrato (come molti altri paesi da quelle parti) da una coalizione di centro sinistra.

Ora, io non so come la pensate voi. Per quanto mi riguarda il pestaggio del cittadino straniero da parte dei carabinieri è una roba scandalosa, il filmato diffuso tramite internet e poi ripreso dai mass media nazionali ha dell’incredibile. Riporta alla mente la mattanza di Genova, i pestaggi di Napoli, l’incursione notturna in Val Susa.

Il problema è che ogni volta che sono capitate queste cose Governo, sindacati e politici, inceve di affrontare il problema hanno sempre alzato un muro di omertà a difesa delle forze dell’ordine. Come se quelle immagini, e quelle testimonianze non esistessero. Come se il fatto di lavorare al limite, in condizioni spesso drammatiche possa in qualche modo giustificare pestaggi assurdi, violenze gratuite e fuori da ogni regola.

Dire che quei due carabinieri andrebbero sospesi immediatamente dal servizio in attesa di un processo è da pericolosi no global o una questione di giustizia?