Sindaco, c’è posta per te!

fascia sindaco

Vi inoltro, per conoscenza, la mail che ho inviato al mio comune per renderli partecipi del progetto da voi patrocinato sul risparmio energetico.
Spero che non rimangano le solite parole lasciate nel vuoto.
Cordiali saluti, Giuliano Antonini

GRAZIE GIULIANO, se tutti i lettori del blog, gli ambientalisti, i cittadini interessati a questi progetti inviassero mail come questa al proprio sindaco i nostri “dipendenti” non potrebbero più far finta di non sapere… Segui l’esempio, scrivi al sindaco del tuo comune.

Buongiorno, vorrei sottoporvi l’esperienza del comune di Bressanone per quanto riguarda un intervento pratico, semplice e rapido per risparmiare costi ed avere rientri significativi.

http://www.comunivirtuosi.org/index.php?news=1&id=18
In questo link si parla di come il comune abbia, semplicemente sostituendo le lampade a incandescenza dei semafori con quelle a LED, portato a un risparmio significativo. La stessa tecnologia, ormai alla portata anche del comune cittadino, è in grado di risparmiare moltissimo anche per l’illuminazione pubblica, mediante lampioni solari abbinati a lampade LED (penso ad esempio alle luminarie del cimitero o a tutti i lampioncini su aiole, rotonde ecc. per segnalare presenza).

Sul sito segnalato potete recuperare le informazioni sui risparmi ottenuti, e penso che non possa assolutamente passare inosservato.

Vi invito quindi gentilmente, in quanto rappresentanti dei cittadini di Monza e dunque anche miei rappresentanti, a valutare la possibilità con un piccolo intervento di ottenere un grande beneficio per l’intera collettività.

Distinti saluti, Giuliano Antonini

L’eutanasia del buonsenso

gruppo d'acquisto

Mi chiama Francesca, dalla provincia di Milano, mi racconta della frustrazione che prova, ogni giorno, andando al lavoro. Strade congestionate dal traffico e da una cappa di smog, caos e clacson e asfalto che ti impediscono di respirare. Per non parlare del quartiere industriale alle porte del paese, una lunga e squallida distesa di capannoni e tir, grigia e senza spazio libero intorno. Schiacciata.

Voleva sapere se qualcuno, dal comune, si era fatto vivo per invitarmi a raccontare qualcuno dei progetti sul risparmio energetico, o sul consumo consapevole, perché ha girato la “Lettera a Romano Prodi” e il “Manifesto per un’autocandidatura sostenibile” all’assessore all’ambiente e al suo sindaco. Coalizione di centro sinistra, in un paesino dove non esiste un’associazione ambientalista, o un gruppo di acquisto, o una bottega equa e solidale, e dove quindi l’unica speranza concreta per intervenire è trovare un’amministrazione amica disposta a mettersi in gioco, a sperimentare per davvero buone prassi quotidiane.

Le dico che no, in effetti nessuno si è fatto avanti dal suo comune. Delusa, si sfoga per dieci minuti e mi racconta tutte le assurdità del fare politica nel suo paese, le scelte sbagliate in campo ambientale, la difficoltà di partecipare alle decioni dell’amministrazione, la chiusura dei partiti.

Cosa c’è che non funziona se una persona sta al telefono per mezz’ora con qualcuno (il sottoscritto) che non conosce, a duecento chilometri di distanza, per chiedere cosa può fare un cittadino incazzato che crede in certi valori ma che non sa, nel quotidiano, come tradurli in atti conseguenti, in scelte radicali e in nuovi stili di vita?

Sapete quante telefonate e lettere e mail ho ricevuto in questi due mesi? Immaginatevi decine e centinaia di persone pazzesche, piene di energie e progetti e idee spettacolari, là fuori, che sperimentano ogni giorno e in silenzio cose grandiose. Nell’indifferenza vergognosa dei mass media e nella stanca ottusità di certi partiti, che invece di aprirsi al cambiamento e alla concretezza, si lasciano travolgere da una forma inconsapevole di eutanasia. Del buonsenso.

Condomini sostenibili!

condominio

Caro assessore, sei a caccia di progetti concreti che migliorano l’ambiente, fanno partecipazione dal basso e garantiscono un risparmio sulle bollette di luce, acqua e gas delle famiglie che vi partecipano? Eccoti servito il progetto “Condomini sostenibili“, sperimentato con successo da oltre due anni dalla Provincia di Ferrara. Sul sito di Arcoiris.tv è disponibile il video-documentario del progetto.

Il progetto mira a diffondere nelle famiglie la consapevolezza che anche i comportamenti quotidiani hanno riscontri oggettivi sulla qualità dell’ambiente, cercando di stimolare l’adozione di buone pratiche ambientali.
Il progetto ha trovato applicazione in un complesso di quattro condomini, aventi una corte comune, siti nel quartiere periferico Barco di Ferrara.
I condomini in totale sono composti da 89 locali di cui 4 sono negozi, sono prevalentemente (circa due terzi) di proprietà dell’ACER Ferrara, partner del progetto.
La scelta di realizzare il progetto in un complesso di edilizia popolare ed in un quartiere periferico è stata prioritaria per affiancare anche una ricaduta sociale a quella ambientale, quindi si è cercato un condominio in cui non vi fossero rapporti particolarmente difficili tra i condomini, non di nuovissima costruzione, con spazi comuni, un’area verde e caldaie autonome per ogni appartamento.
Una conferenza di presentazione del progetto rivolta ai residenti nei condomini prescelti, è stata realizzata per diffondere informazioni riguardo le tematiche dello sviluppo sostenibile e le buone pratiche ambientali applicabili nella quotidiana vita domestica. Poi si è avviata un’indagine conoscitiva mediante un questionario rivolto ai condomini riguardo i consumi connessi alla loro gestione domestica (consumo di energia elettrica, acqua, riscaldamento), alle loro abitudini d’acquisto (acquisti verdi, biologico, acque minerali), alla loro gestione dei rifiuti ed alla modalità di spostamento.
È stata realizzata una giornata di sensibilizzazione ed informazione sul ciclo di smaltimento dei rifiuti, poiché in molte situazioni era emersa molta sfiducia da parte dei condomini in questo settore. Sono stati visitati un’isola ecologica, dove i rifiuti vengono separati, e un inceneritore.

È stato attivato presso i condomini oggetto del progetto il passaggio dell’Ecomobile, navetta che raccoglie i rifiuti chimici di origine domestica (vernici, batterie, pile esauste, ecc.) per i quali non vi sono cassonetti. Tutti i rifiuti conferiti all’Ecomobile dai condomini facenti parte del progetto, contribuiscono, mediante un accordo tra AGEA e Coop Estense, a destinare fondi ad un progetto di cooperazione internazionale di Medici Senza Frontiere “Garantire l’assistenza sanitaria di base a Cuemba, cittadina dell’Angola”.

Sono stati organizzati degli incontri presso alcuni condomini nei quali è stata dimostrata l’efficacia e la semplicità nel montaggio dei riduttori di flusso per rubinetti e docce. È stata effettuata una attività di informazione e sensibilizzazione riguardo ai prodotti a marchio Ecolabel; per migliorarne la conoscenza sono stati distribuiti molti detergenti per pavimenti recanti questo marchio. Poi è stata realizzata una seconda giornata di sensibilizzazione ed informazione questa volta sul ciclo dell’acqua a Ferrara con visita alla centrale di potabilizzazione dell’ACOSEA.

È stata attivata la sperimentazione della raccolta differenziata della frazione organica dei rifiuti da parte di AGEA che ha distribuito a tutti i condomini appositi secchielli e sacchetti per la raccolta e ha posizionato gli appositi cassonetti nell’area adiacente ai condomini.
È stato inoltre realizzato un documentario (disponibile su Arcoiris.tv) che illustra tutte le fasi di progetto ed i risultati ottenuti a scopo di divulgazione.

Per saperne di più:
http://www.provincia.fe.it/agenda21/news/notizia.asp?idnews=1

Qual è il modello di pensiero alla radice dei consumi?

lavatrice

Posto qui una bellissima riflessione di un’amica, Elena, che scrive nella città segreta, un luogo magico e misterioso in cui un gruppo di persone pazzesche parlano di ambiente, nuovi stili di vita, pace, divertimento, mettendo in fila pensieri idee progetti che sono molto più concreti di tanti convegni e congressi sui massimi sistemi. Mi piacerebbe si aprisse qui una discussione rispetto all’utilizzo dei detersivi ecologici, e degli elettrodomestici di cui tutti, a vario modo, facciamo uso.

Da dove originano i mei modelli di uso e abuso dei detersivi industriali?

Sono figlia dell’ultima generazione di donne che lavava tutto a mano risparmiando su detersivi reperibili a fatica e caro prezzo. Per anni mia madre e la sua generazione ha lavato a mano ogni cosa. Fino a che è finalmente stata inventata la lavatrice, che prima o dopo è diventata accessibile e indispensabile a tutti.

Và da sè capire che mai prima di ora v’è stato necessità di demonizzare i lavaggi industriali, anzi, retrocedendo appena negli anni si scopre che l’ invenzione e la possibilità di utilizzo delle lavatrici e dei saponi è stato integrato nella nostra società come segno di benessere, di igiene, di rispetto sociale.

In fondo non bisogna andare tanto in là nei tempi per ricordare che l’igiene della casa e della persona non era certo così facile e alla portata prima dell’ avvento dell’era dei detersivi a go go. La lavatrice, i detersivi per la casa e per il corpo, l’acqua calda e corrente in casa, sono stati una conquista e un segno di “arrivo ” sociale.
Mai fino ad oggi nella storia dell’ umanità v’è stato da pensare o integrare la consapevolezza che il sapone liquido e qualunque altro detergente siano velenosi per il nostro corpo e per la terra in cui viviamo. Certo, non ci voleva una mente nemmeno 60 anni fà a pensarlo, ma se non lo vogliamo integrare adesso che ve n’è urgenza non è il caso di meravigliarsi per gli anni passati.

E’ da qui che voglio partire. Capire il modello che abbiamo integrato è importante. E’ la base che guida i nostri comportamenti. Se vogliamo portare dei cambiamenti nel nostro agire, pensare, fare, bisogna che andiamo a contattare la matrice che regola e indirizza il nostro fare. Una volta contattata e compresa, accettata, si può andare a modificarla su impostazioni nuove e in linea con i tempi di adesso.

In fondo da quando mia madre lavava a mano ogni singolo vestito, il mondo s’è fatto e rifatto tre volte. Ma se non lo si spiega al modello pensiero che ha passato 25000 anni a desiderare la lavatrice e il sapone, che gli agognati strumenti ci stanno distruggendo, per quanto noi si possa pensare di comprare un detersivo a basso impatto ambientale, vi sarà sempre una radicata fissazione da qualche parte dentro di noi che tifa sfegatatamente per un sapone dal profumo incantevoleeeeeeee che sbianca in maniera ecceeeelllsaaaa, lava meravigliosameeeenteeeee in una lavatrice ultimo modello, a 1000 giri e tremilafunzioni con settimila lucine!
Il nostro intento celebrale di sacrificare fatica e denari per i saponi biologici, sarà sotterraneamente sabotato da un modello inconscio potentissimo.

“vaglielo a spiegare all’ ominide abbarbicato alla lavatrice ultimo modello sognata dai tempi del paradiso terreste, che è ora di tornare ai vecchi tempi…”

Le primarie dei cittadini!

energia rinnovabile

Sul blog di Beppe Grillo è possibile visionare un vero e prorpio “patto per l’energia” che ogni coalizione seria che si candida a governare l’Italia nei prossimi cinque anni dovrebbe impegnarsi a realizzare concretamente! Ne va del futuro dei nostri figli e della terra stessa.
Per questo motivo, avendo sperimentato e visto sperimentare molte delle proposte dello staff di Beppe (tra cui l’amico e bravissimo Maurizio Pallante, tra le altre cose autore di “Un futuro senza luce” Editori Riuniti e il più recente “La decrescita felice“, sepre Editori Riuniti), ho deciso di postare anche qui le sue idee, impegnandomi fin da ora, nel caso le forze dell’Unione dovessero decidere di “ospitarmi” in lista come canidato per il Parlamento italiano, a portarle dentro le mura del palazzo e farne la mia missione da dipendente dei cittadini italiani per tutta la prossima legislatura!

Fino ad oggi le primarie le hanno fatte i nostri dipendenti. E’ arrivato il momento che le primarie le facciano i datori di lavoro. Da oggi pubblicherò una proposta su temi importanti come l’energia, i trasporti, le regole elettorali, aiutato da esperti riconosciuti, per ricevere i vostri commenti. I post saranno mantenuti visibili sulla barra di destra sotto il titolo: “Primarie dei cittadini” insieme ai vostri commenti fino alle elezioni.
Invito anche i rappresentanti dei partiti ad inviare a questo blog il loro punto di vista sui diversi aspetti trattati per pubblicarlo.

Proposte per l’energia.
L’efficienza con cui si usa l’energia in Italia è molto bassa. Almeno la metà dei consumi è costituita da sprechi che si possono evitare utilizzando tecnologie economicamente mature. Riducendo gli sprechi e aumentando l’efficienza non soltanto si ottiene la massima riduzione possibile delle emissioni di CO2 a parità di investimenti, ma in misura direttamente proporzionale si riducono le importazioni di fonti fossili e i risparmi che si ottengono consentono di pagare gli investimenti senza ricorrere a finanziamenti pubblici.

La crescita dell’efficienza e la riduzione degli sprechi costituiscono anche il pre-requisito per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che, allo stato attuale, costano di più e rendono meno delle fonti fossili. Solo se si riducono gli sprechi e si accresce l’efficienza il loro contributo alla soddisfazione del fabbisogno energetico diventa significativo e si recuperano i capitali necessari a sostenerne i costi.

Il consumo delle fonti fossili che importiamo si suddivide in tre grandi voci pressoché equivalenti: il riscaldamento degli ambienti, la produzione termoelettrica, i trasporti.
Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più.
Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento ambienti. Meno della metà del consumo medio italiano.
Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno.

Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve articolarsi nei seguenti punti:
applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici;
definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti;
riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti;
agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava;
elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri paesi europei.

Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38 per cento. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60 per cento. La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 94 per cento. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. Non è accettabile di per sé togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si spreca, è inconcepibile.
Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali). Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica.

Nella produzione di energia elettrica, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve articolarsi nei seguenti punti:
potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali esistenti;
incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc.;
estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW;
incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai chilowattora riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote;
incentivazione della produzione distribuita e del consumo in loco di energia termica con fonti rinnovabili (escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale);
applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica;
eliminazione degli incentivi previsti dal Cip 6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili;
incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò.

Nel settore dei trasporti occorre intervenire sia a livello tecnico, incentivando lo sviluppo di mezzi di trasporto più efficienti e meno inquinanti, sia a livello organizzativo, favorendo lo sviluppo dei mezzi di trasporto pubblici e disincentivando l’uso dei mezzi privati soprattutto nelle aree urbane fortemente congestionate.
Nei trasporti urbani il fulcro su cui fare leva è il potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e l’introduzione di mezzi pubblici a uso individuale, con motori elettrici alimentati da reti e non da batterie.
Una versione più interessante, versatile e flessibile dei filobus tradizionali, improvvidamente abbandonati negli scorsi decenni, si può realizzare posizionando reti di cavi elettrici protetti sull’asfalto stradale. In questo modo si possono alimentare non solo mezzi di trasporto pubblici collettivi, ma anche flotte di automobili pubbliche a uso individuale con pagamento al consumo mediante scheda elettronica prepagata. L’effetto combinato di queste misure tecniche e organizzative può consentire di porre limitazioni sempre più rigorose al traffico privato accelerando al contempo la velocità degli spostamenti e ricostruendo la possibilità di realizzare la funzione «da porta a porta», che nelle aree urbane le automobili hanno ormai perso da tempo.
A partire da queste premesse acquisiscono una utilità effettiva in termini di riduzione dei consumi di fonti fossili e di impatto ambientale tutte le innovazioni tecnologiche finalizzate a ridurre le emissioni inquinanti delle automobili e ad accrescere il numero dei chilometri percorsi per litro di carburante.

Quanti “dipendenti” sottoscriveranno questo programma?

Messaggi nella bottiglia

messaggi nella bottiglia

Diario di bordo – Seconda puntata

Dopo circa tre settimane dall’inizio di questa campagna elettorale, che ancora campagna non è, voglio ringraziare le centinaia di persone che hanno inviato una mail, scritto un commento, telefonato in comune per sostenere la mia candidatura.

Sono tanti i cittadini felici di appoggiare un candidato strano, senza tessere di partito in tasca, che parla del futuro sperimentando nel presente, sulla propria pelle, progetti concreti legati all’ambiente. Progetti che sono la prova provata di quanto e come sia possibile modificare questo insostenibile modello di sviluppo, e mettere finalmente in discussione una società basata sull cultura dell’usa e getta, del tutto e subito, dell’Alta Velocità!

Il Sindaco di Settimo Rottaro (TO) si chiama Francesco Comotto, è una persona in gamba, un ragazzo con la faccia e il cuore puliti. L’ho conosciuto nel 2004, quando ho partecipato ad un convegno organizzato dal suo comune, in una sala stracolma di gente in un paesino di poche centinaia di abitanti. Nella sua mail di sostegno mi racconta dei problemi che ci sono dalle sue parti: “Non riesco a immaginare come potrà venire accolta questa tua iniziativa dai partiti, soprattutto da quelli “amici“. Io sto vivendo una fase critica della mia attività politica extra comunale perchè, ora che comincio a capire i meccanismi, mi accorgo che soprattutto tra alcuni partiti del centrosinistra (senza fare nomi DS e margherita) esiste un patto di non belligeranza che fa sì che il loro massimo sforzo venga fatto per occupare posizioni nei consorzi, società partecipate, enti locali dopodichè, una volta piazzati gli amici, di partecipazione e politica dal basso non si parla più. Vedi la vergognosa situazione in Val Susa e tieni conto che sia la Provincia di Torino che la Regione Piemonte sono in mano a giunte di centrosinistra. Dopo questa mail scriverò un pezzo da inviare ai giornali locali perchè non si può più stare zitti anche se poi faranno di tutto per emarginarmi come già stanno facendo in seguito a qualche mia uscita pubblica su inceneritori, parchi tematici da 11 milioni di persone/anno, grandi centri commerciali e così via”.

Padre Ottavio arriva dritto alle emozioni, quando mi scrive la prima volta un suo parere: ” Se qualcuno deve portare nella politica i temi che ci stanno a cuore dovrebbe essere qualcuno che ha una visione ampia, che sa presentare il tutto con amabilità per coinvolgere e non per imporre. Lottare contro è sempre una battaglia che stanca e perdente; dobbiamo lottare in favore: vuoi vivere rispetta te stesso, rispetta la natura, non contaminare…. vuoi che tutti vivano… Non vuoi questo o lo vuoi attraverso altre strade, non ti disprezzo ma ti dico solamente che non possiamo indentificarci su questi punti, forse su altri sì. Non devono unirci solo i contenuti o le mete ma anche le strategie per raggiungerle. E’ ciò che mi fa paura adesso nel centrosinistra che potrebbe anche franare perché le strategie a volte sono proprio opposte, non convergono, non rispettano e non coinvolgono la persona. Mettono in primo piano l’ideologia, a volte anche religiosa, o i principi e non la persona come individuo e come gruppo. Bigona rifletterci su. I grandi politici hanno sempre saputo dialogare con tutti, certamente anche a te che sei giovane vengono alla mente tanti nome cominciando da La Pira, da Dossetti. Non posso e non devo parlare di più ma si ti dico: lanciati nel contesto di questi ambiti. E io ti accompagno con la mia stima e la mia preghiera. Un saluto affettuoso”.

Fracesco Gesualdi evidenzia il rischio di “venire inglobati nella recita del parlamento, dove tutti interpretano un ruolo mentre le decisioni si prendono altrove, nelle segreterie dei partiti!. Ecco perché sarebbe interessante poter presentare uno, dieci, cento candidati del movimento, per poter sperare di incidere concretamente sulla realtà.”

Ne mancano 99, qualcuno vuol farsi avanti?

Corteo sul web!

marcia

Appuntamento alle 18 su www.jacopofo.com. Entra in chat e aderisci alla marcia virtuale per chiedere le dimissioni dei vertici DS!

Questa è una marcia virtuale, ma tra tutte le marce fatte in questi anni di movimenti è forse la più concreta, e reale.
Siamo il popolo della pace, ancora una volta in fila indiana per dire basta a questa politica in avanzato stato di decomposizione.
Abbiamo scelto di non prendere un treno, stavolta, o un pullman, di non invadere le strade e le piazze della capitale, perché troppo impegnati a costruire ogni giorno quel mondo di cui voi, asserragliati nei palazzi del potere, ignorate l’esistenza.

Questa è la nostra marcia, colorata e vera, spensierata e mite, come ogni marcia dovrebbe essere. Siamo qui, ognuno nel qui che gli sta intorno, per dirvi che siamo stanchi delle vostre facce stralunate, dei vostri campionati di parole vuote, dove vince chi tiene la parola più a lungo, senza dire niente.

Questa è la marcia dell’ingorgo dei pensieri, delle idee fatte circolare in un secondo, per ogni click un passo, e un altro ancora. Vi vogliamo fuori dalle scatole, dimettetevi. Non pretendiamo confessioni, mea culpa retroattivi sulle guerre e le bicamerali, sui conflitti d’interesse e i cpt, sui contratti co.co.co. e gli acquedotti alle multinazionali. Non pretendiamo tanto.

Siamo la marcia dell’accontentarsi, ci basterebbe svegliarci, domattina, e assistere in tv alla sfilata di un gruppo di politici che, in punta di piedi e senza farla tanto lunga, semplicemente, escono di scena. Perché c’è un limite per tutto, e tutti quanti li avete superati, per troppo tempo. Fate come i “vostri” dirigenti delle “vostre” assicurazioni, staccate la spina.

Questo è il nostro slogan e la nostra marcia, oggi siamo qui e domani ancora. Continueremo a marciare e costruire, pezzo per pezzo, un nuovo modo di essere cittadinanza, persone, comunità, popolo. Senza segreterie, correntoni, palazzi, riunioni, vertici, poltrone.

Semplicemente, senza di voi!

D’Alema si dimette? E fassino?

d'alema

di Jacopo Fo

La strategia di D’Alema e Fassino si è schiantata contro la realtà. Per mesi hanno difeso l’indifendibile Consorte e i suoi magheggi. Ora piangono per la propria stoltaggine.
Se fossero stati politici intelligenti lo avrebbero scaricato nel 2002, quando Consorte, come racconta il numero 49/50 dell’Espresso (non di Libero), sapendo che le obbligazioni Unipol sarebbero salite organizza di comprarle in Svizzera, tramite un gruppo di intermediari specializzati in operazioni “sotto copertura”.
La Consob beccò Consorte e lo obblogò a risarcire i proprietari delle obbligazioni.

Attenzione si trattava di un reato gravissimo: uso di informazioni riservate per speculare in borsa. In Italia è considerato solo un illecito perseguito dal codice civile (non penale) e punito con una multa. Nel resto dell’Europa è un reato penale grave. In Usa ti fai sei anni di galera.
Quindi Consorte era gia stato beccato a fare il gioco sporco ma né i vertici delle Coop né D’Alema e Fassino avevano ritenuto opportuno scaricare il grande manager. E nessuno, che mi risulti, a sinistra ha alzato la voce contro Consorte. Solo la direzione della Coop Firenze (onore ha loro) ha avuto la capacità di rompere con Consorte e dissociarsi dalla successiva scalata a Banca del Lavoro.

Ed è a pertire da questa colpa acclarata di Consorte che va letto tutto quello che succede poi. Una volta che è stato scoperto a barare sulle obbligazioni Unipol e è stato assolto dai vertici del Partito, Consorte si è sentito di avere mano libera.
Gia da qualche tempo in realtà giocava con Fiorani, Ricucci e C. a fare un sacco di milioni di euro sfruttando informazioni riservate. Compravano sempre in orario un attimo prima che il titolo salisse in borsa. Giocavano sul sicuro perchè loro stessi manipolavano il mercato. E con questo giochino ci dicono i giudici, Consorte si è messo via almeno 40 milioni di euro. Ma c’è chi sospetta siano in realtà molti di più.
Qualcuno potrà dire:”Ma che ne poteva sapere il povero D’Alema che Consorte giocava sporco?”
Beh, un politico dovrebbe essere accorto e ben informato. Esserlo è il suo mestiere non un optional. Un politico è bravo se sa le cose che è il caso di sapere sennò è un coglione.

Ecco il massimo che potremmo concedere a Massimo D’Alema e Fassino è che siano i politici più coglioni della storia del mondo.
Come mai non gli è capitato di telefonare alla Coop Firenze e chiedere:” Ma perchè non volete fare affari con Consorte?” Onestamente credo che gli avrebbero risposto.
Oppure avrebbero potuto andare a fare quattro chiacchiere nei party alla moda (a volte è dura essere un politico) e sentire che si diceva in giro di Fiorani. Consorte si era alleato sistematicamente con un’orda di boiardi della peggior specie, tutta gente nota nell’ambiente per il pelo sullo stomaco e i metodi sporchi. Anche questo fatto da solo avrebbe dovuto indurre i dirigenti DS a prendere le distanze.
Ora è troppo tardi, Consorte e Gniutti (altro genio della finanza di sinistra ai vertici di Monte dei Paschi e Unipol) sono stati pesantemente incriminati: aggiotaggio, turbativa dei mercati e, notizia di oggi, associazione a delinquere.

A questo punto alla sfiga si aggiunge anche la beffa. L’unico punto sul quale credo all’innocenza di D’Alema è sul mutuo alla Banca Popolare di Lodi per pagarsi la barca. Ci dice Altroconsumo che lo hanno fregato con interessi e spese troppo alte.
Ma il tritacarne dell’informazione non dà scampo: il grande pubblico ha capito male, tutti sono convinti che la barca gliel’abbia comprata Fiorani. Povero D’Alema.

A questo punto resta solo una domanda: la direzione dei DS si dimetterà?
Come possono pensare di restare al loro posto dopo errori così immensi?
Ma D’Alema è sopravvissuto al disastro della bicamerale, alla decisione di non colpire Berlusconi con una legge sul conflitto d’interesse, alla vergogna nella complicità con Berlusconi nella truffa a Europa 7, perpetrata con l’appoggio dell’uomo di Bertinotti nella commissione di controllo televisiva (vedi articolo su questo blog: “Il signor Di Stefano non fa dormire Berlusconi” http://www.jacopofo.com/?q=taxonomy/term/10&from=20).
Potrebbe sopravvivere anche a questo tracollo di credibilità.
Ma in un paese normale si sarebbero dovuti dimettere tutti da mo’.
Sarebbe normale.
E sarebbe normale che il prossimo segretario uscisse dalla Coop Firenze, quelli che ragionano.
Vedremo.

Comuni equi e solidali!

caffé equo

Il commercio equo e solidale è un eccellente mezzo per informare e sensibilizzare i cittadini al problema degli squilibri economici e ambientali, ma anche e soprattutto per permettere loro di agire concretamente.
Le Pubbliche Amministrazioni giocano un ruolo fondamentale nell’azione di sensibilizzazione delle imprese e dei cittadini a favore di modelli di produzione e consumo equi e sostenibili.

Nasce da qui la campagna “Città Equosolidali”, che si rivolge ai cittadini e alle istituzioni (Comuni, Province, Regioni) per orientare le comunità locali verso gli acquisti di prodotti equosolidali. La campagna propone alle collettività di sensibilizzare i dipendenti pubblici e gli abitanti al commercio equo e solidale, attraverso azioni e iniziative concrete.
La campagna raccoglie l’esperienza dei “Green Public Procurement” (www.a21italy.it), gli acquisti verdi nelle pubbliche amministrazioni. La campagna è promossa da Fairtrade TransFair Italia, dal Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace ed i diritti Umani, e dal Coordinamento nazionale Agenda 21.

Come si diventa una città equosolidale
L’adesione dell’Ente locale viene sancita da una mozione di indirizzo, approvata dal Consiglio Comunale, Provinciale o Regionale, con cui l’Amministrazione si impegna a: inserire nei propri consumi i prodotti del commercio equo e solidale (ad esempio, utilizzo di caffè e bevande equo-solidali nei distributori automatici, di zucchero equo, ecc.); introdurre i prodotti equo-solidali nelle mense scolastiche, del personale e in altri luoghi della ristorazione collettiva gestiti dall’ente locale; sensibilizzare il proprio personale e i cittadini sul commercio equo e solidale.
Sono disponibili alcuni esempi di mozioni che il Consiglio può utilizzare per l’adesione alla rete al sito www.cittaequosolidali.it

Se pensiamo a quanti edifici pubblici ci sono oggi in Italia gestiti direttamente dagli enti locali, ci mettiamo dentro uno o più distributori automatici di bevande e merendine, ci rendiamo conto che un caffé non può fare la rivoluzione ma centinaia di migliaia sì: ad oggi, sono ancora pochissime le amministrazioni che hanno fatto questa piccola scelta di buonsenso.

Al sito www.equosolda.it trovate una cooperativa toscana che, appoggiandosi alle botteghe del commercio equo e solidale nei comuni che ne fanno richiesta, mette a disposizione le macchine in comodato gratuito.
Caro assessore all’ambiente, prova a pensarci: quanti distributori di caffé delle multinazionali ospiti, nel tuo comune, tra municipio e biblioteca e corridoio della scuola e palestra comunale? Cosa ti costa prendere in mano il telefono e sostituire quelle macchinette della morte con un distributore automatico dei prodotti del commercio equo e solidale?
Te lo dico io, niente!

Jervolino ancora sindaco?

sindaco di napoli

di Jacopo Fo www.jacopofo.com

Mi sento male!
La Signora Jervolino si ricandita sindaco di Napoli.
Dopo aver dimostrato di non essere capace di immaginare una via di uscita dall’emergenza, dopo che ha cercato di sminuire il dramma della criminalità a Napoli dichiarando che sua figlia è stata rapinata due volte a Genova…
E mo salta fuori che (dicono i giornali) siccome non le vogliono dare la presidenza del Senato allora resta sindaco e Bassolino e D’Alema sono contenti perchè così si evita di dover candidare a Napoli un uomo di Mastella.
Cioè il destino dei napoletani è nelle mani di un mercanteggio di poltrone tra politici di professione! A Napoli il meno peggio deve bastare?
E perchè non possono essere i napoletani a decidere i candidati?
Niente Primarie?
Razza caprona?
L’unica speranza è che qualcuno insorga e si crei una lista civica o che si organizzino le primarie in extremis.
Comunque è sciocccante. Il cambiamento è duro a arrivare.

Su http://www.napolionline.org/index.php/2006/01/02/sondaggio-fai-da-te/ puoi votare contro la Jervolino optando per Marco Rossi-Doria, da anni impegnato nel volontariato (vedi www.marcorossidoria.it) che è il candidato “del Movimento”.
Attualmente in questo sondaggio Rossi-Doria batte la Jervolino 20 a 18, ma si può fare di più.
Votare questo sondaggio è solo un piccolo gesto di disturbo ma, come al solito, partiamo da obiettivi piccoli e raggiungibili. Siamo riusciti a far dire a Prodi che il risparmio energetico è in cima alle priorità dell’Unione…Pochi ci credevano quando abbiamo iniziato.
Adesso l’obiettivo è più tosto visto che i giochi sono stati fatti…Ma c’è qualche speranza. L’alternativa è rompere con l’Unione e andare al voto con una lista civica…Se ne parla molto a Napoli…Ma sarebbe meglio anche per l’Unione non arrivare a rompere con il movimento…Non dopo la figura da peraccottari con Consorte, Fazio e C… Forse questa gente deve rendersi conto che non ne possiamo più dei giochini di potere….