Serate di ecologia domestica

serate ecologia domestica

I comuni di Colorno e Torrile (PR) hanno promosso una serie di incontri rivolti alla cittadinanza per incentivare nuovi stili di vita e consumi più consapevoli. Le serate di ecologia domestica hanno coinvolto decine di nuclei familiari sulle azioni quotidiane che ciascun cittadino può fare per migliorare l’ambiente, consumare prodotti più sani e risparmiare sulle bollette di luce, acqua e gas.

Le “Serate di Ecologia Domestica” sono incontri pubblici aperti a tutta la popolazione, dagli scolari agli anziani, ed hanno come obiettivo la sensibilizzazione della cittadinanza rispetto alle tematiche della sostenibilità ambientale ed in particolare riguardo alle semplici azioni virtuose che ciascuno può compiere quotidianamente. Talvolta, infatti, nella vita quotidiana si assumono comportamenti che sono all’origine di quel profondo squilibrio che caratterizza l’utilizzo delle risorse naturali da parte dell’uomo e delle sue attività anche domestiche e quotidiane.

Caratterizzate da un linguaggio semplice ed informale, le Serate di Ecologia Domestica non sono da considerarsi lezioni o conferenze per tecnici del settore, ma piuttosto una carrellata di esempi e buone abitudini su come tutti noi quotidianamente possiamo ridurre lo spreco di risorse naturali e nello stesso tempo ridurre i costi delle principali utenze (acqua, riscaldamento ed energia). Il primo ciclo di 5 incontri organizzati in collaborazione con comitati di quartiere e di frazione svoltosi nel corso del 2005, ha incontrando un buon successo di partecipazione e di interesse suscitato dalle tematiche del risparmio energetico e termico domestico, e la riduzione dei rifiuti all’acquisto.

Dopo aver applicato i criteri del risparmio enrgetico sugli immobili comunali, sistemato la pubblica illuminazione e messo a regime gli acquisti verdi per la gestione degli uffici, una buona, sana e virtuosa amministrazione ha il compito di stimolare il cambiamento anche nel territorio e con la cittadinanza. Le serate di ecologia domestica sono un ottimo strumento per iniziare la rivoluzione!
Per informazioni: www.comunivirtuosi.org – www.punto3.info

Libertà è partecipazione

riserva naturale

Posto qui la mail di Lorenzo, del comitato “libertà è partecipazione” di un piccolo centro rurale in provincia di Rimini, Gemmano, che si oppone alla gestione scellerata fatta dalle istituzioni locali della Riserva Naturale di Onferno. Una battaglia defilata, se vogliamo, rispetto alle grandi lotte contro la TAV di queste settimane, ma che dimostra quanti siano in realtà i fronti aperti nella “resistenza civile” contro i sacerdoti dello sviluppo infinito! I ragazzi del comitato chiedono aiuto, sostegno, collaborazione. Chiunque sia di quelle parti è pregato di farsi avanti, e dare una mano. Grazie.

“Caro Marco, nel nostro comitato c’è gente che vent’anni fa la riserva l’ha fatta nascere in seguito a una battaglia vinta contro la discarica. E non accontentandosi di aver scongiurato lo scempio del proprio territorio si è battuta ancora contro altre discariche che dovevano sorgere in vallata. Vincendo ancora.

E successivamente subendo ripetuti attentati e isolamento. E sono ancora vivi e ispirati.
C’è gente che ha un associazione culturale di volontariato che da anni compie viaggi in Bosnia e in Serbia per cercare di alleviare il peso di una guerra assurda. Ci sono anche molti piccoli produttori agricoli che da anni tenuti nell’ignoranza subiscono l’impoverimento delle proprie terre e l’abbandono dei propri figli. C’è chi come me crede nel recupero delle tradizioni contadine perchè è l’unico modo di contrastare gli ipermercati della mente e la morte delle campagne. Ci sono Gianni e Sonia che hanno il sogno per ora infranto di sviluppare un progetto di ippoterapia. Lorenzo e Alice che lavorano alla creazione di una fattoria didattica. E tanti altri che scalpitiamo per riprenderci il nostro bellissimo rurale selvatico territorio.

Purtroppo le logiche dei partiti ,nonostante siano imbellettate di buone intenzioni e belle parole, almeno a Rimini tendono ad escludere sul nascere i bisogni e le creatività dei cittadini. Dopo anni di gestione fallimentare (proprio per il fatto di non aver coinvolto la popolazione locale) il comune di Gemmano ,su consiglio del presidente della provincia Fabbri, ha ritenuto di affidare la gestione della riserva alla fondazione Cetacea. Tanto per farti un esempio , il presidente della fondazione è anche presidente di Oltremare, un parco tematico di Riccione per costruire il quale è stata sbancata un’intera collina. Per fartene un altro Bulgarelli pensa di loro ” tutto il male possibile. Non hanno mai fatto una battaglia ambientalista“. Se ci aggiungi che sono stati scelti per la loro imponente forza mediatica che tanto piace al nostro presidente Fabbri ecco che hai i primi tasselli di un puzzle che non ci regalerà nulla di buono.

Il nostro territorio non ha bisogno di pubblicità nè di un flusso continuo di turisti da acquafan. Ha bisogno di tessere relazioni solidali, di crescere culturalmente e nell’agricoltura biologica,di fronteggiare l’altissimo tasso di tossicodipendenza, i problemi degli anziani, la mancanza di lavoro per i giovani. Ha bisogno di contrastare l’abbandono delle terre con politiche di sostegno ai piccoli produttori, di fiducia e tempo per dimostrare le proprie potenzialità di autogoverno.

Con il comitato stiamo coinvolgendo più soggetti interessati per sottoscrivere un progetto di gestione dell’intero territorio comunale, Riserva compresa, alternativo alla proposta di Cetacea. Non c’è molto tempo (per noi che in un mese abbiamo girato da un assessorato all’altro per capire che la gestione sta per essere affidata a un privato senza consultare nessuno). Ma lo esigiamo visto che la fondazione Cetacea è stata contattata dalla provincia già i primi di settembre.
Un progetto che tenga in sè: lavoro, gestione ambientale, politiche sociali, cultura, musica e feste popolari, gemellaggi con i forum mondiali.
Se credi potremmo lavorarci insieme.”

Dalla valle della riserva naturale, solidarmente, Lorenzo del comitato spontaneo popolare libertà è partecipazione.

Il 16 gennaio tutti a Condove!

no tav

Mentre i treni a velocità “normale” sono sempre più sporchi, in ritardo e poco sicuri, e mentre i governanti dello sviluppo insostenibile investono milioni di euro in progetti faraonici che non servono a nulla, il movimento contro la TAV in Val Susa (e i tanti movimenti contro le tante TAV in tutte le valli e strade del nostro trasandato Bel Paese…) si riunisce nel comune di Condove per un grande appuntamento culturale e sociale:

Promosso da Comunità Montana Bassa Valle, Comune di Condove, Rete Nuovo Municipio, Carta – Cantieri Sociali, Legambiente – Val Susa, Arci – Val Susa, Federalismo Municipale Solidale, Per la Val Susa, Per uno Sviluppo Autosostenibile, Per la Difesa e la Vita della Valle.

CONDOVE – VAL SUSA 16 GENNAIO 2006 – ORE 20.30, SALA POLIVALENTE. PARTECIPANO:
Alberto Magnaghi Presidente Associazione Nuovo Municipio
Università di Firenze – Urbanista
Antonio Ferrentino Presidente Comunità Montana Bassa Val Susa
Barbara Debernardi Sindaco di Condove – Val Susa
Gigi Sullo Direttore del Settimanale Carta – Cantieri Sociali
Monica Frassoni Presidente Verdi Parlamento Europeo
Don Luigi Ciotti Gruppo Abele
Nilo Durbiano Sindaco di Venaus
Massimiliano Smeriglio Presidente Municipio XI – Comune di Roma
Piercarlo Cotterchio Circolo Legambiente Val di Susa
Anna Marson Università di Venezia
JOANNAS Giuseppe Sindaco Comune di Bussoleno
Gabriele Moroni Presidente Arci Valle Susa
Giorgio Ferraresi Direttore LPE Politecnico di Milano
Diego Novelli Ex Sindaco di Torino
Osvaldo Pieroni Rete ARNM – Campagna contro il Ponte sullo Stretto
Andrea Calori Rete Economie Solidali
Comitato contro le scorie a Scansano
Associazione superstiti del Vajont
Comitati contro la Tav nel Mugello
Alfio Foti/ Rita Borsellino Arci Sicilia/Libera
Fra Beppe Giunti Frate Guardiano del convento di San Francesco di Susa
COORDINANO
Salvatore Amura Coordinatore Nazionale Rete Nuovo Municipio
Claudio Jampaglia Giornalista

Sindaco, c’è posta per te!

fascia sindaco

Vi inoltro, per conoscenza, la mail che ho inviato al mio comune per renderli partecipi del progetto da voi patrocinato sul risparmio energetico.
Spero che non rimangano le solite parole lasciate nel vuoto.
Cordiali saluti, Giuliano Antonini

GRAZIE GIULIANO, se tutti i lettori del blog, gli ambientalisti, i cittadini interessati a questi progetti inviassero mail come questa al proprio sindaco i nostri “dipendenti” non potrebbero più far finta di non sapere… Segui l’esempio, scrivi al sindaco del tuo comune.

Buongiorno, vorrei sottoporvi l’esperienza del comune di Bressanone per quanto riguarda un intervento pratico, semplice e rapido per risparmiare costi ed avere rientri significativi.

http://www.comunivirtuosi.org/index.php?news=1&id=18
In questo link si parla di come il comune abbia, semplicemente sostituendo le lampade a incandescenza dei semafori con quelle a LED, portato a un risparmio significativo. La stessa tecnologia, ormai alla portata anche del comune cittadino, è in grado di risparmiare moltissimo anche per l’illuminazione pubblica, mediante lampioni solari abbinati a lampade LED (penso ad esempio alle luminarie del cimitero o a tutti i lampioncini su aiole, rotonde ecc. per segnalare presenza).

Sul sito segnalato potete recuperare le informazioni sui risparmi ottenuti, e penso che non possa assolutamente passare inosservato.

Vi invito quindi gentilmente, in quanto rappresentanti dei cittadini di Monza e dunque anche miei rappresentanti, a valutare la possibilità con un piccolo intervento di ottenere un grande beneficio per l’intera collettività.

Distinti saluti, Giuliano Antonini

L’eutanasia del buonsenso

gruppo d'acquisto

Mi chiama Francesca, dalla provincia di Milano, mi racconta della frustrazione che prova, ogni giorno, andando al lavoro. Strade congestionate dal traffico e da una cappa di smog, caos e clacson e asfalto che ti impediscono di respirare. Per non parlare del quartiere industriale alle porte del paese, una lunga e squallida distesa di capannoni e tir, grigia e senza spazio libero intorno. Schiacciata.

Voleva sapere se qualcuno, dal comune, si era fatto vivo per invitarmi a raccontare qualcuno dei progetti sul risparmio energetico, o sul consumo consapevole, perché ha girato la “Lettera a Romano Prodi” e il “Manifesto per un’autocandidatura sostenibile” all’assessore all’ambiente e al suo sindaco. Coalizione di centro sinistra, in un paesino dove non esiste un’associazione ambientalista, o un gruppo di acquisto, o una bottega equa e solidale, e dove quindi l’unica speranza concreta per intervenire è trovare un’amministrazione amica disposta a mettersi in gioco, a sperimentare per davvero buone prassi quotidiane.

Le dico che no, in effetti nessuno si è fatto avanti dal suo comune. Delusa, si sfoga per dieci minuti e mi racconta tutte le assurdità del fare politica nel suo paese, le scelte sbagliate in campo ambientale, la difficoltà di partecipare alle decioni dell’amministrazione, la chiusura dei partiti.

Cosa c’è che non funziona se una persona sta al telefono per mezz’ora con qualcuno (il sottoscritto) che non conosce, a duecento chilometri di distanza, per chiedere cosa può fare un cittadino incazzato che crede in certi valori ma che non sa, nel quotidiano, come tradurli in atti conseguenti, in scelte radicali e in nuovi stili di vita?

Sapete quante telefonate e lettere e mail ho ricevuto in questi due mesi? Immaginatevi decine e centinaia di persone pazzesche, piene di energie e progetti e idee spettacolari, là fuori, che sperimentano ogni giorno e in silenzio cose grandiose. Nell’indifferenza vergognosa dei mass media e nella stanca ottusità di certi partiti, che invece di aprirsi al cambiamento e alla concretezza, si lasciano travolgere da una forma inconsapevole di eutanasia. Del buonsenso.

Condomini sostenibili!

condominio

Caro assessore, sei a caccia di progetti concreti che migliorano l’ambiente, fanno partecipazione dal basso e garantiscono un risparmio sulle bollette di luce, acqua e gas delle famiglie che vi partecipano? Eccoti servito il progetto “Condomini sostenibili“, sperimentato con successo da oltre due anni dalla Provincia di Ferrara. Sul sito di Arcoiris.tv è disponibile il video-documentario del progetto.

Il progetto mira a diffondere nelle famiglie la consapevolezza che anche i comportamenti quotidiani hanno riscontri oggettivi sulla qualità dell’ambiente, cercando di stimolare l’adozione di buone pratiche ambientali.
Il progetto ha trovato applicazione in un complesso di quattro condomini, aventi una corte comune, siti nel quartiere periferico Barco di Ferrara.
I condomini in totale sono composti da 89 locali di cui 4 sono negozi, sono prevalentemente (circa due terzi) di proprietà dell’ACER Ferrara, partner del progetto.
La scelta di realizzare il progetto in un complesso di edilizia popolare ed in un quartiere periferico è stata prioritaria per affiancare anche una ricaduta sociale a quella ambientale, quindi si è cercato un condominio in cui non vi fossero rapporti particolarmente difficili tra i condomini, non di nuovissima costruzione, con spazi comuni, un’area verde e caldaie autonome per ogni appartamento.
Una conferenza di presentazione del progetto rivolta ai residenti nei condomini prescelti, è stata realizzata per diffondere informazioni riguardo le tematiche dello sviluppo sostenibile e le buone pratiche ambientali applicabili nella quotidiana vita domestica. Poi si è avviata un’indagine conoscitiva mediante un questionario rivolto ai condomini riguardo i consumi connessi alla loro gestione domestica (consumo di energia elettrica, acqua, riscaldamento), alle loro abitudini d’acquisto (acquisti verdi, biologico, acque minerali), alla loro gestione dei rifiuti ed alla modalità di spostamento.
È stata realizzata una giornata di sensibilizzazione ed informazione sul ciclo di smaltimento dei rifiuti, poiché in molte situazioni era emersa molta sfiducia da parte dei condomini in questo settore. Sono stati visitati un’isola ecologica, dove i rifiuti vengono separati, e un inceneritore.

È stato attivato presso i condomini oggetto del progetto il passaggio dell’Ecomobile, navetta che raccoglie i rifiuti chimici di origine domestica (vernici, batterie, pile esauste, ecc.) per i quali non vi sono cassonetti. Tutti i rifiuti conferiti all’Ecomobile dai condomini facenti parte del progetto, contribuiscono, mediante un accordo tra AGEA e Coop Estense, a destinare fondi ad un progetto di cooperazione internazionale di Medici Senza Frontiere “Garantire l’assistenza sanitaria di base a Cuemba, cittadina dell’Angola”.

Sono stati organizzati degli incontri presso alcuni condomini nei quali è stata dimostrata l’efficacia e la semplicità nel montaggio dei riduttori di flusso per rubinetti e docce. È stata effettuata una attività di informazione e sensibilizzazione riguardo ai prodotti a marchio Ecolabel; per migliorarne la conoscenza sono stati distribuiti molti detergenti per pavimenti recanti questo marchio. Poi è stata realizzata una seconda giornata di sensibilizzazione ed informazione questa volta sul ciclo dell’acqua a Ferrara con visita alla centrale di potabilizzazione dell’ACOSEA.

È stata attivata la sperimentazione della raccolta differenziata della frazione organica dei rifiuti da parte di AGEA che ha distribuito a tutti i condomini appositi secchielli e sacchetti per la raccolta e ha posizionato gli appositi cassonetti nell’area adiacente ai condomini.
È stato inoltre realizzato un documentario (disponibile su Arcoiris.tv) che illustra tutte le fasi di progetto ed i risultati ottenuti a scopo di divulgazione.

Per saperne di più:
http://www.provincia.fe.it/agenda21/news/notizia.asp?idnews=1

Qual è il modello di pensiero alla radice dei consumi?

lavatrice

Posto qui una bellissima riflessione di un’amica, Elena, che scrive nella città segreta, un luogo magico e misterioso in cui un gruppo di persone pazzesche parlano di ambiente, nuovi stili di vita, pace, divertimento, mettendo in fila pensieri idee progetti che sono molto più concreti di tanti convegni e congressi sui massimi sistemi. Mi piacerebbe si aprisse qui una discussione rispetto all’utilizzo dei detersivi ecologici, e degli elettrodomestici di cui tutti, a vario modo, facciamo uso.

Da dove originano i mei modelli di uso e abuso dei detersivi industriali?

Sono figlia dell’ultima generazione di donne che lavava tutto a mano risparmiando su detersivi reperibili a fatica e caro prezzo. Per anni mia madre e la sua generazione ha lavato a mano ogni cosa. Fino a che è finalmente stata inventata la lavatrice, che prima o dopo è diventata accessibile e indispensabile a tutti.

Và da sè capire che mai prima di ora v’è stato necessità di demonizzare i lavaggi industriali, anzi, retrocedendo appena negli anni si scopre che l’ invenzione e la possibilità di utilizzo delle lavatrici e dei saponi è stato integrato nella nostra società come segno di benessere, di igiene, di rispetto sociale.

In fondo non bisogna andare tanto in là nei tempi per ricordare che l’igiene della casa e della persona non era certo così facile e alla portata prima dell’ avvento dell’era dei detersivi a go go. La lavatrice, i detersivi per la casa e per il corpo, l’acqua calda e corrente in casa, sono stati una conquista e un segno di “arrivo ” sociale.
Mai fino ad oggi nella storia dell’ umanità v’è stato da pensare o integrare la consapevolezza che il sapone liquido e qualunque altro detergente siano velenosi per il nostro corpo e per la terra in cui viviamo. Certo, non ci voleva una mente nemmeno 60 anni fà a pensarlo, ma se non lo vogliamo integrare adesso che ve n’è urgenza non è il caso di meravigliarsi per gli anni passati.

E’ da qui che voglio partire. Capire il modello che abbiamo integrato è importante. E’ la base che guida i nostri comportamenti. Se vogliamo portare dei cambiamenti nel nostro agire, pensare, fare, bisogna che andiamo a contattare la matrice che regola e indirizza il nostro fare. Una volta contattata e compresa, accettata, si può andare a modificarla su impostazioni nuove e in linea con i tempi di adesso.

In fondo da quando mia madre lavava a mano ogni singolo vestito, il mondo s’è fatto e rifatto tre volte. Ma se non lo si spiega al modello pensiero che ha passato 25000 anni a desiderare la lavatrice e il sapone, che gli agognati strumenti ci stanno distruggendo, per quanto noi si possa pensare di comprare un detersivo a basso impatto ambientale, vi sarà sempre una radicata fissazione da qualche parte dentro di noi che tifa sfegatatamente per un sapone dal profumo incantevoleeeeeeee che sbianca in maniera ecceeeelllsaaaa, lava meravigliosameeeenteeeee in una lavatrice ultimo modello, a 1000 giri e tremilafunzioni con settimila lucine!
Il nostro intento celebrale di sacrificare fatica e denari per i saponi biologici, sarà sotterraneamente sabotato da un modello inconscio potentissimo.

“vaglielo a spiegare all’ ominide abbarbicato alla lavatrice ultimo modello sognata dai tempi del paradiso terreste, che è ora di tornare ai vecchi tempi…”

Le primarie dei cittadini!

energia rinnovabile

Sul blog di Beppe Grillo è possibile visionare un vero e prorpio “patto per l’energia” che ogni coalizione seria che si candida a governare l’Italia nei prossimi cinque anni dovrebbe impegnarsi a realizzare concretamente! Ne va del futuro dei nostri figli e della terra stessa.
Per questo motivo, avendo sperimentato e visto sperimentare molte delle proposte dello staff di Beppe (tra cui l’amico e bravissimo Maurizio Pallante, tra le altre cose autore di “Un futuro senza luce” Editori Riuniti e il più recente “La decrescita felice“, sepre Editori Riuniti), ho deciso di postare anche qui le sue idee, impegnandomi fin da ora, nel caso le forze dell’Unione dovessero decidere di “ospitarmi” in lista come canidato per il Parlamento italiano, a portarle dentro le mura del palazzo e farne la mia missione da dipendente dei cittadini italiani per tutta la prossima legislatura!

Fino ad oggi le primarie le hanno fatte i nostri dipendenti. E’ arrivato il momento che le primarie le facciano i datori di lavoro. Da oggi pubblicherò una proposta su temi importanti come l’energia, i trasporti, le regole elettorali, aiutato da esperti riconosciuti, per ricevere i vostri commenti. I post saranno mantenuti visibili sulla barra di destra sotto il titolo: “Primarie dei cittadini” insieme ai vostri commenti fino alle elezioni.
Invito anche i rappresentanti dei partiti ad inviare a questo blog il loro punto di vista sui diversi aspetti trattati per pubblicarlo.

Proposte per l’energia.
L’efficienza con cui si usa l’energia in Italia è molto bassa. Almeno la metà dei consumi è costituita da sprechi che si possono evitare utilizzando tecnologie economicamente mature. Riducendo gli sprechi e aumentando l’efficienza non soltanto si ottiene la massima riduzione possibile delle emissioni di CO2 a parità di investimenti, ma in misura direttamente proporzionale si riducono le importazioni di fonti fossili e i risparmi che si ottengono consentono di pagare gli investimenti senza ricorrere a finanziamenti pubblici.

La crescita dell’efficienza e la riduzione degli sprechi costituiscono anche il pre-requisito per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che, allo stato attuale, costano di più e rendono meno delle fonti fossili. Solo se si riducono gli sprechi e si accresce l’efficienza il loro contributo alla soddisfazione del fabbisogno energetico diventa significativo e si recuperano i capitali necessari a sostenerne i costi.

Il consumo delle fonti fossili che importiamo si suddivide in tre grandi voci pressoché equivalenti: il riscaldamento degli ambienti, la produzione termoelettrica, i trasporti.
Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più.
Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento ambienti. Meno della metà del consumo medio italiano.
Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno.

Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve articolarsi nei seguenti punti:
applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici;
definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti;
riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti;
agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava;
elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri paesi europei.

Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38 per cento. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60 per cento. La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 94 per cento. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. Non è accettabile di per sé togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si spreca, è inconcepibile.
Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali). Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica.

Nella produzione di energia elettrica, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve articolarsi nei seguenti punti:
potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali esistenti;
incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc.;
estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW;
incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai chilowattora riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote;
incentivazione della produzione distribuita e del consumo in loco di energia termica con fonti rinnovabili (escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale);
applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica;
eliminazione degli incentivi previsti dal Cip 6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili;
incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò.

Nel settore dei trasporti occorre intervenire sia a livello tecnico, incentivando lo sviluppo di mezzi di trasporto più efficienti e meno inquinanti, sia a livello organizzativo, favorendo lo sviluppo dei mezzi di trasporto pubblici e disincentivando l’uso dei mezzi privati soprattutto nelle aree urbane fortemente congestionate.
Nei trasporti urbani il fulcro su cui fare leva è il potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e l’introduzione di mezzi pubblici a uso individuale, con motori elettrici alimentati da reti e non da batterie.
Una versione più interessante, versatile e flessibile dei filobus tradizionali, improvvidamente abbandonati negli scorsi decenni, si può realizzare posizionando reti di cavi elettrici protetti sull’asfalto stradale. In questo modo si possono alimentare non solo mezzi di trasporto pubblici collettivi, ma anche flotte di automobili pubbliche a uso individuale con pagamento al consumo mediante scheda elettronica prepagata. L’effetto combinato di queste misure tecniche e organizzative può consentire di porre limitazioni sempre più rigorose al traffico privato accelerando al contempo la velocità degli spostamenti e ricostruendo la possibilità di realizzare la funzione «da porta a porta», che nelle aree urbane le automobili hanno ormai perso da tempo.
A partire da queste premesse acquisiscono una utilità effettiva in termini di riduzione dei consumi di fonti fossili e di impatto ambientale tutte le innovazioni tecnologiche finalizzate a ridurre le emissioni inquinanti delle automobili e ad accrescere il numero dei chilometri percorsi per litro di carburante.

Quanti “dipendenti” sottoscriveranno questo programma?

Messaggi nella bottiglia

messaggi nella bottiglia

Diario di bordo – Seconda puntata

Dopo circa tre settimane dall’inizio di questa campagna elettorale, che ancora campagna non è, voglio ringraziare le centinaia di persone che hanno inviato una mail, scritto un commento, telefonato in comune per sostenere la mia candidatura.

Sono tanti i cittadini felici di appoggiare un candidato strano, senza tessere di partito in tasca, che parla del futuro sperimentando nel presente, sulla propria pelle, progetti concreti legati all’ambiente. Progetti che sono la prova provata di quanto e come sia possibile modificare questo insostenibile modello di sviluppo, e mettere finalmente in discussione una società basata sull cultura dell’usa e getta, del tutto e subito, dell’Alta Velocità!

Il Sindaco di Settimo Rottaro (TO) si chiama Francesco Comotto, è una persona in gamba, un ragazzo con la faccia e il cuore puliti. L’ho conosciuto nel 2004, quando ho partecipato ad un convegno organizzato dal suo comune, in una sala stracolma di gente in un paesino di poche centinaia di abitanti. Nella sua mail di sostegno mi racconta dei problemi che ci sono dalle sue parti: “Non riesco a immaginare come potrà venire accolta questa tua iniziativa dai partiti, soprattutto da quelli “amici“. Io sto vivendo una fase critica della mia attività politica extra comunale perchè, ora che comincio a capire i meccanismi, mi accorgo che soprattutto tra alcuni partiti del centrosinistra (senza fare nomi DS e margherita) esiste un patto di non belligeranza che fa sì che il loro massimo sforzo venga fatto per occupare posizioni nei consorzi, società partecipate, enti locali dopodichè, una volta piazzati gli amici, di partecipazione e politica dal basso non si parla più. Vedi la vergognosa situazione in Val Susa e tieni conto che sia la Provincia di Torino che la Regione Piemonte sono in mano a giunte di centrosinistra. Dopo questa mail scriverò un pezzo da inviare ai giornali locali perchè non si può più stare zitti anche se poi faranno di tutto per emarginarmi come già stanno facendo in seguito a qualche mia uscita pubblica su inceneritori, parchi tematici da 11 milioni di persone/anno, grandi centri commerciali e così via”.

Padre Ottavio arriva dritto alle emozioni, quando mi scrive la prima volta un suo parere: ” Se qualcuno deve portare nella politica i temi che ci stanno a cuore dovrebbe essere qualcuno che ha una visione ampia, che sa presentare il tutto con amabilità per coinvolgere e non per imporre. Lottare contro è sempre una battaglia che stanca e perdente; dobbiamo lottare in favore: vuoi vivere rispetta te stesso, rispetta la natura, non contaminare…. vuoi che tutti vivano… Non vuoi questo o lo vuoi attraverso altre strade, non ti disprezzo ma ti dico solamente che non possiamo indentificarci su questi punti, forse su altri sì. Non devono unirci solo i contenuti o le mete ma anche le strategie per raggiungerle. E’ ciò che mi fa paura adesso nel centrosinistra che potrebbe anche franare perché le strategie a volte sono proprio opposte, non convergono, non rispettano e non coinvolgono la persona. Mettono in primo piano l’ideologia, a volte anche religiosa, o i principi e non la persona come individuo e come gruppo. Bigona rifletterci su. I grandi politici hanno sempre saputo dialogare con tutti, certamente anche a te che sei giovane vengono alla mente tanti nome cominciando da La Pira, da Dossetti. Non posso e non devo parlare di più ma si ti dico: lanciati nel contesto di questi ambiti. E io ti accompagno con la mia stima e la mia preghiera. Un saluto affettuoso”.

Fracesco Gesualdi evidenzia il rischio di “venire inglobati nella recita del parlamento, dove tutti interpretano un ruolo mentre le decisioni si prendono altrove, nelle segreterie dei partiti!. Ecco perché sarebbe interessante poter presentare uno, dieci, cento candidati del movimento, per poter sperare di incidere concretamente sulla realtà.”

Ne mancano 99, qualcuno vuol farsi avanti?

Corteo sul web!

marcia

Appuntamento alle 18 su www.jacopofo.com. Entra in chat e aderisci alla marcia virtuale per chiedere le dimissioni dei vertici DS!

Questa è una marcia virtuale, ma tra tutte le marce fatte in questi anni di movimenti è forse la più concreta, e reale.
Siamo il popolo della pace, ancora una volta in fila indiana per dire basta a questa politica in avanzato stato di decomposizione.
Abbiamo scelto di non prendere un treno, stavolta, o un pullman, di non invadere le strade e le piazze della capitale, perché troppo impegnati a costruire ogni giorno quel mondo di cui voi, asserragliati nei palazzi del potere, ignorate l’esistenza.

Questa è la nostra marcia, colorata e vera, spensierata e mite, come ogni marcia dovrebbe essere. Siamo qui, ognuno nel qui che gli sta intorno, per dirvi che siamo stanchi delle vostre facce stralunate, dei vostri campionati di parole vuote, dove vince chi tiene la parola più a lungo, senza dire niente.

Questa è la marcia dell’ingorgo dei pensieri, delle idee fatte circolare in un secondo, per ogni click un passo, e un altro ancora. Vi vogliamo fuori dalle scatole, dimettetevi. Non pretendiamo confessioni, mea culpa retroattivi sulle guerre e le bicamerali, sui conflitti d’interesse e i cpt, sui contratti co.co.co. e gli acquedotti alle multinazionali. Non pretendiamo tanto.

Siamo la marcia dell’accontentarsi, ci basterebbe svegliarci, domattina, e assistere in tv alla sfilata di un gruppo di politici che, in punta di piedi e senza farla tanto lunga, semplicemente, escono di scena. Perché c’è un limite per tutto, e tutti quanti li avete superati, per troppo tempo. Fate come i “vostri” dirigenti delle “vostre” assicurazioni, staccate la spina.

Questo è il nostro slogan e la nostra marcia, oggi siamo qui e domani ancora. Continueremo a marciare e costruire, pezzo per pezzo, un nuovo modo di essere cittadinanza, persone, comunità, popolo. Senza segreterie, correntoni, palazzi, riunioni, vertici, poltrone.

Semplicemente, senza di voi!