I sindacati, la FIAT e la mobilità sostenibile

mobilità sostenibile

Ieri al telegiornale (nella rubrica in collegamento dalla Borsa di Milano) danno la notizia relativa all’immatricolazione di automobili nel mese di febbraio: più 10%. Grande balzo in avanti della FIAT, che recupera quote di mercato in Italia e nel resto d’Europa. Entusiasmo dai vertici dell’azienda. Soddisfatti i sindacati.

Un giorno vorrei che qualcuno spiegasse ai signori del sindacato, e a certa sinistra, che non è un bene se continuiamo ad acquistare nuove macchine e che sarebbe ora di pensare ad una riconversione dell’industria automobilistica italiana (ricordate la proposta di Beppe Grillo andata in onda in prima serata qualche anno fa grazie a “Striscia la notizia” sull’auto super ecologica progettata da Greenpeace?!).

Ormai usiamo l’auto per andare al gabinetto, diamo ai nostri figli mostri giganteschi che fanno i 200 all’ora su strade che assomigliano sempre più al far west, non ci preoccupiamo minimamente del funerale dell’ultimo modello acquistato a rate (indebitandoci a dismisura…) che andrà a finire dietro un qualche argine al riparo (fin che la montagna supera la collinetta) da sguardi miopi.

Invece di investire in mobilità sostenibile ci perdiamo a rincorrere il mercato per salvare i consumi e l’occupazione: senza capire che è proprio questa la logica che fa perdere il lavoro e, di conseguenza, diminuisce i consumi. Ma in fondo è da pericolosi no global idealisti parlare di potenziamento dei mezzi di trasporto pubblico, car sharing e car pooling, costruzione di una rete di piste ciclopedonali, attivazione di pedibus di quartiere, creazione della figura del mobility manager in ogni città.

Mi sarebbe piaciuto sentir dire qualcosa in proposito dai due pensionati, in prima serata l’altra sera, su RAI 1…

Macchina comunale ecologica

municipio verde

Il 40 per cento degli acquisti del Comune di Padova sono già ecosostenibili, una percentuale che è raddoppiata nell’ultimo anno e mezzo. Insomma tra carta riciclata, detersivi, toner ricaricabili per le stampanti, lampadine a basso consumo e impianti a metano per le automobili, la macchina burocratica del comune sta diventando sempre meno inquinante.

E’ questo il biglietto da visita con cui l’amministrazione municipale guidata da Flavio Zanonato si presenta a Sep Pollution, il salone delle ecotecnologie, in corso alle fiere di Padova e che si concluderà domani.

E il Comune si è attrezzato in forze per partecipare ai tre giorni di fiera: è presente infatti uno stand di Informambiente, il servizio di informazione del relativo settore comunale. «Abbiamo organizzato una serie di convegni sui temi caldi dell’ambiente» annuncia l’assessore Francesco Bicciato.

Giovedì si è parlato del green purchasing, vale a dire i cosiddetti «acquisti verdi», l’acquisto cioè di prodotti ecocompatibili: «Ci sono già 250 prodotti di questo tipo disponibili e i margini per incrementare questo tipo di acquisti sono elevati – spiega l’assessore Bicciato – La pubblica amministrazione deve dare il buon esempio, in modo poi da coinvolgere anche esercenti e negozianti in un circolo virtuoso».

L’ultima novità è l’acquisto, da parte degli assessorati, di caffè equo e solidale. Ma non solo: si sta preparando anche una certificazione del legno acquistato dall’amministrazione per mobili e biblioteche. Oggi è invece in programma il tema del piano energetico (trovi materiale di approfondimento su questo blog e su quello di Jacopo Fo, www.jacopofo.com), mettendo a confronto Padova con Friburgo, città simbolo della lotta allo spreco.

Per informazioni: www.padovafiere.it

Fiera sostenibile!

fa la cosa giusta

Bene, ci siamo.
Questo fine settimana c’è la nuova, imperdibile edizione della fiera “Fà la cosa giusta” a Milano. Da non perdere per nessuna ragione al mondo. Tre giorni di convegni, incontri, stand di un modo diverso di concepire la nostra esistenza sulla terra. Letteralmente. Dai vestiti che indossiamo ai prodotti che mangiamo. Dai trasporti alla finanza alle tecnologie ecologiche. Un appuntamento fondamentale per chi è stufo di starsene chiuso in casa a sentire sempre le stesse facce raccontare, sempre nello stesso modo, un Paese virtuale. Il Paese della Politica dei matrix e porta a porta… Ecco come si presenta la fiera.

La terza edizione di Fa’ la cosa giusta! Milano è organizzata da “Terre di mezzo”, giornale ed editore di strada, in collaborazione con l’associazione “Insieme nelle Terre di Mezzo”.
E’ la più grande occasione d’incontro in Italia tra realtà, persone, gruppi, associazioni, imprese profit e non profit, enti pubblici che promuovono l’economia solidale, i consumi responsabili, gli stili di vita sostenibili, la
responsabilità sociale d’impresa.
“Fa’ la cosa giusta!” è una mostra-mercato con oltre 200 espositori: realtà di agricoltura biologica, commercio equo e solidale, finanza etica e microcredito, cooperazione sociale, turismo, mobilità sostenibile, energie rinnovabili, riciclo e riutilizzo materiali, editoria e comunicazione per il non profit, software libero, design per la sostenibilità, pace, nonviolenza e partecipazione, promozione dell’economia solidale, educazione al consumo e tutela del consumatore, programmi di sostenibilità degli enti pubblici locali.
“Fa’ la cosa giusta!” è oggi ormai un progetto nazionale, che ha portato alla nascita di una fiera gemella a Trento (4-6 novembre 2005), a importanti collaborazioni (il “SANA” a Bologna, “Young Words Happening-Tregua Olimpica” a Torino). Numerosi i progetti in via di definizione in diverse città italiane, sia in sinergia con le pubbliche amministrazioni che con realtà del non profit.

Il programma
Grandi nomi a confronto con le realtà di base, con i giornalisti e il pubblico. Convegni e incontri su temi quali:
Il cibo biologico, equo, “slow” e locale contro cibo globale, “fast”, geneticamente modificato quale nesso tra la guerra e il nostro stile di vita e di consumo? Limiti e punti di forza dell’economia solidale; politiche per la sostenibilità ambientale e sociale; i rapporti Nord-Sud del mondo; un nuovo turismo (responsabile) per l’Italia.

Pensieri pubblici
Gli amministratori e le istituzioni incontrano i cittadini, illustrano e discutono le proprie iniziative.
Uno spazio dedicato alle istituzioni per discutere con i cittadini di: gestione dei rifiuti; mobilità sostenibile; risparmio energetico; partecipazione.

Sai la cosa giusta?
A Fa’ la cosa giusta! ogni domanda ha una risposta. Workshop, seminari e incontri di formazione:
Come funziona un gruppo d’acquisto solidale (Gas)? Cose è il free software? A cosa serve il microcredito?
Come si comunica in una fiera come la nostra?

Cibo per la mente
Nella sala Art Food, all’interno della Sezione Nazionale “Mangia come parli”, degustazioni, laboratori e seminari su agricoltura biologica, fattorie sociali, contadini “custodi” dei semi e molto altro ancora.

Incontri Autogestiti
Proiezioni, seminari di informazione e formazione, presentazione di libri e di esperienze, organizzati dai partner e dagli espositori di “Fa’ la cosa giusta!”.

Il programma dettagliato lo trovate sul sito www.falacosagiusta.org

Il Paese di ieri…!

boxe

Il Paese di ieri. E’ questo, tra tutti i commenti possibili, quello che mi viene da dire ripensando al duello Prodi-Berlusconi andato in onda sulla tv di Stato ieri sera.

Due signori di una certa età che a distanza di dieci anni si ritrovano a discutere delle stesse cose, con le stesse parole e frasi, pause, accuse, espressioni. Solo in uno studio leggermente diverso, con regole d’ingaggio che i relativi staff hanno steso a lenzuolo dopo infinite riunioni, accordi, compromessi.

E’ l’Italia delle tre C, alle quale mi piacerebbe vedere un giorno contrapporre le nostre 4 R: alle loro CRESCERE COSTRUIRE CONSUMARE bisognerebbe finalmente mettere in pratica le nostre RICICLO RIUSO RIPARO RISPARMIO.

Poi nel merito si può dire che Berlusconi è stato ripetitivo ed è sembrato un filino nervoso, che Prodi è più simpatico e rassicurante, ma sono dettagli, appunto, di un’Italia e di una politica di ieri. Che non ci rappresenta più. Che stanca. Che dice cose che raccontano un Paese che non esiste. Semplicemente.

A tutto questo aggiungo un piccolo dettaglio, grande come una montagna: alle 22.37, rispondendo ad una domanda sull’Iran, il professore ha detto che un intervento chirurgico potrebbe essere autorizzato e sostenuto dall’Italia solo in caso di beneplacito da parte delle Nazioni Unite. Cioè, in parole povere: se ci sarà un attacco all’Iran da parte dell’Occidente non ci tireremo certo indietro.

Alla faccia del popolo della pace e della Costituzione italiana.

Pensionati d’oro…

pensionati

Questa sera i due pensionati più potenti d’Italia si ritrovano, esattamente dopo dieci anni, per dire cosa farebbero in caso gli italiani affidassero loro la guida del nostro trasandato belpaese.

La prima cosa che mi viene in mente di dire è che sarà un pò come il big match di domenica sera tra Juve e Milan: grande attesa, uno share altissimo, aspettative increbibili per poi assistere al solito niente di fatto. Reti inviolate, gioco nullo, campo pessimo. Insomma, una noia mortale.

Prevedo che stasera sarà più o meno lo stesso, con l’unica differenza che a giocare saranno due over 70 che la dice lunga sul ricambio generazionale che, unico Paese al mondo, avviene solo per sopravvenute cause di forza maggiore…!

Detto questo, staremo di fronte a due persone che ci parleranno di economia, lavoro, rilancio del PIL, e via discorrendo. Sarebbe stato molto più interessante e utile assistere ad una nuova puntata di W l’Italia di Riccardo Iacona (l’avete vista la puntata dell’altra sera sulle case?!).

Buona visione!

Trecento per settanta. Si riparte!

cambieresti?

CAmbieReSti? Energia 300X70
Il Comune di Venezia propone di proseguire l’esperienza di Cambieresti? con un nuovo progetto centrato su uno degli undici temi affrontati: il risparmio energetico.

In Italia un edificio consuma mediamente 150 kilowattora al metro quadro all’anno per il riscaldamento con elevati consumi di materie prime. Uno spreco considerando che le tecnologie attuali permettono di scendere sotto i 70Kwh/mq, senza per questo rinunciare ai livelli di comfort a cui siamo abituati. Inoltre entro il 2006 tutti gli edifici di nuova costruzione o ristrutturati dovranno dotarsi di certificazione energetica.

Il progetto Cambieresti? energia. 300×70, attraverso azioni e interventi mirati sulle abitazioni, intende arrivare a ridurre sensibilmente i consumi da riscaldamento domestico con minori emissioni da anidride carbonica.

Il progetto, che avrà una durata di 14 mesi a partire da maggio 2006, è rivolto a 300 famiglie, che accettano con il supporto tecnico e finanziario offerto dal progetto, di modificare il proprio alloggio e i propri impianti termici, sfruttando le potenzialità di soluzioni più efficienti e mettendo in atto comportamenti più consapevoli.

Tra le famiglie che daranno la propria adesione ne saranno selezionate 300. Quelle escluse avranno comunque la possibilità di seguire l’andamento della sperimentazione e di ricevere a casa i materiali informativi prodotti.

I partecipanti avranno a disposizione: un ciclo di incontri con esperti; uno sportello informativo; un manuale sulle varie tipologie di intervento.

Per l’attuazione degli interventi, saranno proposte: soluzioni tecnicamente praticabili – anche attraverso il coinvolgimento di una rete di produttori e installatori di impianti a livello locale; soluzioni finanziarie che permettano di attuare gli interventi ripagandoli con il risparmio ottenuto.

Fogna. Depuratore. Fiume. Mare.

casa vecchia

Di Maurizio Pallante
(Tratto dal mensile “CARTA ETC.”, numero 1/gennaio 2006)

(…)Maestra, posso fare la pipì? Sì, però ricordati di tirare l’acqua. Dieci litri di acqua potabile per far scendere nelle condutture di scarico tre decilitri di pipì. Io sono una persona molto pulita, faccio la doccia due volte al giorno. Trenta litri di acqua potabile per togliersi di dosso profumi e deodoranti e rimetterseli. E la lavatrice, la lavastoviglie, un pò d’acqua anche per i vasi dei fiori. Ma come? Hai strappato via ogni forma di vegetazione, hai impedito che la pioggia la fecondasse e adesso ti metti un vasetto di gerani sul balcone! Mettili finti, almeno quelli non devi bagnarli. Tanto è tutto finto intorno! Ma l’acqua che usi in questi modi, che fine fa? Fogne, depuratore, fiume, mare. Anche questa viene sottratta al suo ciclo. Anche questa sottrazione impoverisce la terra.

Ehi!, non ho capito cosa stai dicendo. Non devo tirare l’acqua dopo aver fatto la pipì? Devo andare in giro puzzolente, senza lavarmi? No. Calma. Devi solo capire da dove viene e dove va l’acqua che usi. Perché se continui a impedire che la pioggia penetri nella terra per ricostruire le falde idriche e contemporaneamente consumi sempre più acqua per usi igienici in molti casi non indispensabili, prima o poi arriverà il momento che non ne hai più neanche per i bisogni necessari. Invece di pensare ai tuoi gerani, fai in modo che la politica urbanistica nella tua città riduca al minimo le superfici impermeabilizzate e ampli al massimo le superfici verdi. Non sto parlando dei giardinetti, ma di un capovolgimento dei rapporti tra organico e inorganico. Il verde non deve più essere costituito da isolette in mezzo all’edificato, ma viceversa. Non si può più? E allora è meglio che tu vada in un posto dove è ancora così.

Anche l’acqua della tua doccia, del tuo water, dei tuoi lavandini e della tua lavatrice può essere reinserita nel suo ciclo e tornare ad alimentare le falde idriche da cui si prende. Invece di incanalarla sul tragitto fogna-depuratore-fiume-mare, può essere depurata biologicamente in impianti di fitodepurazione che le fanno ripercorrere, in un tragitto studiato appositamente, il ciclo della depurazione fisica, chimica e batteriologica attraversato dall’acqua tra la superficie della terra e le falde idriche. Dopo di che potrà essere utilizzata per bagnare nelle superfici verdi la vegetazione non destinata all’alimentazione. Quella che non entrerà nel processo della fotosintesi scenderà in profondità nella terra dove attraverserà di nuovo le fasi della depurazione naturale che la renderanno potabile.

L’acqua e la terra. Lungo il torrente Chiusella, in una valle appartata del Piemonte dove il treno ad alta velocità non passerà e l’unico impianto di sci è stato chiuso per mancanza di clienti, nella borgata di Tallorno, oltre i confini della rete elettrica e della rete stradale, accanto ad una vecchia casetta di pietra ristrutturata per amore e non per interesse (si vede perché è allegra e ti comunica la sua allegria), un piccolo generatore eolico, appena un’asta di ferro con tre palette a cucchiai verniciati di rosso e un timone rosso anche lui, gira orientandosi in continuazione al vento per non restare mai fermo. Produce più energia elettrica di quella di cui ha bisogno la casetta e con l’eccedenza pompa l’acqua del fiume in un irrigatore che la spruzza allegramente a giro in un prato verdissimo. La prende dalla terra e la restituisce alla terra dopo averle fatto nutrire la vegetazione, gli animali e la famiglia saggia che l’ha installato.

Come sarà il carattere delle mucche che se ne nutriranno? Come sarà il carattere di chi mangerà il formaggio fatto col loro latte?

Campagna elettorale ecologica

vota antonio

Una cosa positiva di questa legge elettorale si può dire: è la prima “ecologica” della storia! Con il fatto che una quindicina di persone in Italia hanno deciso come in una partita del Monopoli chi andrà in Parlamento e chi no (già oggi sulla base dei risultati delle scorse elezioni, con un margine di errore di poche unità di deputati e senatori, si può comporre l’elenco delle persone che siederanno nei banchi di Montecitorio e Piazza Madama…), sarà eliminato l’effetto collaterale dei famigerati “santini“!

Nessuno dei candidati deputati e senatori spenderà un solo euro per far stampare e recapitare nelle nostre case migliaia di tonnellate di carta patinata con appelli al voto, pacche sulle spalle ideologiche, strizzatine d’occhio di promesse e raccomandazioni! Non serviranno più a niente, essendo già tutto deciso in partenza

La cosa allucinante è vedere che non solo abbiamo fatto un passo indietro rispetto allo pseudo maggioritario della Seconda Repubblica, ma addirittura questo proporzionale supera per mancanza di democrazia quello della Prima Repubblica: siamo cioè entrati in una sorta di Repubblica Zero in cui non sono più le segreterie dei partiti a comporre una lista di candidati che poi, con le preferenze, i cittadini scelgono di promuovere o bocciare, ma i segretari di partito che, telefonino alla mano, decidono chi sale e chi scende, mettendo in fila dall’alto verso il basso una schiera di “yesmen”.

Italia, forza…

P.S.: è evidente che il prossimo Governo di centro sinistra (speriamo bene…) dovrà impegnarsi a modificare prima possibile una legge assurda, che priva i cittadini di una libertà sacrosanta, scegliere realmente per chi votare attraverso le preferenze.

Il sogno è vedere un giorno i cittadini liberi finalmente di scegliere anche chi candidare alle elezioni, cioè chi potrà rappresentare per loro il loro territorio. Dei deputati e senatori portavoce della gente, insomma, e non portaborse dei partiti

Ma questa è un’altra storia.

Trasporto sostenibile a Modena

bici elettriche

Il Comune di Modena ha rifinanziato il fondo per i contributi destinati ai cittadini e alle organizzazioni che acquistano veicoli elettrici, mettendo a disposizione altri 80 mila euro. In tal modo, i cittadini, le ditte e le associazioni modenesi potranno richiede gli eco-incentivi anche per il 2006.

L’entità del contributo è pari al 35% della spesa sostenuta e arriva fino ad un massimo di oltre 5.000 euro per un autoveicolo. L’erogazione degli incentivi economici da parte del Comune di Modena ha favorito anzitutto la riduzione dell’inquinamento da traffico, spostando una quota di automobilisti e motociclisti all’uso di mezzi non inquinanti.

Ha inoltre contribuito a sostenere il mercato dei veicoli elettrici, particolarmente adatti agli spostamenti urbani, nonostante il blocco dei contributi statali che perdura dal 2004. Dal 2001 ad oggi, infatti, sono stati assegnati oltre 1100 “premi” ai cittadini che hanno acquistato un mezzo ecologico (biciclette, ciclomotori, motocicli e autoveicoli), per una spesa totale di circa 400.000 euro. I veicoli più gettonati sono le biciclette (che assorbono il 95% dei contributi), seguiti dagli autoveicoli e dagli scooter elettrici.

Dalle analisi sui beneficiari dei contributi comunali, risulta che la bicicletta elettrica non attrae più solo gli anziani, i primi a scoprirne i vantaggi, ma sempre più le persone in piena attività lavorativa e i giovani. Le persone in età lavorativa sono nettamente in maggioranza, il 71%, mentre i pensionati rappresentano il 24% dei destinatari dei contributi. Il rimanente 5% è riferito ai giovani. È anche interessante il sostanziale equilibrio tra uomini (56%) e donne (44%), che conferma la trasversalità dell’attenzione alle tematiche ambientali. Attingono agli incentivi comunali non solo le persone, ma anche le organizzazioni economiche e sociali. Su 1100 contributi totali erogati, sono circa 60 (il 5% circa) gli incentivi assegnati a ditte e associazioni modenesi.

In termini finanziari, tuttavia, le risorse loro destinate rappresentano una quota di oltre il 20%, in quanto hanno acquistato quasi tutti gli autoveicoli elettrici cofinanziati. L’interesse delle aziende per i veicoli elettrici si fonda anche sui vantaggi derivanti dalla decisione del Comune di Modena di liberalizzare la loro circolazione nella zona a traffico limitato e di rendere gratuita per essi la sosta a pagamento.

Per informazioni e presentazione domande: Comune di Modena – Settore Pianificazione territoriale, Trasporti e Mobilità – Ufficio Comunicazione territorio (via Santi 60, 8° piano, tel. 059-2032196. Fax 059-2032393. Apertura Ufficio: lunedì e giovedì, dalle 15 alle 18.

Manuale della sostenibilità

sostenibilità

Manuale della sostenibilità
Idee, concetti, nuove discipline capaci di futuro
di Gianfranco Bologna
Edizioni Ambiente
331 pp, 20 euro

“Sostenibilità dello sviluppo” oggi sembra una formula magica per affrontare i gravi problemi che incombono sul nostro futuro e per risolvere quelli che già affollano il nostro presente: dalla crisi energetica alla perdita di biodiversità, dal cambiamento climatico fino alle varie forme di inquinamento delle acque, dell’aria e del suolo. In realtà, per rendere sostenibile lo sviluppo non esistono ricette definite. La sostenibilità è uno scenario complesso, che non abbiamo ancora finito di esplorare, e che ha bisogno di scienze e politiche nuove. Manuale della sostenibilità è una sorta di guida pratica a quella che oggi può essere definita “Scienza della sostenibilità”, per offrire a chiunque, ma soprattutto a chi voglia occuparsi professionalmente di queste problematiche, un quadro di riferimento completo e riccamente documentato.

La “Sustainability Science” è ormai uno straordinario laboratorio di idee, indagini e teorie innovative che sono confluite in una nuova scienza transdisciplinare che sta trasformando la nostra visione del mondo. È un modello di pensiero che cerca di integrare la civiltà contemporanea con la complessità della natura e propone un’idea credibile di “sviluppo”, in opposizione al mito della “crescita” a tutti i costi.

L’ambizione dell’autore è far emergere i notevoli sviluppi delle discipline impegnate sul tema, illustrare le loro reciproche contaminazioni, il loro agire nel concreto, e fornire gli elementi e gli stimoli necessari per intuirne la portata e approfondirne i contenuti.
Nel volume, Gianfranco Bologna, ricostruisce il significato che il termine “sostenibilità” ha assunto negli anni più recenti, partendo dalle idee e dai concetti che ne hanno tracciato la storia per arrivare alle nuove scienze che ne disegnano la prospettiva. Il percorso si sviluppa in sei capitoli: dopo una rapida diagnosi degli attuali impatti della nostra specie, si descrivono i personaggi e le idee chiave che hanno progressivamente costruito la “Sustainability Science”, le teorie di riferimento, le forme di applicazione concreta e di coordinamento internazionale sul tema. In chiusura, approfondimento di due questioni che impegneranno l’agenda politica anche nei prossimi anni: il cambiamento climatico e il crescente impoverimento della diversità biologica. In appendice, un glossario che richiama in forma sintetica definizioni, concetti, sigle e termini tecnici utilizzati nel testo.