La Provincia di Milano acquista verde

Acquisti Verdi della Provincia di Milano – Un contributo per la sostenibilità ambientale.

L’acquisizione di comportamenti che favoriscano a tutti i livelli la sostenibilità ambientale è una necessità irrinunciabile anche per gli enti pubblici. La Provincia di Milano, la prima in Italia ad affiancare all’iscrizione al proprio Albo Fornitori on line la sottoscrizione di un Codice etico che premia i comportamenti virtuosi delle aziende in ambito ambientale e sociale, ha avviato un progetto di Acquisti Verdi, con lo scopo di convertire il proprio sistema di forniture per orientarlo verso prodotti dal ridotto impatto ambientale.

Gli assessori al territorio, parchi e Agenda 21 Pietro Mezzi e ai sistemi informativi, provveditorato ed economato Giorgio Calò hanno definito un percorso per ottenere questo obiettivo. Attraverso un bando di gara è stata selezionata una società che nei prossimi 15 mesi analizzerà il flusso degli acquisti, individuerà la filiera di prodotti e preparerà i bandi di appalto per le forniture che dovranno rispondere ai requisiti di sostenibilità.

Le caratteristiche del Progetto Acquisti Verdi saranno presentate Giovedì 2 febbraio h 10.30 presso la Sala degli Affreschi, via Vivaio 1, Milano.

La sinistra di Ferrante

ferrante

Con tutto il rispetto,
oggi sono molto incavolato con i cittadini di Milano! Mi chiedo come sia possibile che un’intera città possa farsi sfuggire l’occasione (storica) di un cambiamento reale, di un’inversione di rotta totale. Di una speranza vera!

Con tutto il rispetto,
sono molto incazzato con i vertici (ottusi) del centrosinistra milanese (e nazionale…!), che hanno scelto di candidare un prefetto a sindaco della città (esclusa rifondazione e un pezzo dei verdi). Ma come si fa, dico io, a non cogliere (non voler cogliere) la straordinaria occasione di avere Dario Fo che si mette in gioco, alla sua età, per amore della sua città. E non fare di tutto per sostenerlo, aiutarlo, candidarlo!

Oggi sono molto incavolato, e triste, ma in fondo non mi stupisco perché è sempre la stessa storia che si ripete: uno come Dario Fo è meglio non averlo tra i piedi, troppo poco prevedibile, governabile.

Troppo libero!

Sconsigli per gli acquisti!

bottiglie

La lotta gli sprechi dovrebbe essere il pilastro fondamentale della politica ambientale ed economica mondiale. Ma sappiamo che le grandi trasformazioni si realizzano solo come risultato di un profondo cambiamento di mentalità e gli obiettivi apparentemente lontani possono essere raggiunti solo con l’effetto cumulativo di piccoli comportamenti individuali.
Questo progetto realizzato dalla Provincia di Ferrara ha lo scopo di ridurre la produzione di rifiuti in grandi strutture come mense, scuole, circoli culturali, sia di promuovere e diffondere tra i cittadini le buone pratiche ambientali attuabili nella vita di tutti i giorni : partendo dall’educazione alla riduzione allo spreco in ambito collettivo ci si propone di riportare i frutti dell’esperienza e degli esempi comportamentali nell’ambito domestico .

Sergio Golinelli
Assessore all’Ambiente. A21L e Cooperazione Internazionale
della Provincia di FERRARA

Più fontane, Meno bottiglie
Negli ultimi anni il rispetto dell’ambiente ed una politica più attenta delle risorse, il loro risparmio e utilizzo critico, sono entrati a far parte di alcune delle linee di pensiero globali. Tra tutte le risorse si prende in considerazione l’acqua, vista come il bene comune più importante, poiché senza acqua nessuna forma di vita è possibile.
Come forse già noto, il consumo di acqua minerale in bottiglia sta progressivamente aumentando in tutti i paesi occidentali, ed in particolare in Italia, che con un consumo medio pro – capite di 182 litri/anno, è diventato il principale consumatore di acqua minerale a livello mondiale.
Questo aumento del consumo di acqua in bottiglia, con conseguente aumento dei rifiuti, risulta essere ingiustificato; infatti viene facilmente dimenticato che dal punto di vista normativo le acque in bottiglia non danno affatto nel complesso maggiori garanzie di salubrità rispetto all’acqua di rubinetto, tanto che per alcune sostanze inquinanti la normativa italiana stabilisce per le acque minerali naturali addirittura dei limiti di concentrazione di inquinanti meno restrittivi di quelli previsti per le acque potabili. Senza contare il fatto che per le acque minerali le analisi complete vengono effettuate a scadenza quinquennale, mentre i laboratori che eseguono i controlli sulle acque potabili effettuano la loro analisi con periodicità per lo più giornaliera.

Bevo ma quanto inquino?
Questa tendenza al consumo di acqua in bottiglia genera una notevole fonte di inquinamento e di spreco delle risorse, soprattutto per quanto riguarda la produzione e lo smaltimento di un’enorme quantità di bottiglie di plastica, e dalle emissioni in atmosfera per il trasporto su gomma. Infatti il consumo di acqua imbottigliata produce circa un milione e mezzo di tonnellate di plastica all’anno: per produrle bisogna bruciare e trasformare una quantità di petrolio almeno doppia. E già a questo stadio l’acqua minerale contribuisce a inquinare l’atmosfera e ad accrescere l’effetto serra.
L’acqua in bottiglia viene trasportata in camion e per nave, e quindi a petrolio. Ecco un secondo contributo all’inquinamento e all’effetto serra. Un terzo contributo viene poi dalla necessità di smaltire il milione e mezzo di tonnellate di plastica, attraverso impianti di riciclaggio o inceneritori.
In questo caso quindi assistiamo ad un’assoluta inconsapevolezza del fatto che spesso il godimento di un prodotto presentato ai consumatori nelle forme più convenienti per il mercato, crei danni globalmente superiori al beneficio immediato che sembra apportare al suo diretto fruitore.

Oltre ad adoperarsi per il risparmio, per migliorare i comportamenti ambientalmente corretti, ogni cittadino quindi, nei confronti di questa risorsa, può adoperarsi per un consumo più critico, che non solo vuol dire risparmio, ma riduzione dei rifiuti e rispetto del valore intrinseco dell’acqua come elemento fondamentale e bene comune, bisogno fondamentale a cui ogni essere vivente deve avere diritto, non merce costosa e causa di inquinamento, ma bene liberamente accessibile.

Sostituire quindi, punti d’acqua comuni a cumuli di rifiuti.
Nell’intento di promuovere un uso sostenibile della risorsa idrica destinata al consumo umano, allo scopo di dare incisività alla prevenzione della produzione dei rifiuti da imballaggio, la Provincia di Ferrara, tramite il Servizio Risorse Idriche e Tutela Ambientale, ha avanzato la proposta di costruire delle offerte “alternative” di acqua da bere, destinate ad uso umano, a vari livelli, che consentano ai cittadini di adoperarsi concretamente per una minore produzione di rifiuti. Con questi intenti si è ipotizzato lo sviluppo di un approvvigionamento, sperimentale di acqua da bere in comunità, rappresentato da colonnine refrigeranti allacciate alla rete idrica, che erogano acqua potabile, controllata, in cui ciascuno, senza dover necessariamente ricorrere all’acqua minerale in bottiglie monouso in plastica, può rifornirsi tramite un proprio contenitore riutilizzabile.
Sotto quest’ottica il progetto ha avuto inizio prendendo contatti con comunità come scuole, circoli culturali, centri anziani, mense scolastiche, luoghi di accoglienza che si sono resi disponibili ad indicare la loro posizione riguardo il consumo di acqua da bere, ai fini di valutare le azioni specifiche da attuare, i partner e gli obiettivi del progetto.
Il progetto inoltre ha previsto un ciclo di incontri informativi sul tema acqua e sul tema rifiuti, con il contributo dello sportello Ecoidea della Provincia di Ferrara, al fine di sensibilizzare i cittadini della comunità che hanno aderito al progetto e gli studenti riguardo i temi ambientali connessi per l’incentivazione di un comportamento ambientalmente responsabile.

SARA’ DURA!

no tav

Da qualche giorno esiste un nuovo giornale per il popolo No Tav e non poteva che chiamarsi SARA’DURA voci del popolo No Tav.
Esiste anche un sito registrato www.saradura.com e una email: redazione@saradura.com.

In questi mesi la comunicazione è stata fondamentale, abbiamo dimostrato come in poche ore riusciamo a mobilitarci in migliaia. E’ importante costruire nuove reti di relazioni, di comunicazione, di scambio, in grado di mantenere alta l’attenzione. I tempi che ci aspettano saranno impegnativi. Dobbiamo arrivarci preparati.

La redazione di Saradura è una redazione diffusa, mobile e attenta ai problemi e alle persone, com’è il movimento nei suoi giorni migliori, il giornale lo costruiamo insieme.

Per ora un augurio e un abbraccio a tutti, ne abbiamo bisogno.

Baciamoci a Milano

piazza duomo

di JACOPO FO
Ci ritroveremo in piazza Duomo e ci baceremo.
Decine di coppie abbracciate si scambieranno effusioni amorose sabato 27 alle ore 12,00.
Un flash mob che ha lo scopo di diffondere nella città un’idea di speranza e di amore che sia prodromo per la rinascita di Milano.
L’amore è un sentimento meraviglioso, lo diceva già Gesù, tanto tempo fa ma molti se ne sono dimenticati. Riportare l’amore al centro dei pensieri delle persone ci sembra necessario, urgente, indispensabile e desiderabile.

Questa città che si suicida con lo smog, che fa fumare anche ai neonati l’equivalente di 10 sigarette al giorno, che non ha tempo per vivere e contemplare, che non ha pietà per chi la notte dorme per strada, ha bisogno di amore.

Questa città che spreca miliardi di euro perchè è incapace di capire la possibilità del risparmio energetico ha bisogno di tenerezza.
Forse vedendo tante coppie che si baciano a qualcuno verrà voglia di baciare il proprio amore. Di trovare il tempo per contemplare l’incommensurabile privilegio di vivere.
Non siamo nati per comprare. Siamo nati per far l’amore.

Comitato
www.sostienidariofo.it
Se vuoi aderire scrivi a manuela@alcatraz.it per segnalarlo

NB
Questa iniziativa è nata da un’idea di Nexus all’interno del gruppo di discussione CONTENUTI-SCENEGGIATURA che ormai da due settimane sta lavorando all’idea di web-corteo (vedi www.jacopofo.com). Si tratta di una situazione che sta sviluppandosi in modo molto inaspettato e stimolante. Un “work in progress“/laboratorio/bottega artigiana che raccolgie persone da mezza Italia che lavorano assieme fattivamente via web. Una roba avvenieristica insomma. E una nuova maniera, molto divertente e appassionante di vivere fattivamente l’impegno sociale e umano. Basta chiacchiere!

Agenda sostenibile!

terra futura

Ecco alcuni appuntamenti imperdibili per chi non crede alle cose che diciamo sulla bontà e la concretezza di certi progetti per l’ambiente, la sostenbilità sociale, la partecipazione dei cittadini alla vita e alla gestione di un territorio.

Si comincia con Klimahouse a Bolzano, Fiera specializzata per l’efficienza energetica e l’edilizia sostenibile dal 26 al 29 gennaio (vedi articolo specifico del blog), di grandissima attualità in questi giorni in cui i nostri governanti sembrano accorgersi del “problema energia”!
(http://www.fierabolzano.it/klimahouse2006/)

Giovedì 2 febbraio a Ferrara con “CONDOMINI SOSTENIBILI E… DINTORNI Esperienze di stili di vita sostenibili”, a partire dalle ore 16.00 al Café de la Paix – Piazzetta Corelli, 24/28. Importante convegno per presentare i risultati ottenuti con i progetti (di cui trovate ampi articoli sul blog) “Condomini sostenibili”, “Risparmio idrico a Bagnacavallo”, “Progetto CAMBIERESTI?”.
(www.provincia.fe.it/agenda21)

Il 18 e 19 marzo a Milano allo Spazio SuperstudioPiù, Via Tortona 27 (M2 P.ta Genova), “Fà la cosa giusta!”, terzo incontro dell’economia solidale a Milano. Mostra-mercato con centinaia di prodotti, servizi e progetti di consumo responsabile. Convegni, seminari e ristorazione bio-equa. Venerdi 17 apertura solo per scuole.
(http://www.falacosagiusta.org/index2.htm)

A Firenze, dal 31 marzo al 2 aprile, nella splendida cornice della Fortezza da Basso “TERRA FUTURA“, mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità. Dall’obiettivo comune di garantire un futuro al nostro pianeta – e di farlo insieme – nasce l’idea di Terra Futura, un evento internazionale che intende rappresentare una prima concreta occasione di confronto trasversale tra le “buone pratiche” di sostenibilità in tutti i campi: la vita quotidiana, le relazioni sociali, il sistema economico, le pratiche di governo.
(www.terrafutura.it)

A Milano dal 19 al 21 maggio presso Pime in via Mosè Bianchi, “TUTTAUNALTRACOSA“, la Fiera nazionale del commercio equo e solidale organizzata dall’ Ass. Botteghe del Mondo. Questa fiera è l’occasione giusta per incontrare più di 100 organizzazioni eque e solidali, tra centrali di importazione e botteghe, che presenteranno i loro prodotti, dagli alimentari all’abbigliamento, dai mobili ai giocattoli, e più di 50 nuovi progetti “made in dignity” con alcuni dei loro protagonisti provenienti da tutto il pianeta.
(www.tuttaunaltracosa.it)

Casa Clima più. A Bolzano questa settimana

casa clima

Fiera Bolzano presenta la seconda edizione di “KLIMAHOUSE – Fiera specializzata per l’efficienza energetica e l’edilizia sostenibile”, in programa dal 26 al 29 gennaio 2006. Se avete tempo e passate da quelle parti andateci, è una delle straordinarie iniziative che dimostrano quanto decine di amministrazioni locali, comuni e (quindi) famiglie stanno già oggi risparmiando sui consumi di gas, nonostante quello che pensa il Ministro Scajola e il “nostro” Governo.

Casa Clima – costruire con testa
La domanda e l’offerta dettano i nostri comportamenti economici. Carbone, petrolio e gas metano sono i “lubrificanti” senza i quali non si muove nulla. La questione qui diventa esplosiva: queste energie fossili sono ormai scarse ed il loro massiccio utilizzo ci ha lanciato la più grande sfida del nostro tempo, la trasformazione del clima. La via da seguire in futuro è pertanto quella del risparmio energetico e dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

Chi oggi costruisce deve prestare attenzione al fatto che svolge azioni che si ripercuoteranno sulle generazioni future. Ciò significa che, a causa del prezzo dell’energia in costante aumento e della sfida relativa alla salvaguardia del clima, dovrebbero essere costruite sempre più Case Clima. Con la definizione Casa Clima non si identifica un tipo di costruzione ma un livello di energia.

Un isolamento termico ottimale e l’utilizzo dell’energia solare sono le chiavi di un’edilizia vantaggiosa. Mediante ciò il danneggiamento dell’ambiente e del clima può essere notevolmente ridotto ed i costi di riscaldamento si possono abbassare.

La CasaClima A viene descritta come “casa 3 litri” in quanto utilizza solo 3 litri di gasolio per mq per riscaldare le superfici abitative, e richiede caratteristiche di elevata qualità isolante per le parti costruttive esterne. In tal modo viene classificata come edificio con efficienza energetica ottimale. La CasaClima B, denominata anche “casa 5 litri“, ha un fabbisogno energetico più elevato rispetto alla Casa A. Nonostante ciò si tratta di un edificio con un bilancio energetico molto buono.

Sovraccosti per una CasaClima
Scegliendo in modo intelligente i materiali e la progettazione, il che significa mantenere i criteri di progettazione sulla linea del risparmio energetico, la costruzione di una CasaClima non richiede nessun sovraccosto.
In tal modo i sovraccosti, nel caso di una costruzione che segua le regole della salvaguardia energetica stabilite dalla legge, si limitano allo 0-5% per una CasaClima B e arrivano fino al 15% per una CasaClima A.

Principi base della CasaClima
I costi energetici possono essere minimizzati, il che vuol dire che le perdite di energia si possono ridurre e i guadagni termici si possono aumentare.
Le perdite di energia si possono diminuire mediante: costruzioni compatte, ottimo isolamento termico, areazione controllata. I guadagni termici si possono incrementare mediante: utilizzo passivo rafforzato dell’irradiamento solare (spesse vetrate sulla facciata sud); utilizzo attivo del sole (collettori solari, fotovoltaici).
Oltre ai bassi costi di riscaldamento una CasaClima offre anche una serie di vantaggi ecologici: mediante un isolamento più efficacie si riducono le perdite di calore e di conseguenza il fabbisogno energetico e i costi di riscaldamento; grazie al ridotto fabbisogno energetico vi sono minori danneggiamenti per l’ambiente ed il clima; si evitano i danni dovuti alla condensazione (non vi sono muffe); si eleva il comfort abitativo attraverso le maggiori temperature delle superfici interne di pareti, tetti e pavimenti; l’areazione controllata consente una qualità ottimale dell’aria con bassi costi energetici.

CasaClima – un vantaggio assoluto:
per il portafoglio, per la salute e la qualità abitativa, per l’ambiente ed il clima. Durante un’intera vita abitare in una CasaClima permette ad una famiglia di avere un risparmio energetico pari a ca. 200.000 litri di gasolio.

Concorso annuale CasaClima
Una volta all’anno viene individuata e premiata la migliore CasaClima dell’Alto Adige mediante un concorso. La condizione di partecipazione è l’appartenenza alla categoria CasaClimapiù.

Ulteriori Informazioni:
www.provinz.bz.it/umweltagentur/2902/klimahaus/index_i.htm

Capitan ECO

capitan eco

Il Tesoro di Capitan Eco è un progetto che, a diversi livelli, coinvolge tutta la cittadinanza. Al gioco possono partecipare le classi elementari del comune. Ogni classe riceve dalle mani di Capitn Eco in persona un salvadanaio di coccio, un opuscolo fumettatto sulla raccolta differenziata e la storia del personaggio ed un volantino che spiega le modalità del gioco. E’ un vero e proprio gioco a premi basato sulla promozione dell’isola ecologica. Ogni classe riceve un salvadanaio di coccio nel quale inserire le ecomonete che vengono rilasciate dagli operatori dell’isola ecologica ogni volta che si conferisce una busta di rifiuti differenziati. Terminato il tempo del gioco, le classi vincitrici ricevono dei premi durante la festa finale in piazza.

Nei molti comuni in cui è stato sperimentato il progetto sono stati coinvolti tutti gli insegnanti, il cui appoggio è stato ottenuto con molta facilità grazie alla loro sensibilità nei confronti del tema. Non potendo recarsi soli alla stazione ecologica i bambini vengono accompagnati dai genitori e dalle famiglie, ritrovandosi così coinvolti sia nella separazione dei rifuti in casa, sia nel gioco delle ecomonete. L’espediente del gioco mette in moto delle vere coalizioni di bambini ed adulti volte a raccogliere il maggior numero di rifiuti differenziati da portare all’isola ecologica per ottenere ecomonete. Quasi sempre il successo dell’iniziativa è tale che si devono stampare nuove ecomonete (o figurine e simili).

Per fare un esempio, nel comune di Avellino nei due mesi di durata del gioco sono state distribuite 80.000 ecomonete e la percentuale di Raccolta Differenziata è schizzata dal 13% al 47%.
Il coinvolgimento fortissimo nella competizione e la voglia di vincere a tutti i costi hanno indotto molti alunni a ripulire strade, cantine, garage, viottoli di campagna e di portare tutto all’isola ecologica in cambio di un cospicuo gruzzolo.

Una volta terminato il gioco, si contano le ecomonete di ogni classe e si stila la classifica. I vincitori vengono proclamati nel corso di un’apposita conferenza stampa in cui si espongono anche i risultati del progetto in modo da dare ampio risalto all’evento.

Spesso, in concomitanza con una domenica ecologica si organizza una festa finale che coinvolge la scuola, l’amministrazione comunale, insomma l’intera cittadinanza.

Progetto ECOFESTE

ecofeste

Cosa sono le Ecofeste?
L’idea di continuare a divertirsi nelle sagre e feste di paese pensando anche alla salvaguardie dell’ambiente nel quale viviamo.

Com’è una Ecofesta?
La Provincia di Parma certifica con il marchio “Ecofesta” quelle iniziative che garantiscono azioni per una corretta riduzione degli sprechi. Diventano “Ecofeste” quelle che attuano la raccolta differenziata di plastica, vetro, carta e lattine, che separano gli oli di frittura, che adottano almeno un accorgimento per ridurre i rifiuti (ad esempio le bottiglie d’acqua con vuoto a rendere, o l’invio ai canili degli avanzi di pranzo) e così via.

Perché una Ecofesta!
Nella sola stagione estiva in provincia di Parma si svolgono più di 300 iniziative tra feste e sagre di paese. L’utilizzo di materiali usa e getta e una scarsa attenzione agli sprechi ed alla raccolta differenziata rischiano di lasciare dietro queste piacevoli serate una montagna di rifiuti.

L’idea.
Con le Ecofeste l’Amministrazione Provinciale di Parma, intende incentivare (grazie ad opportuni finanziamenti) le esperienze migliori nel campo della riduzione dei rifiuti e del riciclaggio promuovendo nel contempo una maggiore attenzione sul problema rifiuti.
Si troveranno così comuni in cui l’usa e getta è completamente sostituito da stoviglie e posate riutilizzabili, o in cui i piatti sono in materiale biodegradabile, per poterli separare assieme agli avanzi del pasto, o ancora ludoteche per i bambini sul riciclaggio.

Il progetto ECOFESTE è un progetto innovativo che sta raccogliendo interessanti risultati sia in termini di partecipazione sia in termini di impatto ambientale. Lo testimoniano per l’edizione 2005 i 31 comuni del parmense (su 47) in cui si distribuiscono le 142 feste aderenti, quasi il doppio rispetto all’edizione 2004.

Oltre ai Comuni, le Comunità Montane e agli organizzatori degli eventi, partner importanti dell’iniziativa sono ENIA, e le associazioni Legambiente Parma e WWF sezione di Parma.

In sintesi, la Provincia di Parma certifica “Ecofeste” quelle iniziative che garantiscono azioni per una corretta riduzione degli sprechi. Diventano “Ecofeste” quelle che attuano la raccolta differenziata di plastica, vetro, carta e lattine, che separano gli oli di frittura, che adottano accorgimenti per ridurre i rifiuti (ad esempio le bottiglie con vuoto a rendere, i piatti in ceramica al posto di quelli usa e getta…) ecc. Per le feste più meritevoli sono, inoltre, previsti contributi economici a supporto degli interventi più complessi ed onerosi.

Un altro progetto importante, concreto, promosso stavolta da un’amministrazione provinciale. Pensiamo a quante feste e sagre e rassegne vengono organizzate ogni anno negli oltre 8000 comuni italiani, e a quanti rifiuti si lasciano dietro… Ecco perché sarebbe importante che altre Provincie, sull’esempio di quella di Parma, sperimentassero una proposta del genere.

Perché vorrei Dario Fo sindaco di Milano

fo sindaco

Perché vorrei Dario Fo sindaco di Milano

Immagino una città governata dai bambini, e non dalle automobili.
Una città colorata e serena.

Immagino medici clown negli ospedali e scuole spalancate al mondo.
Immagino strade verdi, piazze aperte, un ininterrotto scorrere di idee
contaminazioni
voglia di essere comunità.

Immagino un distributore di biodiesel
un piano di ristrutturazione energetica comunale
progetti veri a favore dell’ambiente e della salute.

Immagino tanta fantasia, anche, e un’energia contagiosa,
spettacolare, a cui nessuno riuscirà a resistere.

Immagino la prima seduta del consiglio comunale, ma vi rendete conto?!, finalmente uno spettacolo vero nel teatrino triste della politica.

Questo immagino, e tanto altro ancora!
Sì, immagino, e provo pure un pò di invidia per i cittadini di Milano, e già questa è la prima vittoria del nostro Dario!